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LA STRIZZATA D'OCCHIO DELLA SAMSUNG AL FOTOGRAFO ESPERTOmartedì 8 novembre 2005 più informazioni notizie correlate ultime notizie Samsung Digimax Pro815: primo contatto e fotoDevote le marche al regno del megapixel, diventa difficile trovare una fotocamera che -davvero- abbia qualcosa di nuovo da offrire. QSBD.COM ha avuto accesso a uno di questi rari esemplari, la Samsung Digimax Pro815, che combina il display più grande del mercato (3,5 pollici) con la batteria più potente (1900 mAh), oltre ad offrire uno zoom da 15 ingrandimenti e 8 megapixel di risoluzione. Tutto questo promette bene.Eduardo Parra.-
La Digimax Pro815 si presenta dinanzi a noi come una fotocamera rivoluzionaria sotto molti aspetti. E quella rivoluzione si basa su una premessa: prendere certi parametri e portarli all’estremo per quanto riguarda quantità o dimensioni.
Grazie a questa filosofia possiamo parlare, quando ci riferiamo alla Pro815, di tre display disponibili per inquadrare l’immagine, uno di quelli da 3,5 pollici, o di uno zoom che raggiunge e supera i 400 millimetri nel formato da 35 mm.
La lettera di presentazione della Pro815 chiarisce verso chi si dirige. La nuova Samsung è, o almeno pretende di esserlo, la fotocamera “definitiva” per un gran numero di fotografi. QSBD.COM ha potuto verificare da vicino in un primo contatto se tale cache è alla portata delle aspettative. Particolare Il corpo di questo modello sfoggia un design molto particolare, come direbbero gli amanti degli eufemismi. L’enorme display e il potente teleobiettivo obbligano, come non potrebbe essere diversamente, a dotare la fotocamera di un dorso di grandi dimensioni e di un corpo robusto.
La tenuta è relativamente comoda, in parte grazie alle generose dimensioni della fotocamera. Anche così, non è troppo pesante ed è bilanciata.
Tutti i comandi si possono controllare con facilità usando -invece- le due mani. L’appellativo di fotocamera compatta, conviene segnalarlo, risulta impreciso, dato che né per piccola né per compatta, la Pro815 deve essere catalogata come tale. Aspirando alla reflex La forma, il design e la distribuzione dei comandi della Pro815 invitano, come in molti altri casi, a immaginarsi che si tratta di una reflex che è caduta in mani di un Indio. Niente di più lontano dalla realtà. La Pro815, nonostante il suo aspetto, non smette di essere una fotocamera digitale di mirino elettronico.
La caratteristica principale e più attraente della Pro815 è, indubbiamente, il grande display da 3,5 pollici. Il suo uso permette di inquadrare le fotografie quasi -permetteteci l’esagerazione- come se inquadrassimo in uno schermo cinematografico.
Con una risoluzione da 235.000 pixel offre una ricezione in tempo reale e una qualità di visionato invidiabile. Colori, dettagli, nitidezza… tutto conforme alle sue dimensioni: enormi. Rivedere le foto è anche un piacere, pure zoomando su quelle. Colori reali e nitidezza eccellente stanno all’ordine del giorno. L’unico ostacolo è dato dall’effetto specchio che produce il pezzo di protezione collocato su quella.
Il mirino elettronico -non cessa di essere sottolineato che un modello con questo enorme display abbia un mirino elettronico- è di buone dimensioni e qualità. Mantenendo ricezione e qualità, uno può fare le stesse funzioni e vedere gli stessi dati -inclusi i menu- tanto sul grande display quanto sul mirino elettronico.
L’altra grande novità, di cui tutte le marche dovrebbero prendere nota, è il terzo display, -il secondo è il già commentato mirino- collocato nella zona superiore come “mirino di vita”. Questo piccolo display che, in principio, compie le funzioni di display di informazioni, permette inoltre di inquadrare la ripresa.
AAnche se mediante questo terzo display si può navigare per i menu in miniatura, per esempio, o cambiare i parametri di scatto, non si possono rivedere le immagini realizzate.
I modi di lavoro sono quelli comuni nelle fotocamere avanzate. Dal manuale al programmato, passando dalle priorità e dalle scene prefissate. Il suo controllo è relativamente semplice, dato che essenzialmente tutte le impostazioni si maneggiano o muovendo una ghiera -nel caso del diaframma, per esempio- o con una combinazione di pulsante più movimento della ghiera -nel caso della sensibilità.
Le scene sono quelle tipiche, partendo dal ritratto in controluce, anche se si sente la mancanza di una modalità per fotografia sportiva.
