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LA LUMIX PIÙ VIAGGIATRICEmartedì 13 febbraio 2007 più informazioni notizie correlate ultime notizie Panasonic Lumix DMC-FZ8 e TZ3: primo contattoLe due portabandiere della nuova generazione di fotocamere Lumix hanno molto più in comune di quello che sembra. Concepite come versatili compatte, le DMC-FZ8 e TZ3 si insinuano all'affezionato che non vuole doversi caricare di oggetti intercambiabili e cerca un'ottica potente e stabilizzata. Quale migliore scenario di Versaille e Parigi per iniziare a conoscere queste due nuove scommesse della Panasonic.Parigi. Iker Morán.-
In concomitanza con la sua presentazione internazionale, QSBD.COM ebbe la possibilità di passare alcune ore con le recenti giunte Panasonic Lumix DMC-FZ8 e TZ3 nella cornice della Lumix Global Seminar,
Anche se è presto per trarre conclusioni sulla qualità dell'immagine di entrambe le fotocamere (i modelli provati erano di preproduzione), è possibile esaminare le sue nuove prestazioni e indagare su certi aspetti più superficiali.
Se nel caso della FZ8 l'idea è riprodurre il concetto di fotocamera di aspetto SLR in miniatura (qualificarla come sorella piccola della Lumix DMC-FZ50 sarebbe molto adeguato), la TZ3 scommette su delle forme più leggere. In questo caso, per tanto, la costruzione non rimane soggetta alla colossale ottica, ma si cerca prima di tutto un corpo piccolo e maneggevole. Riduzione In effetti, la TZ3 -presentata insieme alla TZ2- ha ribassato leggermente le forme della sua antecedente, la Lumix DMC-TZ1, optando per una impugnatura laterale meno sporgente di quella precedente. Si può anche notare la nuova costruzione della ottica, che prescinde dal fastidioso tappo frontale che utilizzava il modello anteriore.
Dettagli che potrebbero sembrare minori, ma che fanno piacere nel momento di utilizzare e trasportare la fotocamera. È evidente, in questo senso, il minore volume del corpo o la maggiore dimensione del display. La FZ8, dal suo canto, relega le sue novità rispetto alla Lumix Lumix DMC-FZ7 alla distribuzione dei comandi e a certe specifiche, ma mantiene quasi identico l'aspetto esteriore della sua antecedente. Lo stesso accade con la costruzione generale della fotocamera, che continua ad essere dotata di una dose eccessiva di plastica che le toglie consistenza.
Nella parte posteriore si trova un joystick che la FZ8 prende in prestito dalla FZ50. Come accadeva in quel caso, oltre a navigare attraverso i menu, il comando risulta particolarmente comodo per selezionare un punto di messa a fuoco durante la composizione dell'immagine. La ruota delle modalità -automatiche, scene e manuali- è anche cresciuta in dimensioni e migliorata in costruzione, apportando un punto in più di serietà a questo modello. Anche se gli accessi diretti brillano della sua assenza -così come nella TZ3-, il pulsante "SET" permette di giungere ai controlli come la sensibilità o il bilanciamento dei bianchi con relativa semplicità. Angolare rispetto a 12 ingrandimenti Con 7 megapixel di risoluzione (1 e 2 milioni di punti rispetto alle sue rispettive antecedenti), tanto la FZ8 come la TZ3 hanno nella propria ottica stabilizzata il loro migliore argomento.
I pilastri continuano a essere gli stessi, zoom ottico di 12 e 10 ingrandimenti e stabilizzazione Mega O.I.S., ma la TZ3 nasconde sotto questi dati una delle novità più interessanti di questo nuovo invio. I 10 ingrandimenti dello zoom della TZ3 sono passati dai 35-350 millimetri a dei molto più utili 28-280 millimetri. Una varietà focale che può qualificarsi adatta a qualsiasi pubblico: angolare, tele e messa a fuoco macro di 1 centimetro. Peccato che nel processo di conversione verso questa focale angolare si sia dovuto sacrificare l'f2.8 con un f3.3. La domanda obbligata è se non sarebbe interessante seguire questa stessa linea in modelli come la FZ8, dove i 12 ingrandimenti ripercuotono su una focale estrema di 432 millimetri. Sicuro che molti utenti saranno disposti a rinunciare a alcuni millimetri in più invece di disporre di una focale angolare.
Nelle due fotocamere, un comando integrato con il pulsante di scatto permette di controllare le focali dello zoom. Lo spostamento di questo per tutto il percorso focale è veloce e agile, e risponde immediatamente agli ordini dati. La messa a fuoco, allo stesso modo, mostra anche un buon comportamento, anche se la luce è scarsa o le focali estreme rendono debole la sua precisione e la velocità.
Non volendo considerare il fatto che avremmo desiderato trovare una FZ8 con anelli di controllo nell'ottica, come nella FZ50, ci è sembrato un pò scomodo il parasole che accompagna l'ottica.
Anche se l'adattatore e questo parasole di petali apportano un immagine realmente contundente al corpo, la fotocamera sacrifica in cambio alcune delle sue migliori caratteristiche, come la dimensione e la discrezione. Sensibilità intelligente Anche se la FZ8 e TZ3 rimangono fedeli alle modalità di utilizzo delle sue antecedenti -la prima aggiunge la registrazione in formato RAW-, l'aggiunta della funzione di ISO intelligente è una delle aggiunte più importanti.
Questa nuova prestazione, già presentata nei modelli anteriori, rafforza l'occupazione dello stabilizzatore ottico dell'obiettivo, riconoscendo il movimento sulla scena e elevando la sensibilità -se fosse necessario- per rafforzare una velocità di otturazione più rapida. Oltre a verificare che, effettivamente, il meccanismo risponde al design descritto, abbiamo potuto considerare l'utilità di questa modalità di scatto quando si lavora simultaneamente in interni e esterni e non ci si vuol dover preoccupare della sensibilità selezionata. La capacità del nuovo processore Venus Engine III per combattere con il rumore e le sensibilità alte -elevata in entrambe i casi fino a 1250 ISO alla massima risoluzione- e la risposta della ottica agli errori geometrici e cromatici sono alcuni dei dubbi che rimangono in sospeso fino a disporre dei modelli di produzione finale.
Se abbiamo potuto percepire, nonostante tutto, una certa tendenza a un processo un pò aggressivo del sistema di riduzione del rumore elettronico, anche al momento di selezionare le sensibilità basse. Ad ogni modo, insistiamo: i giudizi definitivi dovranno aspettare un pò. Pronte per viaggiare Anche se i confronti risultano ingiusti, soprattutto tra due modelli che competono in differenti categorie, la cosa certa è che risulterebbe difficile decidersi per una delle due al momento di preparare la valigia. È chiaro che, se si cercano prestazioni avanzate a buon prezzo e una ottica di alti livelli, la FZ8 giunge disposta a convertirsi in una alternativa alle SLR di bassa gamma, e anche ai modelli come la FZ50.
Se, al contrario, ciò che per primo è la praticità e la dimensione, e c'è una certa inclinazione verso gli angolari -questo è il nostro caso-, non sarà difficile innamorarsi della TZ3. La sua quantità di prestazioni, in una dimensione realmente ridotta -ancor più con la FZ8 nell'altra mano- ci porta a chiederci se questo tipo di fotocamere non sia (con l'aggiunta dei controlli manuali, se si vuole) quello chiamato un giorno a sostituire le attuali compatte con pretese reflex. |
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