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martedì 11 ottobre 2005

Sony Cyber-shot DSC-R1: primo contatto e foto

La compatta più reflex o la reflex più compatta. La Sony ha ottenuto di portare al suo massimo esponente quel punto intermedio tra le fotocamere compatte e quelle di ottiche intercambiabili con la nuova Cyber-shot DSC-R1. 10 megapixel, sensore CMOS di dimensioni APS e un'ottica Carls Zeiss da 24-120 mm sono argomenti sufficienti per trasformarla nella protagonista di Sonimagfoto 2005.

Barcellona. Iker Morán.- Molto si è parlato e si è scritto già sulla nuova Cyber-shot DSC-R1 della Sony. Una fotocamera che se ciò che pretendeva era di dare un colpo di effetto nella categoria dei modelli compatti più esigenti, indubbiamente lo ha ottenuto. Arriva il momento adesso di verificare se questo impressionante elenco di specifiche tecniche realizza nella pratica le ottimiste aspettative stimolate dal pubblico appassionato.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Grande, ma leggera

Anche se è il sensore da 10 milioni di pixel e, soprattutto, le sue dimensioni APS la caratteristica primordiale di questo modello, il design gioca un ruolo fondamentale al momento di attirare tutti gli sguardi. In questo senso, la R1 sa che possiede molti punti.

Dimensioni considerevoli, -più vicine a quelle di una SLR di quelle di una compatta-, sensazione contundente e un peso relativamente leggero per quello che appare a prima vista. Questa potrebbe essere una buona descrizione delle prime sensazioni che la R1 trasmette tra le mani.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Risulta difficile evidenziare un aspetto concreto del corpo della R1, strapieno di strizzate d’occhio per coloro che cercano qualcosa di simile a una reflex ma che non vogliono passare per le ottiche intercambiabili. È questa fotocamera la prova più evidente che la Sony continua a sondare la categoria delle reflex, aspettando l’arrivo delle prime macchine SLR firmate dalla marca.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

La R1 ha optato per un’impugnatura di dimensioni generose che si traduce in un’eccellente ergonomia tra le mani.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Lo scatto e l’interruttore principale di accensione stanno lì dove il dito spera di trovarli, mentre il pollice resta riservato a una ghiera le cui funzioni possono andare variando a seconda della modalità di scatto selezionata. Come succede in molti casi, la collocazione di un’altra ghiera simile nella parte frontale semplificherebbe notevolmente il maneggio.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Accanto a questi bottoni, si è riservato uno spazio per collocare un accesso diretto al controllo della sensibilità. Un’ottima idea che permette di passare da 125 a 3200 ISO con un semplice gesto. Un altro tema sono i risultati ottenuti con queste selezioni, che ormai commenteremo più avanti.

Buone idee nel display

Il display è un altro dei segni distintivi di questa R1. Non sono le sue dimensioni da 2 pollici il dato più affascinante, ma l’ubicazione che si è scelto per quello. Così, si è situato nella parte superiore del corpo, nella posizione naturale che occupa la slitta a caldo del flash che, a proposito, si è trasferito nella zona dell’impugnatura.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Oltre a questa strana collocazione, le possibilità di mobilità del display permettono di collocarlo nelle più svariate posizioni, per quelle riprese che richiedono angoli speciali. Nonostante ciò, è possibile che il fotografo scopra il fascino del display nella sua posizione piegata, con un punto di vista più basso, realmente comodo e con evidenti reminiscenze dei mirini di vita tipici del passaggio intermedio.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Se si vuole fare un passo in più nel classicismo, è sempre possibile nascondere il display e impiegare soltanto il mirino elettronico attraverso il grande oculare che sfoggia la fotocamera. Comodo e con una risoluzione piuttosto accettabile, soltanto nelle situazioni di illuminazione scarsa o quando si modifica lo zoom della lente in forma più drastica subisce qualche ritardo nella ricezione.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Per il resto, il mirino elettronico si mostra come uno dei più pratici in questo tipo di fotocamere. Vale la pena evidenziare anche la vasta informazione che fornisce: non manca né la sensibilità, né il formato selezionato, né il bilanciamento del bianco. Lo stato della batteria -situata nella base e di considerevoli dimensioni- e il suo tempo di durata restante in minuti sono altri dei dettagli che appaiono riflessi.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Rispetto alla revisione delle immagini captate, è possibile menzionare che, tra le differenti opzioni disponibili, si possono vedere separatamente ciascuno degli istogrammi dei canali di colore della fotografia.

Comandi nascosti

La peculiare ubicazione del LCD lascia un grande spazio libero nella parte posteriore della fotocamera. Nonostante ciò, la Sony non ha voluto occupare tutta questa zona con comandi e ha optato per un’economia che in certe occasioni richiede una piccola ricerca prima di trovare la funzione desiderata.

