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VERSO LE COMPATTE DI BASSA GAMMAmercoledì 29 novembre 2006 notizie correlate ultime notizie Nokia N73 e Sony Ericsson K800i: duello fotograficoLa lenta ma incipiente penetrazione dei telefoni cellulari con fotocamera nel mercato della fotografia digitale è uno dei temi più ricorrenti degli ultimi tempi. Le più recenti fiere sono una buona prova di questo, e tanto il Nokia N73 come il Sony Ericsson K800i rappresentano scommesse intraprendenti. Con i suoi sensori di 3 megapixel e prestazioni fotografiche, si arrischiano a far fronte alle compatte più semplici.Iker Morán.-
Anche se per altre latitudini la carriera dei megapixel nei telefoni cellulari si è sciolta, il mercato spagnolo segue un ritmo più scansionato. Una situazione nella quale, all'attesa dei 5 megapixel del Nokia N95 si aggirino qui all'inizio del prossimo anno, i 3,2 milioni di pixel marcano un nuovo punto di inflessione in questo settore.
Due sono i terminali che, oggi giorno, possono presumere di essere all'altezza in questo ambito. Nokia ha confermato la sua scommessa della serie N e segue ricorrendo alla sua alleanza con Carl Zeiss per concepire un
La Sony Ericsson non è rimasta indietro, e il
QSBD.COM ha avuto modo di avvicinarsi a entrambi i modelli per, ovviando le caratteristiche telefoniche e multimediali che sono anche basiche in questo mercato, centrarsi sul rendimento di entrambi i terminali dal punto di vista fotografico.
Design orizzontale
È la ergonomia e la distribuzione dei comadi ciò che, in ultima istanza, serve per percepire le reali intenzioni di un telefono cellulare.
Anche se è già dotato di fotocamera digitale non presenta nessuna novità -di fatto, la immensa maggioranza di modelli la incorporano e la Nokia dispone di più modelli di 3 megapixel-, è il design orizzontale di questi due terminali e le sue presunte somiglianze con le forme di una fotocamera fotografica ciò che li converte in pezzi speciali.
In effetti tanto il Sony Ericsson K800i come il Nokia N73 conservano certe similitudini tra loro. La disponibilità dell'obiettivo, il tappo che lo copre e che fa le veci di interruttore delle funzioni fotografiche o il flash che incorporano convertono questi moelli nella incursione più seria nel segmento fotografico dei terminali cellulari.
La configurazione di entrambi i dispositivi è disegnata di modo tale che possano funzionare come telefoni cellulari nella tradizionale posizione verticale e come fotocamere digitali adottando la posizione orizzontale. Di fatto, i due contano con una seconda foocamera -questa di minore risoluzione- situata nella parte frontale e che permette di realizzare videoconferenze.
Come dicevamo, la scommessa in marcia del dispositivo fotografico si può fare attraverso il menu principale o, in modo più diretto, ruotando il tappo che copre l'obiettivo. Un'operazione che ci permetterà di verificare che nessuno dei due telefoni è particolarmente agile nella sua scommessa in marcia -paragonati a una fotocamera. Ad ogni modo, il Sony Ericsson ricava più di 1 secondo di vantaggio rispetto al Nokia N73.
Come curiosità, il Nokia permette di utilizzare la fotocamera per le foto e molte delle sue funzioni multimediali senza necessità di impiegare una scheda telefonica SIM, mentre il K800i rimarrebbe bloccato nelle stesse circostanze.
Zoom digitale
Se al parlare della velocità di accensione o della reazione non ci sono molti dubbi sulla superiorità del K800i -fatta eccezione per le raffiche, come commenteremo-, il tema del design è un pò più controverso e dipenderà, ad ogni modo, dai gusti dell'utente.
Il Sony Ericsson scommette su delle linee un pò più contundenti, mentre l'N73 emerge per la sua eleganza e per una combinazione cromatica realmente attraente. Anche il display del Nokia è un pò più grande rispetto all'altro, anche se i due hanno una risoluzione di 240 x 320 pixel.
Anche se fanno piacere questi decimi di pollici in più al momento di inquadrare e revisare le immagini, in entrambi i casi la luminosità e il contrasto del display possono ingannare quando si visualizza un'immagine sul monitor del cellulare e poi si comprova sul display del computer. La velocità di rinfresco, dal suo canto, continua a migliorare, anche se è un pò debole se ci sono cambi bruschi sulla luminosità o se è scarsa.
