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RINNOVAMENTO MINIMOmartedì 14 aprile 2009 più informazioni notizie correlate ultime notizie Olympus E-450: primo contatto e fotoPoche novità è, probabilmente, un buon eufemismo per descrivere la lista dei miglioramenti che trae con sé la nuova E-450. Con identiche prestazioni rispetto alla sua predecessora e lo stesso Live MOS da 10 megapixel, la più piccola delle reflex Quattro Terzi della Olympus giustifica il suo arrivo solo con tre filtri creativi. Sorpresi dinanzi a questo discorso, abbiamo avuto l'opportunità di passare alcuni giorni con questo piccolo modello per verificare la portata di un rinnovamento minimo ma -assicurano- molto creativo.Redazione.-
Tre nuove reflex in meno di sei mesi. Questo è il record di cui si può vantare la Olympus che, dallo scorso novembre ha presentato le nuove E-30, E-620 e adesso la E-450. Se nei primi due casi il cambio di sensore e i dettagli così interessanti come il display girevole sostenevano da sole il rinnovamento, la E-450 non ha avuto tanta fortuna.
Impegnata forse a dimostrare che, nonostante gli sforzi per sviluppare la sua prima fotocamera
Identica
Poche volte la lista di novità di una fotocamera è stata così breve come quella di questa reflex. Abituati a dei cambiamenti minimi -un po’ più di display, per esempio- che si riservarono alle compatte, sorprende avere tra le mani una E-450 che, esteticamente e internamente, sia uguale alla sua predecessora.
Quella uguaglianza comporta, indubbiamente, aspetti positivi. Così, la nuova Olympus continua ad essere estremamente piccola, leggera e facile da trasportare. Ancora di più se collochiamo nella baionetta lo Zuiko 25 mm f2.8 pancake.
Come già succedeva con i modelli precedenti, la sua tenuta e la sua ergonomia non subiscono più il calcolo di questa economia di spazio, anche se è certo che si sente la mancanza di qualche comando in più per accedere a determinate funzioni di uso comune.
Ma, dall’altra parte, la mancanza di novità fa sì che anche i suoi punti più deboli si replichino senza la minima correzione. Così, il mirino continua ad essere troppo piccolo e poco luminoso, la messa a fuoco di tre punti non è per lanciare razzi e, soprattutto, la mancanza di stabilizzazione resta una delle sue carenze.
Inoltre, senza cambiamenti neppure nel Live MOS da 10 megapixel, la E-450 continua ad avere i 1600 ISO. Una barriera che, con più o meno fortuna, le sue sorelle maggiori hanno già superato.
Filtri creativi, però soltanto tre
Qual è allora la grande novità di questa Olympus E? Né più né meno che i filtri creativi che ultimamente hanno acquistato tanta importanza nel discorso della firma. Ma, per qualche strano motivo che non riusciamo a capire, la fotocamera non fa neppure suoi la mezza dozzina di filtri che incorporano la E-30 o la E-620, ma invece riduce questa cifra alla metà.
Così, la E-450 offre soltanto i tre filtri denominati "pop-art", "soft focus" e "pin hole" e i cui effetti si possono vedere nella piccola galleria di foto che abbiamo raccolto in un paio di giorni in cui -bisogna dirlo- il tempo non ci ha aiutato tanto.
Come se non bastasse, uno dei nostri filtri favoriti, -definito come "bianco e nero"- non è stato inserito, mentre quello del "soft focus" è certamente riuscito a sopravvivere.
Importante ricordare ancora una volta che se si lavora in RAW e JPEG contemporaneamente, soltanto questo secondo file si vedrà danneggiato dai filtri creativi, mentre il RAW potrà essere elaborato in forma abituale.
È stato pure deludente verificare che né i diversi formati di taglio né l’esposizione multiple che offrono le altre due giovani reflex della Olympus all’interno del loro conosciuto pacchetto creativo fossero inseriti nella E-450.
Questione di prezzo
La mancanza di novità e di dettaglio così significativi può solo avere una spiegazione logica: la E-450 dovrà essere molto economica.
Certo che i suoi filtri non danno fastidio a nessuno; sono lì per coloro che vogliono usarli o preferiscono ignorarli. Ma, pronti ad inaugurare un nuovo prodotto e a cambiare la sua denominazione, non sarebbe stato un buon momento per aggiungere qualcosa nel suo foglietto delle specifiche tecniche?
Non è che la E-450 non ci piace. Se la E-420 già ci sembrava un’idea affascinante, non c’è motivo perché questo corpo clonato lasci adesso l’amaro in bocca. Certo che sostenere un rinnovamento basandosi soltanto sui nuovi filtri creativi -siano tre o due dozzine- è molto discutibile ma probabilmente queste lamentele saranno minori quando arriverà sul mercato.
Pure così, la E-450 ha davanti i suoi problemi. Il primo è che questa saga si è appena trasformata in una delle poche fotocamere SLR senza corpo né ottiche stabilizzate di serie. La concorrenza già da tempo mise le pile anche in questa gamma di prezzi così convenienti.
Il secondo problema è, il prezzo. Per molto conveniente che pretende di essere, non bisogna dimenticare che il corpo della E-420 si può già trovare per meno di 300 euro e che la E-620 -con stabilizzatore, monitor girevole e prestazioni più complete -costa un po’ più di 600 euro.
Questo lascia uno stretto margine per coloro che cercano una SLR piccola economica. È che la tentazione di andare a prendere la E-420 e cercare di sopravvivere senza i filtri creativi o tirare un po’ il budget per arrivare alla E-620 è molto grande. |
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