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ARRIVA LA LUMIX PIÙ POTENTE

lunedì 24 luglio 2006

Panasonic Lumix DMC-FZ50: primo contatto

Lo sbarco reflex della Panasonic non sembra ridurre l'entusiasmo per una delle sue saghe più popolari: le compatte ultra zoom. La Lumix DMC-FZ50 prende il posto della già conosciuta FZ30, con novità più interessanti dei 10 megapixel. Appena presentata, QSBD.COM ha già avuto tra le mani questa nuova nave ammiraglia della Panasonic, che arriva fornita della conosciuta ottica Leica da 12 ingrandimenti stabilizzati.

Iker Morán.- Simile esteticamente, ma con notevoli differenze all’interno. Arriva così la Lumix DMC-FZ50, erede della FZ30, che oltre ad elevare la risoluzione da 8 a 10 megapixel, pone anche l’accento -almeno recita così la teoria- sui miglioramenti che comporta il nuovo processore di immagine Venus Engine III, soprattutto quando si aumenta la sensibilità.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Presentata a Barcellona durante il Lumix Seminar 2006 che si è celebrato la settimana passata, i responsabili della compagnia hanno assicurato che hanno preso molto in considerazione i suggerimenti che gli utenti realizzarono sulla FZ30 per preparare una FZ50 che migliorasse, precisamente, il punto critico del rumore elettronico.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Anche se il suo arrivo sul mercato non è previsto fino a dopo agosto, QSBD.COM ha già potuto avere un suo primo contatto con un modello di preproduzione. Ancora è presto per analizzare i risultati -bisognerà aspettare di avere un’unità finale-, ma si possono già dare le prime impressioni su questa nuova fotocamera della categoria "prosumer".

Maneggio più rapido

Senza modificare le linee generali del corpo della fotocamera, la Panasonic ha implementato alcune novità che migliorano il suo uso e, soprattutto, permettono di beneficiare di un controllo più rapido e logico.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Se quando si parla della FZ30 si sente la mancanza di certi accessi diretti che permetterebbero di cambiare la sensibilità o le dimensioni dell’immagine senza dovere navigare dai menu della fotocamera, sembra che la Panasonic, effettivamente, abbia deciso di ascoltare gli utenti.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Così, la FZ50 dispone in un luogo privilegiato della zona posteriore di un pulsante denominato "FUNCTION" che permette di accedere direttamente a un menu da cui si controllano parametri come la zona di messa a fuoco, la sensibilità, la misurazione, il bilanciamento del bianco e il formato e le dimensioni dell’immagine.

Per il resto, si mantiene l’essenza che caratterizza questo tipo di fotocamere che riproducono, in miniatura, molte delle prestazioni e controlli dei modelli reflex.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Così, non mancano i rispettivi dial di controllo nella zona frontale e posteriore -stranamente, alcune SLR di gamma bassa non li hanno- e la tipica ghiera superiore per selezionare i modi automatici o manuali di esposizione.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Tutto quello configura un’eccellente ergonomia al momento di afferrare la fotocamera e di mettersi a scattare. Com’è prevedibile, uno scambio di qualcosa di plastica per un po’ più di metallo nella composizione del corpo renderà ancora più contenti alcuni utenti (anche se può darsi che gli altri non siano d’accordo con il conseguente aumento di peso).

L’ottica: nucleo centrale

Come dicevamo, l’aspetto esteriore resta quasi inalterato, e continua ad essere presieduto da un impressionante zoom da 12 ingrandimenti firmato da Leica. Come succedeva già nella sua predecessora, la FZ50 mantiene la conveniente decisione di incorporare in questa lente i rispettivi anelli di controllo per le focali e la messa a fuoco manuale.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Passare da 35 a 420 millimetri con il classico comando digitale potrebbe essere un’autentica odissea.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

In uno dei laterali dell’ottica, un interruttore di tre posizioni permette di selezionare le diverse possibilità di messa a fuoco. Se l’utente si decide per il modo manuale, quando si muove l’anello corrispondente il display mostra un ingrandimento della zona centrale della scena per potere regolare il fuoco con maggiore precisione.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

La stabilizzazione Mega O.I.S. è l’altro grande argomento di questo zoom, che di per sé già sfoggia dei valori di luminosità degni di menzione: né più né meno di un’apertura massima di f2.8 in 35 millimetri e f3.7 nella posizione di teleobiettivo.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Anche se l’altro laterale dell’obiettivo qualche volta è la posizione dove le dita sperano di trovare il comando incaricato di gestire questa funzione, si è preferito mantenere la continuità e lasciarlo nella parte superiore della fotocamera, vicino all’interruttore generale e allo scatto.