Un altro degli aspetti nei quali coincidono il Sony Ericsson e il Nokia è l'assenza di uno zoom ottico. Anche se, senza dubbio, risulterebbe complicato montare questo tipo di meccanismo senza sacrificare le dimensioni del telefono (esistono terminali di questo tipo in altri paesi e la sua dimensione è, a confronto, enorme), questo dettaglio continua a marcare la frontiera più palpabile tra le fotocamere di gamma bassa e i telefoni con prestazioni fotografiche.
Ciò che per certo offrono i due è uno zoom digitale che, nel caso dell'N73, arriva fino a 20 ingrandimenti, e fino a 16 nel K800i.
Le differenze nel suo funzionamento sono chiare: se il Sony Ericsson sorprende per la sua agitilità e continuità -incluso giunge a dare la sensazione che si tratta di uno zoom ottico- il Nokia fa un pò di fatica in più a realizzare questa operazione. In entrambi i casi, un comando proprio per lo zoom invita a utilizzare il cellulare con le due mani.
Dotati di una focale fissa angolare -un pò più pronunciata nel K800i, anche se nessuno dei due fabricanti offre l'equivalenza in 35 millimetri-, provare a impiegare lo zoom digitale oltre la posizione intermedia praticamente rende inutile l'immagine. Il processo di interpolazione e di messa a fuoco è, in entrambi i casi, tanto aggressivo che le immagini risultanti rimangono totalmente coperte, avvicinandosi più a una tela che a una fotografia.
Messa a fuoco vera
Un altro dei dati che permettono di distinguere i telefoni con fotocamera -di messa a fuoco libera, molti di loro- di quelli che aspirano ad essere un'autentica fotocamera, è la messa a fuoco automatica. Di fatto, la Sony Ericsson ha centrato gran parte della campagna pubblicitaria del K800i mettendo in evidenza questa prestazione (che già brillava, sicuramente, nell'anteriore K750i).
Motivi per vantarsi non le mancano. La precisione e la velocità della messa a fuoco automatica del K800i quando la illuminazione è buona sono, realmente, all'altezza di molte fotocamere. Tra le applicazioni disponibili, che poi presenteremo dettagliatamente, conta con un menu di messa a fuoco con il quale si può selezionare la modalità utomatica e la messa a fuoco all'infinito o nella modalità macro.
Il Nokia N73 neanche rimane indietro in questo campo, anche se le maggiori dimensioni della sua zona di messa a fuoco possono rendere difficili in alcuni casi che il fuoco si centri sul punto concreto che l'utente sta cercando. Anche se manca della opzione di messa a fuoco macro, la scena per i primi piani permette di simulare questa opzione.
Inoltre, la luce di aiuto di messa a fuoco risulta molto utile e efficace quando bisogna confrontarsi con situazioni di scarsa illuminazione, un ambiente nel quale il K800i ha più problemi.
Per la registrazione delle immagini, la memoria interna dei telefoni conta con l'aiuto di fessure per schede. Nel caso del Sony Ericsson, la marca ha optato per un formato proprio in forma di MemoryStick Micro -le così dette M2-, mentre l'utente dell'N73, dopo aver scoperto dove sta il compartimento e come vi si accede, dovrà utilizzare schede MiniSD Card.
Che non manchi la luce
Ad ogni modo, i due telefoni sono stati pensati per lavorare con buona luce. È in questo contesto dove i 3,2 megapixel di entrambi che brillano i loro migliori argomenti e ci ricordano che, fino a poco tempo fa, anche le fotocamere compatte avevano queste stesse limitazioni.
Dei limiti che, ad ogni modo, permettono che i due modelli possano confrontarsi senza nessun problema a immagini stampate standard con una buona saturazione, contrasto e nitidezza.
Esaltarsi per l'uno o per l'atro in condizioni normali dipenderà più dal gusto dell'utente che da questioni oggettive. Se l'N73 offre delle foto molto vive e sature, il K800i mostra delle tonalità un pò meno vive, però anche più realiste.
La ridotta dimensione del sensore dei due terminali fa si che la qualità dinamica degli scatti sia molto limitata. Basta provare a compensare l'esposizione per rendersi conto della rapidità con cui il dettaglio scompare dalle ombre o dalle zone più esposte.
Questo dato non è sintomo che tanto il K800i come l'N73 si arrischino con sensibilità relativamente elevate. Il Nokia incluso dispone di un menu con tre applicazioni di questo parametro: bassa, media, alta. Secondo quanto abbiamo verificato, la posizione più elevata equivale a 400 ISO.
Ad ogni modo, nella modalità automatica questo valore può arrivare a elevarsi a più di 600 ISO. I risultati sono, come ci si aspettava, un miscuglio di rumore, errori cromatici e con un processo che torna a impastare l'immagine. Posto che bisogna scegliere, talvolta i risultati del K800i in queste condizioni sono un pò più utilizzabili.
