Ricerca:
Offerte di lavoro
Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.

venerdì 21 aprile 2006

La Sony vede nel futuro dei sensori un CMOS capace di catturare 60 fps

La incolmabile finora frontiera tra immagine fissa e continua è, secondo la Sony, in via di estinzione. Un comunicato della firma prospetta lo sviluppo di un sensore CMOS capace di scattare a 60 fotogrammi al secondo e i cui benefici permetteranno di parlare di immagini ad alta velocità, cattura video e di stabilizzazione di immagine. La Fujifilm, invece, ha presentato il prototipo del suo CMOS Organico, con cattura RGB reale.

Redazione.- "La Sony sta potenziando lo sviluppo di sensori CMOS ad alta velocità per fotocamere digitali che possono offrire immagini di tutti i pixel con una velocità di 60 fotogrammi al secondo." Queste sono le vertiginose cifre con cui lavora la divisione di sensori digitali della Sony e che hanno diffuso la stessa settimana in cui la compagnia ha battezzato ufficialmente il suo futuro sistema reflex digitale, inglobato sotto la marca α.

La citazione appartiene a un comunicato della Sony apparso nell’ultimo numero della sua pubblicazione corporativa CX-News. Nonostante la firma non parli in quello di modelli concreti o di termini per lo sviluppo di questo progetto, l’ombra delle prime fotocamere SLR che la Sony prevede di lanciare a partire da questa estate emerge inevitabilmente tra i paragrafi dello studio.

Se si avverassero le aspettative pubblicate, non soltanto si moltiplicherebbero per sei la velocità massima di cattura ottenuta finora per una fotocamera digitale, ma si aprirebbe un nuovo mondo di possibilità per questa categoria.

Nonostante il tono disteso e didattico dell’ampio comunicato della Sony, tra le sue righe si accenna un buon numero delle regole che, secondo la firma, potrebbero tracciare lo sviluppo dei prossimi tempi nella fotografia digitale.

Selezionare la migliore immagine

Anche se i dati maneggiati risultano sorprendenti, l’idea su cui orbita il progetto della Sony è uno dei classici che da tempo si maneggiano nei circuiti fotografici: un sensore con sufficiente risoluzione e velocità, capace di catturare video e di estrarre a partire da questo i fotogrammi desiderati con una qualità ragionevole.

La Sony si riferisce a questa idea nei seguenti termini: "Le immagini individuali che formano la cattura in movimento avranno la qualità di una fotografia fissa, e la linea divisoria tra immagini statiche e in movimento si dissolverà."

Il risultato, assicura la compagnia, permetterà di selezionare la migliore immagine entro la sequenza di 60 fotogrammi ad alta risoluzione catturati in 1 secondo.

Anche stabilizzazione

Ma gli annunciati vantaggi di questa tecnologia non si limitano soltanto alla velocità di scatto. Di fronte alla tendenza di molte fotocamere di implementare sistemi di stabilizzazione o sensibilità alte, la Sony propone di servirsi di questo sistema per risolvere i limiti di una scena con scarsa luminosità.

Così, si parla di incrementare la quantità di informazione catturata mediante la somma di diversi fotogrammi per creare un’unica immagine ad alta risoluzione. Secondo questa teoria, il sistema, denominato "addizione multipiano", permetterà di ottenere un’immagine nitida e senza vibrazioni anche se non c’è un sistema di stabilizzazione nella fotocamera o nell’obiettivo, così come migliorare la ratio di rumore del segnale.

Fujifilm e la cattura RGB

Recentemente, la Fujifilm ha anche reso pubbliche le sue congetture per quanto riguarda i nuovi sensori. I suoi progressi, invece di incamminarsi verso l’incremento della velocità, riguardano la cattura reale dei tre canali RGB che formano un’immagine a colori.

Senza addentrarsi in profonde questioni tecniche sul funzionamento del nuovo sensore, la cui denominazione di CMOS Organico si deve all’uso di una "pellicola di conversione fotoelettrica organica", la sua struttura ricorda inevitabilmente i sensori sviluppati dalla Foveon e impiegati nelle reflex digitali della Sigma. Invece di un filtro Bayer, il CMOS disporrebbe di tre strati, ognuno di quelli sensibile a uno dei tre canali luminosi.

Sebbene ancora sembra presto per parlare di applicazioni reali -un prototipo da 120 x 160 pixel permette già di catturare un’immagine monocromatica-, bisogna informarsi sulla compatibilità di questa nuova tecnologia con i sensori SuperCCD che finora ha definito la Fujifilm.


Le più visitate