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mercoledì 31 maggio 2006

Gli altri

Di Iker Morán. Questo prossimo autunno si prospetta come uno dei più intensi degli ultimi anni del panorama fotografico. L’agenda è piena di date segnate in rosso e le voci di corridoio riscaldano i motori mentre si va avvicinando l’estate e alcune marche cominciano già il sempre interessante gioco dell’insinuazione delle novità.

Intanto, l’unica conferma ufficiale è che la Sony presenterà la sua prima reflex digitale questa estate. Anche se ci sono soltanto piste, tutti gli indizi indicano che prima di agosto sarà già realtà quella prima SLR bollata con il nome della multinazionale e -salvo sorprese dell’ultima ora- con l’intenzione di occupare il posto lasciato dalla Konica Minolta Dynax 5D.

Ma sarà dopo la parentesi estiva quando il tema si animerà realmente. Photokina si presenta all’appuntamento biennale, trasformata di diritto e con il permesso della statunitense PMA in fiera di riferimento al momento di svelare prodotti professionali.


La Panasonic L1 e il debutto
della reflex della Sony sono
i prossimi piatti forti

Come piatti forti programmati nelle sfere di cristallo degli specialisti, la Panasonic Lumix DMC-L1 e il debutto della reflex della Sony -o le reflex, al plurale- si presentano come gli appuntamenti più sicuri. A quelle si unisce la Olympus, dalla quale molti si aspettano che si approfitti dell’appuntamento tedesco di autunno per presentare qualche novità o apportare dati sulla sperata sostituta della E-1.

A partire da queste supposizioni più o meno probabili, la gamma di possibilità è forse più aperta e interessante che mai. Per iniziare, è tutto un mistero come funzionerà il matrimonio reflex tra la Panasonic e la Leica o che scelta avrà quella L1, con somiglianze più che ragionevoli con la Olympus E-330, ma con un tocco aristocratico di classicismo che, possibilmente, resta patente nella differenza di prezzi.

Anche di matrimoni bisogna parlare quando ci riferiamo alla Sony. Teoricamente scomparsa dal panorama fotografico, sembra che, in realtà, l’eredità della Konica Minolta sarà molto presente nelle reflex del gigante giapponese.


È tutto un mistero come
funzionerà il matrimonio reflex
tra la Panasonic e la Leica

Invece, mentre si spera che i primi modelli non si allontanino troppo dai prodotti che la Konica Minolta già progettò per il settore reflex digitale, non passano inosservati i commenti che dalla direzione tecnica della firma si sono fatti sui captori di velocità estremamente alte o sulla possibilità di ottenere immagini fisse di alta risoluzione a partire da sequenze in movimento catturate con questi CMOS.

Linee di ricerca, creazione di aspettative o semplice marketing? Probabilmente bisognerà aspettare oltre Photokina per poterlo verificare.

E la Olympus? Mentre la prima fotocamera reflex con previsualizzazione nel display, la E-330, continua la sua traversata, l’elenco di domande che è possibile farsi è abbastanza evidente: I futuri modelli professionali adotteranno anche questa caratteristica? E che cosa deve quelle voci su un sensore Quattro Terzi per triplicato, capace di catturare il colore reale senza necessità di interpolare l’informazione RGB?


Impiegheranno i futuri modelli
professionali la tecnologia di
previsualizzazione nel display
della Olympus E-330?

Su quella stessa linea puntavano le ultime notizie sui SuperCCD della Fujifilm, da cui si aspetta un rinnovamento non troppo tardivo della FinePix S3 Pro. Il quasi dimenticato sensore Foveon X3, sembra che continui ad essere una fonte di inspirazione al momento di segnare cammini alternativi nel futuro della fotografia digitale.

Neppure la peculiare e fertile relazione tra la Samsung e la Pentax vuole fermarsi al margine di tanto movimento, e poco tempo fa ha fatto una dimostrazione di forza con la presentazione della sua prima reflex con sistema di stabilizzazione integrato nel corpo.

La Panasonic, la Sony, la Olympus… risulta strano che in questa enumerazione con lo sguardo posto sullo sviluppo di nuove idee non si senta la mancanza dell’eterno binomio. Quello che tante passioni suscita tra principianti e professionisti, ma che sembra essersi decantato da un’attitudine molto più conservatrice.


La Panasonic, la Sony, la
Olympus… risulta strano che in
questa enumerazione non si senta
la mancanza dell’eterno binomio

La qualità raggiunta nel terreno digitale dalla Nikon e Canon e il ruolo di protagonista che entrambe sviluppano è un qualcosa che nessuno, nel loro sano giudizio, può negare. Neppure mancano voci e scommesse su movimenti futuri. Ma forse concordano con me che in confronto agli esercizi di innovazione e futurologia a cui altre marche ci hanno ultimamente abituato -un lavoro in cui si dovrebbe includere la Kodak e la sua doppia ottica, se parliamo di fotocamere compatte-, le liti sul sensore full-frame della Nikon o quei 22 milioni di pixel che alcuni già collocano alle prossime Canon non sembrano un granché.

Anche se già anni fa cadde il muro di Berlino e la Guerra Fredda si considerò finita, sembra che le notizie non arrivano a questo settore in cui la struttura bipolare è radicata da molto prima che i pixel si aggiungessero.

Mentre ci impegniamo a continuare a guardare verso l’eterna battaglia tra buoni e cattivi -che ciascuno sceglie-, dall’altro lato delle trincee non sono disposti a continuare a fare i cori eternamente.


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