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I 3 POLLICI SI CONSOLIDANOmercoledì 19 aprile 2006 più informazioni notizie correlate ultime notizie Sony Cyber-shot DSC-T30: primo contatto e fotoLa famiglia Cyber-shot DSC-T continua a crescere. E lo fa con l'appena arrivata T30, che si aggiunge al catalogo di ultracompatte della Sony con tendenze di continuità per quanto riguarda l'estetica e le prestazioni. Anche se il suo design continua ad essere la punta di lancia, la nuova fotocamera arriva provvista di rinnovati argomenti sui due fronti di battaglia più disputati attualmente: le dimensioni del display -di 3 pollici- e l'alta sensibilità.Iker Morán.-
Più risoluzione, più display e più sensibilità. La Cyber-shot DSC-T30 si presenta con novità superlative per trasformarsi nella compatta della saga T con prestazioni più avanzate fino al momento. Alcune funzioni che non lasciano da parte e -in certe occasioni- lasciano subordinate al pilastro centrale che ha trasformato questa saga in una delle più conosciute delle vetrine: il design.
I 7 megapixel, il display da 3 pollici e anche la sensibilità da 1000 ISO devono aspettare il loro turno. L’estetica è ciò che vende; il design comanda. In questo stesso senso, la continuità è la nota dominante della T30, che copia i tratti determinanti della Cyber-shot DSC-T9, di cui -nonostante il salto nella nomenclatura- questa potrebbe perfettamente dichiararsi precoce erede.
Una denominazione di due cifre che, a proposito, avevamo soltanto visto prima nella T33, una versione molto simile alla T3 ma destinata al mercato asiatico. Design senza rottura Corpo metallico di alluminio, dimensioni molto controllate e peso molto leggero. Il coperchio frontale che può anche fare da interruttore principale conserva la sua ormai principale posizione, anche se con qualche piccola modifica rispetto ai modelli precedenti. Così, è più larga e meno allungata, senza occupare il totale della lunghezza del corpo della fotocamera come succedeva nella T9.
La comodità e semplicità per la messa in moto della fotocamera è indiscutibile, anche se il meccanismo menzionato è forse un po’ più deciso e rigido. Qualcosa che, invece, probabilmente implica un miglioramento per quanto riguarda l’affidabilità e durata.
Allo stesso modo, quando la fotocamera si spegne automaticamente non basta premere lo scatto, ma è necessario tornare a toccare l’interruttore o spostare il coperchio principale. Nonostante l’aumento di mezzo pollice nella diagonale del display, le dimensioni e il peso del corpo non si sono alterati per quello. Infatti, sotto alcuni aspetti, come lo spessore e il peso, si arrivano anche a migliorare leggermente i dati della T9. Stranamente, le linee un po’ tondeggianti del design fanno pensare a prima vista che la T30 è un po’ più grande delle sue predecessore.
Rispetto all’ergonomia, un primo contatto con il modello permette di confermare che con la T30 succede lo stesso che con la grande maggioranza di compatte orientate verso l’estetica più avanguardista. Se la leggerezza e le dimensioni hanno i loro indiscutibili vantaggi, la maneggevolezza continua ad essere un punto migliorabile.
Forse una minuscola impugnatura laterale -l’idea sembra accennarsi con il nuovo design del coperchio, ma non si arriva a finire- sarebbe di grande aiuto. 3 pollici Il rinnovato display è uno dei punti di attenzione di questa T30. Anche se non si tratta della prima volta che la Sony opti per queste dimensioni in un monitor (la Cyber-shot DSC-N1 fu quella incaricata di inaugurare questo segmento con un LCD tattile), in questo caso sembra che si è voluto calcolare un monitor di dimensioni generose con un corpo di dimensioni e larghezza più misurate che nel caso della N1.
Oltre a quella diagonale di 3 pollici, il monitor conta su una risoluzione di 270.000 pixel che si trasforma in un’eccellente lucentezza e nitidezza delle immagini riprodotte. Così buoni punti di riferimento decadono quando la luminosità è eccessiva o scarsa, sebbene la qualità di riproduzione del display si continua a mantenere su alcuni buoni livelli.
La maggior parte dei comandi mantengono la loro posizione nell’estremo destro della parte posteriore della fotocamera, spostati dalle dimensioni del LCD. In questa zona si concentrano la maggioranza dei pulsanti, le cui ridotte dimensioni rende difficile in certe occasioni le operazioni.
Intorno a un dial principale si organizzano molte delle funzioni, tra le quali si trova la navigazione per i menu di controllo dell’immagine. Anche se per la maggior parte di quelle sfortunatamente bisogna passare dal menu principale, le dimensioni dell’immagine di un comando proprio che permette di accedere direttamente alla scelta della risoluzione.