È certo, per esempio, che collocare la revisione di immagini in un pulsante posto in uno dei laterali dell’oculare può essere una buona idea. Ma è anche vero che l’originalità comporta che l’utente richieda un tempo di apprendistato maggiore del necessario per altri modelli.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Allo stesso modo poco ortodossa per una fotocamera che gioca a sembrare una SLR è la decisione di collocare la ghiera delle modalità di scatto -automatiche, scene e, naturalmente, manuali- in questa parte posteriore del corpo.

Fortunatamente, tanto i menu di controllo della fotocamera come il dial principale posteriore -un po’ rozzo rispetto a quello impiegato in altri modelli- facilitano in grande misura la maggior parte delle operazioni.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Lo stesso succede con la selezione del supporto di registrazione. Questa funzione possiede un proprio interruttore localizzato nel laterale della fotocamera, accanto alla doppia scanalatura per schede MemoryStick e CompactFlash.

Da angolare a tele

Risulta impossibile ignorare uno dei tratti della R1 che più saltano agli occhi: la sua impressionante ottica. Come ormai si sa bene, si tratta di un obiettivo firmato da Carl Zeiss, con delle focali situate tra i 24 e i 120 millimetri, nel formato 35 mm.

Geniale idea scommettere sull’angolare, anche se ci saranno quelli che trovano corto il tele offerto. Per quelli, la Sony ha mostrato anche -dietro una vetrina- uno spettacolare teleconvertitore che fa fuori definitivamente qualsiasi reminiscenza di fotocamera compatta che la R1 può avere.

Sony Cyber-shot DSC-R1
 © Iker Morán, QSBD.COM

Dotato di due anelli meccanici, il comando dello zoom risponde con rapidità e precisione, anche se, almeno nel modello di preproduzione che abbiamo potuto provare, nell’ultimo tratto si mostra eccessivamente duro.

Quello della messa a fuoco, invece, si localizza più vicina al corpo -dire montatura sarebbe scorretto- e il suo funzionamento ammette pochi ostacoli. Esattamente lo stesso del sistema di messa a fuoco automatica della lente, che malgrado le cattive condizioni di illuminazione nella fiera, si mostrò molto morbido nelle nostre prove.

L’ora della verità

Una volta verificate le qualità per quanto riguarda l’ergonomia e il maneggio della fotocamera, arriva il tempo di mettere alla prova le sue qualità al momento di scattare. Nonostante ciò, ci sono alcune caratteristiche che non richiedono più dimostrazione che pressare il pulsante per verificare che qualcosa sta cambiando in questa categoria del mercato.

Così, l’agilità del sensore CMOS si mostra in tutto il suo splendore quando si seleziona lo scatto a raffica. Un totale di 3 fotogrammi per secondo ai quali soltanto sarebbe necessario aggiungere il suono di uno specchio reflex affinché la sensazione di avere una SLR tra le mani fosse ancora maggiore.

  Foto: 10 MP   © QSBD.COM

Le catture sono state realizzate con un modello di preproduzione della Sony Cyber-shot DSC-R1:

Con una risoluzione massima da 10 milioni di punti e due formati di registrazione -RAW e JPEG- la risposta del sensore a sensibilità alte è una delle questioni che preoccupa di più gli utenti di questo tipo di fotocamere. La teoria dice che un sensore di queste dimensioni -simile a quello montato per alcune reflex digitali- deve vincere per un gol quelli delle sue compagne compatte.

  Foto: focali   © QSBD.COM

Le catture sono state realizzate con un modello di preproduzione della Sony Cyber-shot DSC-R1


Angolare (24 mm)

Tele (120 mm)

La pratica sembra dimostrarlo. Nonostante le avverse condizioni delle riprese -dentro lo stesso stand della Sony a Sonimagfoto- e le alte sensibilità selezionate per scattare le foto (800, 1600 e 3200 ISO), la fotocamera sembra cavarsela con molta dignità in alcuni parametri nei quali anche le reflex hanno i loro limiti.

  Foto: sensibilità    © QSBD.COM

Le catture sono state realizzate con un modello di preproduzione della Sony Cyber-shot DSC-R1, a una risoluzione da 10 megapixel. Fai clic sull’immagine per vedere un taglio al 100% della stessa:


800 ISO

1600 ISO

3200 ISO

Tutto ciò senza dimenticare che il modello con cui sono state scattate queste foto è un corpo di preproduzione al quale ancora si devono incorporare diversi miglioramenti.

In fin dei conti, la Cyber-shot DSC-R1 sembra disposta a dimostrare nella pratica tutta la teoria che su quella si è andato diffondendo durante le ultime settimane. Adesso manca soltanto di aspettare per avere un modello definitivo tra le mani per confermare queste prime impressioni.


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