Maggiore mobilità per il display

Prima di addentrarci nei cambi prodotti nelle parti interne della fotocamera, un altro dettaglio del design richiama particolarmente l’attenzione. Se la FZ30 esordiva con un display mobile che permetteva lo spostamento verticale, a queste possibilità si aggiunge la rotazione orizzontale e verticale di 180 gradi. In questo modo, l’LCD da 2 pollici è capace di adattarsi a quasi qualsiasi posizione di scatto.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Questa stessa prestazione permette di combattere i riflessi nel display quando la luminosità è eccessiva. È anche certo che, abituati già a quegli immensi monitor da 2,5 pollici o anche a più pollici, dà la sensazione che i 2 pollici della FZ50 restino un po’ indietro.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

L’alternativa alla previsualizzazione nel monitor passa per il mirino elettronico. Per non allontanarsi da quanto di solito succede in questo tipo di fotocamere, si può vantare di spostare sull’oculare tutta l’informazione che in certe occasioni manca ai mirini reflex -istogramma incluso- ma la cui qualità generale continua a restare inferiore.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

La velocità di ricezione di questo piccolo display, cioè, non ha presentato nessun problema durante le prove diurne alle quali abbiamo potuto sottoporre la fotocamera.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Succede esattamente lo stesso con la messa a fuoco automatica, di cui precisione, velocità e discrezione possiamo rendere conto. Bisognerà verificare con un modello di produzione tra le mani se le buone informazioni si mantengono quando la luce inizia a scarseggiare.

Nuovo processore

I 10 megapixel che ospita il sensore CCD della FZ50 hanno più implicazioni di quelle relative alle dimensioni dell’immagine.

Se la FZ30 aveva già nel rumore elettronico generato dall’uso di sensibilità alte una delle sue principali difficoltà, la teoria dice che aumentare la risoluzione in un sensore delle stesse dimensioni -maggiore intensità di fotodiodi e minori dimensioni della superficie sensibile- implica una maggiore presenza di rumore nell’immagine.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Cosciente di ciò, durante la citata presentazione a Barcellona, la Panasonic pose l’accento su questa questione, insistendo sul fatto che grazie al nuovo processore Venus Engine III è possibile non solo migliorare i livelli di rumore, ma osare con sensibilità fino a 1600 ISO. Non è male, prendendo in considerazione che la FZ30 arrivava solo a 400 ISO.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

A questo quadruplicato rango di sensibilità si unisce anche il denominato controllo intelligente della sensibilità, che nel menu di selezione appare come "iISO". In questo modo, la funzione dello stabilizzatore ottico si vede completata da questo automatismo, che sceglie in ogni scena la migliore combinazione di sensibilità e velocità di otturazione -in funzione del movimento scoperto nell’inquadratura- affinché la fotografia resti nitida.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Bisognerà aspettare per vedere le immagini finali catturate con la FZ50 a sensibilità alte per vedere se si realizzano in pratica gli elogi della Panasonic verso un nuovo motore, in cui sembra ricadere tutta la responsabilità al momento di eliminare -a posteriori- il rumore che si è già potuto generare nel sensore.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

Nonostante tutto, un 400 ISO corretto e un 800 ISO degno -senza che l’elaborazione fosse troppo distruttiva con la nitidezza, sarebbe un miglioramento spettacolare in questo campo.

Oltre al rumore, il capitolo delle aberrazioni cromatiche è -secondo la Panasonic- un altro dei punti nei quali si potranno ammirare i progressi realizzati dalla FZ50.

Anche se, insistiamo, è ancora presto per entrare nelle valutazioni sui risultati ottenuti, sì è certo che in alcune riprese di grande contrasto che abbiamo realizzato, e nonostante la previsualizzazione mostrasse pericolose zone porpora, la cattura finale -rivista nel monitor della stessa fotocamera- sembrava essere libera da aberrazioni.

Panasonic Lumix DMC-FZ50
 © Iker Morán, QSBD.COM

In qualsiasi caso, le buone idee e aspettative sembrano coincidere in questa Lumix, che apre un nuovo ponte tra il mondo compatto e il reflex. Quella che è, indubbiamente, una delle protagoniste del prossimo autunno è già stata presentata in pubblico.


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