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ZOOM A LETTERE MAIUSCOLE

martedì 6 febbraio 2007

Olympus SP-550 Ultra Zoom: primo contatto

Chiamare l'attenzione sulla vetrina delle compatte digitali è una missione complessa. Forse per questo, la Olympus ha deciso di portare l'idea di fotocamera "tutto in uno" al suo concetto più estremo, per lo meno per ciò che riguarda l'ottica. 18 ingrandimenti di zoom e delle focali di 28-504 millimetri sono argomenti più che sufficienti affinchè in QSBD.COM ci impegnassimo a fare un primo ripasso di questo modello.

Iker Morán.- Presentata qualche giorno fa come aperitivo delle novità che tutte le marche preparano già per la prossima fiera PMA di Las Vegas, la Olympus SP-550 Ultra Zoom si presentò direttamente al primo posto delle compatte di zoom lungo.

Anche se è ancora presto per valorizzare la qualità di questo interminabile obiettivo di 28-504 millimetri, alcuni minuti con una unità di preproduzione della fotocamera ci ha permesso di scoprire alcuni dettagli del suo funzionamento e della sua ergonomia.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

© Iker Morán, QSBD.COM

Con la memoria della SP-510 Ultra Zoom ancora fresca, la prima impressione è buona. Il corpo della SP-550 UZ non trasmette la sensazione fiacca di quello della sua antecedente. Anche se la plastica continua ad essere l'elemento dominante, il corpo arriva ricoperto di una specie di gomma che proporziona un tatto piacevole e una presa comoda.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

© Iker Morán, QSBD.COM

L'anello che ruota la parte iniziale dell'ottica -peccato che non sia un anello di focali-, i colori più scuri e matti del corpo macchina, e l'impugnatura, volutamente posizionata sulla parte posteriore per il pollice, fanno si che non costi niente abituarsi alle forme di questo tentativo di reflex.

Profilo interminabile

Con una risoluzione di 7 megapixel, l'attenzione si centra principalmente sull'ottica, coperta da un tappo forse un pò esagerato.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

© Iker Morán, QSBD.COM

Non serve altro che mettere in funzione la fotocamera, l'obiettivo si estende fino alla sua posizione iniziale; a partire da qui, obbedisce agli ordini del comando dello zoom con velocità e efficacia. La grande quantità di focali può realizzarsi, per tanto, a tutta velocità o fermandoci in focali intermedie.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

Per ciò che ha potuto verificare QSBD.COM, il meccanismo dimostra di essere abbastanza efficace, senza che si producano salti nè fastidiose pause intermedie. Sulla messa a fuoco, dal suo canto, sembra anche rispondere con velocità notevole, anche se bisognerà realizzare prove in condizioni di luce più complesse per vedere come se la cava.

© QSBD.COM

© QSBD.COM

© QSBD.COM

I tre estremi focali della SP-550 UZ, anche lo zoom digitale: l'angolare di 28 millimetri, il tele di 504 millimetri, e l'estensione digitale di 5,6 ingrandimenti, la cui focale risultante sarebbe equivalente a quella di un supertele di più di 2800 millimetri.

Come è logico, questi 18 ingrandimenti di focale - non si può non considerare la luminosità di f4,5 sulla posizione del teleobiettivo- si traducono in un profilo contundente quando l'ottica è estesa. Scomposti in due modelli, la sottigliezza del secondo dei due ricorda vagamente quelle compatte a pellicola nelle quali si utilizzava lo zoom lungo.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

Anche se, come dicevamo, l'ergonomia invita a utilizzare la fotocamera con una sola mano, a partire da una certa focale risulta praticamente impossibile non utilizzare l'altra mano per cercare di dare un pò di consistenza allo scatto.

Se optiamo per portare al massimo il potenziale dell'obiettivo -o anche ricorrere allo zoom digitale, che lascia la focale a degli spettacolari 2822 millimetri-, l'inquadratura della scena è praticamente ingovernabile.

Fortunatamente, la SP-550 incorpora uno stabilizzatore meccanico sul cui futuro nell'ambito SLR si potrebbero fare molte speculazioni.

In pratica, e in attesa di vedere i risultati -sarà particolarmente interessante verificare fino a che punto è possibile scattare a pulsazione a 500 millimetri-, la combinazione di questa ottica con uno stabilizzatore sembra interessante.

5000 ISO

Il macro di un centimetro, le modalità di scatto manuali -posizionate su un grande quadrante nella parte superiore- o la registrazione in formato RAW lasciano ben chiaro che la SP-550 UZ sia stata pensata per questo affezionato avanzato che vuole dover caricare una borsa di ottiche intercambiabili.

Sicuramente, l'equivalente di questi 28-504 millimetri sarrebbero dei kili di cristallo pendenti.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

© Iker Morán, QSBD.COM

Forse per queste serie aspirazioni, non sarebbe di troppo richiedere qualche accesso diretto in più in un pannello di controllo posteriore. Ancor più tenendo in considerazione che la sensibilità è un altro dei punti forti di quelli che pretende di avere la SP-550 UZ.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

© Iker Morán, QSBD.COM

Concretamente, la Olympus parla di un valore massimo di 5000 ISO anche se bisogna considerare che a questa sensibilità è possibile solo accedere quando la risoluzione si è ridotta.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

La proposta della Olympus passa per un controllo in due tempi, anche se abbastanza rapidamente: basta premere il pulsante centrale ("OK-Func") per accedere alle applicazioni di sensibilità, bilanciamento dei bianchi, misurazione...

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

La navigazione attraverso i menu, dal suo canto, ricade sull'anello metallico che ruota questa zona, che nasconde un tasto di quattro posizioni.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

© Iker Morán, QSBD.COM

Affianco a questo, sulla parte laterale, ha un suo spazio la fessura per schede xD-Picture Card. Tanto in questo caso come in quello dell'alimentazione basata su quattro pile di dimensioni AA, la Olympus ha optato per un proseguimento che non sappiamo se piacerà a tutti gli utenti.

Molte domande

Con una unità non definitiva della Olympus SP-550 Ultra Zoom tra le mani, è inevitabile farsi venire dei dubbi. E niente è meglio che aspettare una versione finale della fotocamera per poter dare delle risposte.

Convertendo un asse centrale del prodotto, il rendimento dell'obiettivo e la sua capacità di combattere con gli errori geometrici -tenendo in considerazione quanto sia complessa la costruzione di uno zoom tanto potente- sarà una questione fondamentale.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

Abbiamo fiducia nel fatto che, per esempio, i fastidiosi errori che abbiamo potuto percepire nell'LCD all'inquadrare con una intensa luce solare di mezzogiorno come scomoda invitata non si riproducano negli scatti.

Olympus SP-550 Ultra Zoom
© Iker Morán, QSBD.COM

L'efficacia dello zoom meccanico -indispensabile in certe focali- o la utilità di quei 1600 ISO a massima risoluzione sono anche annotazioni che devono rimanere in sospeso per un futuro ripasso.

Per il momento, sembra che la Olympus ha fatto il suo dovere in quanto alla costruzione del corpo -dettaglio importante in questo tipo di fotocamere- e nell'aggiungere una piccola rivoluzione a questo segmento, poco dato ultimamente a novità di simile magnitudo.


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