Nella zona superiore, invece, l’interruttore principale è soltanto accompagnato dallo scatto e il comando che permette di collegare o disattivare lo stabilizzatore di immagine SteadyShot. Una funzione abbondantemente conosciuta e già presente in altrettante macchine fotografiche della Sony, inclusa la T9. Zoom standard L’ottica, come il design, ha scommesso anche sulla continuità. Infatti, la T30 arriva con la stessa ottica Carl Zeiss da 3 ingrandimenti che già montavano i modelli precedenti della gamma T. Un obiettivo che offre delle focali tra 38 e 114 millimetri, regolato da un comando, come i suoi compagni, risulta troppo piccolo per potere maneggiarlo con comodità con il dito pollice.
L’autofocus dispone di due posizioni: semplice o monitor, come lo denomina la Sony, sebbene non sembra apprezzarsi troppa differenza tra l’uno e l’altro modo. In qualsiasi caso, la sua efficacia non ammette ostacoli quando le condizioni di luminosità sono buone, sebbene il sistema richieda un po’ più di tempo e qualche tentativo in più quando la scena si complica. Per cambiare tra i modi di cattura di foto o video e la visualizzazione delle immagini catturate, la T30 conta su un comando di tre posizioni situato anche all’altezza di questo dito. Ad ogni modo, pressando sul dial si può anche accedere all’ultima immagine scattata, sebbene soltanto a questa ultima.
Se si preferisce una riproduzione più dinamica, la T30 dispone di una funzione -ereditata anche dalla T9- che crea automaticamente una presentazione di diapositive con musica e transizioni. Più megapixel, lo stesso spazio Come dicevamo all’inizio, l’ultima compatta della Sony arriva dotata di un nuovo sensore che eleva la risoluzione fino a 7 megapixel. Nonostante ciò, questo movimento nei megapixel non è stato accompagnato da nessun cambiamento nelle dimensioni del CCD SuperHAD, che mantiene le dimensioni di 1/2,5 pollici.
Un movimento pericoloso, prendendo in considerazione che, come si sa bene, aumentare la densità dei fotodiodi nel sensore e ridurre le dimensioni dalla superficie sensibile di ognuno di quelli di solito comporta l’aumento del rumore nelle immagini catturate. Nonostante ciò, la Sony sembra disposta a fronteggiare questo problema, dato che la T30 ha nella sua elevata sensibilità uno degli argomenti fondamentali. Così, la fotocamera dispone di una scala che va da dagli 80 fino ai 1000 ISO. Si aggiunge una scena, denominata "alta sensibilità", in cui anche si impiega il massimo valore ISO.
Anche se bisognerà analizzare con dettaglio il comportamento della fotocamera in situazioni di bassa luminosità e confrontarlo con i risultati dei 6 megapixel della T9, in un rapido ripasso delle prime foto ottenute con la fotocamera si può osservare come l’elaboratore di immagine e del sistema di riduzione del rumore Clear RAW NR fanno il loro lavoro. Sufficiente, almeno, per mantenersi sui livelli di rumore elettronico comuni, nonostante l’aumento di risoluzione già menzionato.
Il rumore, cioè, non appare in forma evidente fino a superare la barriera dei 400 ISO. A partire da questo punto, si fa presente in maniera chiara -a 800 e 1000 ISO si indovina nello stesso display-, più in forma di rumore cromatico che di brillanza. Non bisogna dimenticarsi della presenza dello stabilizzatore di immagine, che ci permette di appurare alcuni punti di luce abbassando la velocità, senza necessità di elevare la sensibilità. In questo terreno, le foto confermano i risultati ottenuti con precedenti modelli. Immagini scattate a 1/3 di secondo in pieno tramonto constatano i vantaggi che offre questo meccanismo. Doppia scommessa Senza rompere con le basi che hanno consolidato finora la serie Cyber-shot T della Sony, la T30 va a definire i passi già iniziati con la T9. E lo fa su un doppio versante che, senza trascurare la parte estetica -il display lo dice tutto-, scommette su prestazioni che sembravano riservate a segmenti di mercato più elevati.
In realtà, quei 1000 ISO e lo stabilizzatore restano tradotti in un messaggio molto più semplice e accessibile: più possibilità in foto notturne. Un valore aggiunto che probabilmente servirà per consolidare la posizione di questa saga nelle vetrine, in cui -non ci inganniamo- il design continua a vendere più della tecnica. Il trucco, invece, sembra che stia offrendo ambedue le cose. |
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