Così che, meglio ricorrere a alte sensilità e mettere mano al flash incorporato, il cui funzionamento è abbastanza degno, rispetto alle logiche limitazioni di potenza.
Il K800i incorpora un flash di xenon, un luogo del sistema di illuminazione del suo predecessore, mentre l'N73 scommette su un curioso meccanismo che toglie brillantezza che, rispetto all'apparenza, non delude.
Se è possibile, ad ogni modo che ci troviamo dinanzi a immagini un pò "lavate", in quelle che un aumento di contrasto a posteriori permette migliorare qualcosa. La chiave è, inoltre, situarsi a una distanza intermedia: non molto vicina per bruciare l'immagine con lo scintillio, nè troppo lontana, posto che risulterebbe scura.
Funzioni aggiuntive
Oltre il rendimento più elementare, i due telefoni spiegano un ventaglio di opzioni che servono per rafforzare la sua essenza fotografica. Se i menu del K800i si organizzano basandosi sull'immagine, l'N73 preferisce una linea verticale, anche se i due ricorrono al joystick del telefono per spostarsi.
Solo il Sony Ericsson va un pò oltre, all'offrire due piccoli accessi diretti alla sinistra del display che permettono di arrivare rapidamente alle scene e alle modalità di scatto.
In questo senso, il repertorio di scenari è composto da sette modalità. Neanche manca il classico menu degli effetti e delle applicazioni dell'immagine (seppia, bianco e nero, invertiti..), e incluso una divertente opzione di cornice nel caso del K800i. Le specificazioni di questo terminale anche parlano di stabilizzazione dell'immagine, però solo al saltare alla modalità di registrazione del video abbiamo potuto incontrare un'opzione che inglobi questo punto.
Rispetto al bilanciamento dei bianchi, anche si opta per un menu classico, con una posizione automatica e quattro modalità preapplicate. Al provare il suo rendimento si ripete la stessa sensazione che con alcune immagini: considerato che brillano stupende sul display, al passarle al computer ci scontriamo con risultati più mediocri che, nei due casi, mostrano certe tendenze alle fredde tonalità azzurre.
Nonostante ciò, tanto con luce fluorescente come di tungsteno, il bilanciamento dei bianchi automatico si difende con una certa eleganza.
Non dovremmo neanche prendere sotto gamba due dettagli interessanti di cui è dotato l'N73. oltre ai pulsanti di scatto e di controllo dello zoom, un terzo comando permette di accedere alle immagini registarate.
Anche se l'accesso -come la scommessa in marcia o il processo- non sono particolarmente rapidi, bisogna evidenziare la modalità di scatto a raffica, che mantiene una cadenza di scatto lenta però costante. Logicamente, questo non è un dispositivo per scenari che richiedano velocità di scatto, però questo dato suppone -in realtà- un interessante progresso.
Il Sony Ericsson, dal suo canto, si conferma con una modalità denominata BestPic che registra una sequenza di immagini prima e dopo aver premuto il pulsante di scatto. Conta, inoltre, con una modalità di composizioni panoramiche che permette di scattare tre immagini e unirle sul proprio telefono, con dei risultati abbastanza spettacolari.
Multimedia
Apparte l'entusiasmo fotografico che può svegliare in noi questo tipo di terminali, non ci possiamo dimenticare il suo carattere polivalente, basato su un largo repertorio di funzioni multimediali.
Oltre la videochiamata e tutte le prestazioni associate alla telefonia 3G (navigazione, scaricamento di contenuti, RSS o pubblicazione diretta in un blog), la riproduzione di archivi MP3, la sintonizzazione di emissore di radio o la visualizzazione video neanche sono estranee a questi cellulari.
Ed è che, siamo sinceri, nell'immensa maggior parte dei casi saranno queste prestazioni o la combinazione di tutte quelle che facciano in modo che l'utente si decida per l'uno o l'altro terminale, apparte ciò che fotograficamente possano dare.
In questo senso, bisogna riconoscere il progresso che poco a poco si va producendo in questo segmento, tanto rispetto alla qualità dell'immagine -copie che arrivano fino a 20 x 25 centimetri, assicurano i fabbricanti- come nelle funzioni fotografiche che incorporano.
Constatata questa promettitrice evoluzione -con poche limitazioni, per ora-, rimaniamo in attesa del seguente passo. I 5 megapixel del Nokia N95 sono vicine e la risposta della competenza possibilmente non si faccia aspettare molto. |
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