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LA COMPATTA PIÙ PANORAMICAgiovedì 10 agosto 2006 più informazioni notizie correlate ultime notizie Panasonic Lumix DMC-LX2: primo contattoCon il permesso delle Lumix DMC-L1 e FZ50, la LX2 riuscì anche a farsi posto nel podio delle novità svelate dalla Panasonic una decina di giorni fa durante il Lumix Seminar 2006 di Barcellona. Pochi cambiamenti nella più panoramica delle compatte, che aumenta a 10 megapixel la risoluzione del suo CCD di formato 16:9 e continua a fare dell'elegante design e dell'ottica angolare stabilizzata i suoi punti più appetibili.Iker Morán.- Escludendo il salto alle ottiche intercambiabili della Lumix DMC-L1, sembra che la continuità sia il percorso scelto dalla Panasonic per aumentare e rinnovare la sua saga di compatte Lumix. Così è successo con la Lumix DMC-FZ50, e la stessa strada sembra seguire la Lumix DMC-LX2, con cui QSBD.COM poté trascorre alcune ore 10 giorni fa proprio dopo la sua presentazione internazionale.
Continuità non implica necessariamente che la fotocamera non abbia interessanti apporti rispetto alla sua predecessora, la LX1. Invece, la grande maggior parte di quelli non sono percettibili a prima vista, quindi soltanto il display -passa da 2,5 a 2,8 pollici, anche se mantiene la stessa risoluzione- e un piccolo e pratico joystick nella parte posteriore -di cui poi parleremo- alterano il design originale.
Per tanto, si mantiene la consistenza metallica del corpo, che conferisce alla fotocamera un aspetto molto elegante nelle sue rifiniture argentate con allusioni classiche e sobrie, se si sceglie il modello in nero.
In entrambi i casi, la faccia frontale si trova coronata da un'ottica Leica di considerevoli dimensioni e una piccola prominenza nella parte sinistra che fa le veci di impugnatura. Tre formati Il sensore apre l'elenco di novità incorporate alle specifiche tecniche della fotocamera. Con 2 milioni di punti in più della sua predecessora, la LX2 raggiunge la decina di megapixel secondo quello che sembra una nuova moda e mantiene una delle sue principali caratteristiche: il formato panoramico 16:9 del captore.
Invece, si può dire poco di più per adesso del rinnovato sensore CCD, dato che il modello provato non era di produzione finale e, per tanto, i risultati ottenuti non sono validi per realizzare una prima valutazione del rendimento di questo modello.
Ma, come dicevamo, le innovazioni arrivano insieme con le reminiscenze del modello precedente. Sono questi dettagli -come il già citato sensore panoramico- quelli che configurano l'idiosincrasia della LX2 e che possono arrivare ad essere importanti punti forti per segnare distanze nella vetrina nel prossimo autunno.
Tale è il caso dell'interruttore collocato nella parte superiore dell'obiettivo, che permette di selezionare l'aspetto che avrà l'immagine in relazione alle sue proporzioni: il formato nativo del sensore della fotocamera, da 16:9, o i tagli da 4:3 e 3:2. Nonostante si riconosca l'originalità del comando, sicuro che non sono pochi quelli che, senza esitare, lo cambierebbero con un anello di messa a fuoco o zoom.
Il flash è un altro dei dettagli curiosi ereditati dalla LX2. Situato in un laterale della fotocamera, il classico sistema pop-up adotta qui una forma totalmente verticale di occultazione e attivazione. Angolare stabilizzato Le concessioni al design convivono con alcuni gesti di complicità con gli utenti più esigenti che si sentiranno attratti per cominciare dall'aspetto di quella ottica Leica DC Vario-Elmarit da 4 ingrandimenti. Uno zoom ottico da 4x che, invece di allungarsi nel suo versante di teleobiettivo preferisce insistere sul terreno angolare, configurando uno dei 28 millimetri con apertura f2.8 più interessanti del panorama digitale.
L'ostentazione dell'ottica e il suo percorso per le focali funziona -almeno così lo abbiamo percepito in questo breve contatto- in modo agile per quanto si pressano i comandi corrispondenti.
Con una leva collocata nel laterale è possibile cambiare il tipo di messa a fuoco tra automatica, manuale e macro. Per quello che abbiamo potuto verificare, l'autofocus mostra uno stupendo comportamento e precisione.
Lo stabilizzatore Mega O.I.S. è un altro dei punti culminanti della LX2. Anche se è questa una prestazione più imprescindibile per i modelli di focale lunga, la combinazione di una luminosità interessante del mirino, insieme allo stabilizzatore ottico e alle sensibilità aumentate -incluso il controllo intelligente della sensibilità, già commentato nel parlare della FZ50-, non fanno altro che potenziare la voglia di mettere alla prova le possibilità di un'unità finale di questa fotocamera in scene dove l'assenza di luce e il movimento siano le note predominanti. Maneggio migliorato Il processore Venus Engine III dovrà affrontare varie sfide. Come succede con la FZ50, la Lumix LX2 non solo aumenta la risoluzione della LX1 con un paio di megapixel senza toccare le dimensioni del sensore, ma anche osa elevare la sensibilità fino a 1600 ISO.
Mentre arriva il momento di verificare le qualità di questo rinnovato motore di immagine nei complicati terreni della riduzione del rumore -si applica separatamente una doppia riduzione di rumore, di luminosità e "crominanza" prima e dopo lo sviluppo, spiega la Panasonic-, certamente si possono apprezzare già le novità apportate per quanto riguarda il maneggio della fotocamera.
Anche se gli accessi continuano a non essere presenti -un pulsante che li concentrasse, a immagine e somiglianza del nuovo "Function" della FZ50, si apprezzerebbe-, l'inserimento di un nuovo joystick di controllo migliora notevolmente l'uso della fotocamera e l'accesso alle sue funzioni.
Così, premendo questo nuovo comando nel modo di cattura si accede alla selezione del punto di messa a fuoco. Il joystick permette comunque di muoversi con maggiore agilità per i menu della fotocamera, in modo da scegliere la sensibilità, il bilanciamento del bianco o la misurazione -impostazioni a cui si arriva pressando il pulsante "Menu"- è adesso più comodo.
E nella zona superiore, la ghiera con i modi di lavoro ricorda che la LX2 dispone sia di opzioni di controllo manuale sia di quelli più comuni automatismi e scene. Lo stesso succede quando si parla di formati di registrazione, dato che la nuova Lumix permette di salvare le immagini in JPEG o RAW. "Delicatessen" Anche se, visti separatamente, gli ingredienti possono non fare colpo, bisogna soltanto fare un percorso per le prestazioni della LX2 per rendersi conto che la Panasonic è riuscita a architettare una delle compatte più raffinate del mercato. Obiettivo Leica da 28 millimetri e f2.8, stabilizzatore ottico di immagine, controllo manuale dell'esposizione, sensibilità fino a 1600 ISO, registrazione in RAW... anche formato 16:9 nativo per coloro che desiderano dare un aspetto più panoramico alle loro immagini. La tavola è servita; speriamo che l'assaggio definitivo previsto per il prossimo autunno mantenga questa buona impressione iniziale. |
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