La Pro815, invece, incorpora un modo di lavoro speciale, l’HS, che come abbiamo potuto intuire -che non concretizzare- leggendo il corrispondente manuale di istruzioni, serve per permettere di scattare senza che si lascino notare gli effetti delle vibrazioni. Certamente, non sappiamo se questo modo è uno stabilizzatore o semplicemente un sistema che fa forza quando si alza la velocità e la sensibilità, come così sembra lasciare intravedere il suddetto manuale. Il flash di tipo pop-up incorporato, a proposito, offre un’illuminazione ausiliare accettabile, anche se com’è logico il suo uso è ristretto alle focali più corte e risulta controindicato con lo scatto a raffiche.
Come succede con i modi di lavoro o la sensibilità, il funzionamento del flash si controlla mediante la combinazione di un pulsante e di una ghiera. La Pro815 permette, inoltre, l’uso di una slitta a caldo per il flash esterno. La sensibilità non segue la tendenza comune Se al principio dicevamo che la filosofia applicata nella Pro815 era quella di accogliere parametri e espanderli al massimo, la sensibilità non sembra essere l’eccezione che conferma la regola. Il rango di valori ISO di questo gigante digitale si ferma sugli scarsi 50 di minima e 400 di massima, con dei risultati abbastanza discreti. Molto poco per tanto zoom.
Forse il CCD che monta la Pro815 non è capace di andare oltre. I suoi 8 megapixel le permettono di offrire immagini di alta risoluzione a 3264 x 2448 punti, ma il giorno che gli ingegneri della Samsung studiavano la sensibilità marinarono la scuola. In effetti. La Pro815 offre un rendimento molto accettabile quando si impiegano sensibilità basse, ma a partire da 200 ISO appare un alto livello di rumore, specialmente nelle zone più ombreggiate dell’immagine.
E dato che abbiamo citato lo zoom, questo sì che segue quella premessa di “quanto più grande, meglio”. Iniziando da alcuni magnifici 28 millimetri, la Pro815 permette di estendere la capacità focale della sua ottica Schneider-Kreuznach fino ai 420 millimetri nel formato 35 mm, con delle aperture ugualmente sensazionali di f2.2-4.6.
Lo zoom si controlla manualmente nel più puro stile reflex, quindi, la fotocamera conta su un anello per la messa a fuoco manuale e un altro in più per il controllo dell’esposizione. Il suo giro, bisogna dirlo, risulta un po’ duro per il nostro gusto. Il suo tallone di Achille La Pro815 possiede vari modi di messa a fuoco, che includono un modo centrale e un altro più dinamico che permette che sia la fotocamera quella che sceglie il punto di messa a fuoco.
Ed ecco il principale ostacolo di questa fotocamera: alla Pro815 le costa moltissimo mettere a fuoco, anche con piena luce del giorno. In QSBD.COM abbiamo scattato decine e decine di foto in molteplici condizioni luminose, dall’oscurità totale fino alla luce di un giorno limpido e soleggiato. E tutte le prove sembrano dimostrare che alla Pro815 le costa mettere a fuoco bene.
Ma l’autofocus ci riserva anche qualche sorpresa gradevole. Cioè: la messa a fuoco continua di questa fotocamera è sensazionale, permettendo di realizzare raffiche di oggetti che si muovono a una velocità moderata con un fuoco perfetto. La messa a fuoco manuale, invece, è di azionamento soave, anche se la precisione non è un suo punto forte. Invece di un vetro suddiviso tradizionale -invidiabile in questo tipo di mirini- o una “lente di ingrandimento digitale” più conforme alle nuove tecnologie, la Pro815 offre un’irrilevante scala di distanze e una grande dose di fiducia sulla nostra propria vista.
Non c’è che dire che se migliorare il fuoco in un display da 3,5 pollici non è del tutto facile, correggere nel mirino o nel minidisplay superiore è praticamente impossibile. La modalità macro, un’altra delle curiosità di questo modello, è soltanto disponibile in un determinato rango di focali, raggiungendo una minima messa a fuoco da 3 centimetri. Energia per un buon momento La capacità di alimentazione della Pro815 deve essere enorme, a causa principalmente dell’ingente consumo del grande display con cui carica. Prova di questo consumo energetico è l’enorme batteria ricaricabile che incorpora la fotocamera; secondo la Samsung, la più potente del mercato, da 1900 mAh.
Il suo uso a piena ricarica -una carica di circa 3 ore- permette di realizzare un’importante quantità di scatti -più di duecento, abbiamo registrato- usando quasi esclusivamente il gigantesco display.
Le fotografie scattate si salvano su una scheda CompactFlash di Tipo I o II. Sorprende un po’ scoprire un modello che utilizza questo tipo di memoria flash, dato che anche alcune fotocamere più grandi, come la Panasonic Lumix DMC-FZ30, usano ormai le minuscole SD Card.
La Samsung Digimax Pro815 fa ostentazione di alcune cifre superlative, dai pollici del suo display principale al portentoso zoom, passando da una comune luminosità e una batteria di indiscreta intensità. Nonostante qualche altro inconveniente relativo al sistema di autofocus, si tratta, indubbiamente, di una macchina che presenta nuovi punti di riferimento nel panorama fotografico digitale. |
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