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UNA D300 PER TUTTI I TIPI DI PUBBLICOmercoledì 22 ottobre 2008 più informazioni notizie correlate ultime notizie Nikon D90: prime fotoSecondo incontro con la Nikon D90 in poche settimane. Questa volta, cioè, con un modello totalmente finito e funzionale per mettere sul tavolo quello che questa reflex è capace di offrire per meno di 1.000 euro. Sorella minore della D300, mentre le prime unità arrivano nelle vetrine, l'equipe di QSBD.COM ha già potuto trascorrere alcuni giorni con la nuova scommessa della Nikon per la categoria media.Iker Morán.-
La registrazione video è, indubbiamente, la caratteristica più importante della D90 e quella che si porta tutti i titoli. Ma lasciando da parte questa prestazione, la D90 rappresenta il cambio di guardia della D80 avvicinando molte delle prestazioni della D300 ad un pubblico più ampio, disposto a investire circa 1.000 euro in un corpo con aspirazioni serie.
Se qualche settimana fa abbiamo
Equilibrio
La D90 rappresenta alla perfezione il ruolo di sorella minore della D300 dato dalla Nikon. La ricetta è anche troppo conosciuta: mantenere alcune delle prestazioni essenziali, ma tracciare distanze nelle funzioni più avanzate e nella costruzione del corpo.
Pure così, la nuova SLR trasmette tra le mani un eccellente equilibrio tra quanto offre, quanto costa e il suo peso e dimensioni. Il display da 3 pollici e 920.000 pixel è, semplicemente, così spettacolare come quello impiegato dalla D3, dalla D700 o dalla citata D300.
Anche il mirino ce la fa abbastanza bene, ma sebbene la sua copertura del 96% sia perdonabile, non lo è in assoluto la mancanza di informazione aggiuntiva sulla sensibilità -per esempio- e il bilanciamento del bianco.
Senza entrare adesso nei dettagli che si riferiscono all'ergonomia, la verità è che dopo alcuni giorni con la fotocamera, l'eredità della D80 per quanto riguarda la posizione di alcuni accessi diretti -come quelli che permettono di controllare la sensibilità, il bilanciamento del bianco o la qualità dell'immagine- non riesce a convincerci.
Mettendo a fuoco sul display
Vincolata alla possibilità di registrare video, la previsualizzazione nel display recepisce adesso un maggiore protagonismo, che si traduce -per cominciare- in un pulsante proprio per la sua attivazione.
La messa a fuoco a contrasto è cambiata rispetto ai modelli precedenti, e spariscono la denominazione "Tripod Mode" usata finora e l'opzione di mettere a fuoco con movimento di specchio.
Anche se il sistema è notevolmente più rapido di quello precedente, la cosa certa è che manca ancora molta strada da percorrere per quanto riguarda la velocità e precisione della messa a fuoco, soprattutto se non possediamo un'illuminazione perfetta.
Lo scatto con la modalità Live View è abbastanza rapido (anche se il movimento dello specchio ritarda il ritmo in relazione a quanto si otterrebbe se si lavorasse con il mirino reflex) e i suoni rispettivi dello specchio e l'otturatore sono piuttosto soavi.
Malfatta, alcuni controlli sembrano restare annullati mentre si attiva il Live View. Così, a differenza di quanto succede con il bilanciamento del bianco o la misurazione non è possibile cambiare la sensibilità né rivedere le immagini pressando il corrispondente pulsante, per esempio.
Umore sotto controllo
Prendendo in considerazione che la D90 usa -presumibilmente- lo stesso CMOS da 12 megapixel e dimensioni APS-C della D300, non è nessuna sorpresa parlare di alcuni risultati eccellenti per quanto riguarda la risoluzione e il controllo del rumore.
Con una scala calibrata tra 200 e 3200 ISO, la D90 offre anche propri valori forzati da 100 e 6400 ISO. Come si può vedere nelle foto pubblicate, il controllo del rumore è perfetto fino a 1600 ISO.
Passato questo punto, l'equilibrio tra questo apparecchio e la nitidezza e il dettaglio che l'immagine riesce a trattenere è pure uno dei migliori della sua classe.
Anche in quelle scene notturne nelle quali si forza la sensibilità al massimo, i risultati sono piuttosto accettabili (con il sistema di riduzione del rumore nella modalità "normale"), non soltanto per quanto riguarda il rumore, ma anche per quanto attiene alla misurazione e rango dinamico.
Nonostante, non si apprezzino grandi cambiamenti rispetto al sistema "D-Lighting attivo". Anche se è capace di recuperare un po' più di struttura nelle ombre, le luci "bruciate" sono immuni al suo processo. Esporre per queste e sacrificare di più le ombre può risultare utile, anche se neppure bisogna aspettarsi miracoli nelle riprese più contrastate.
Stabilizzato
Con questi attesi risultati appena messi sul tavolo, oltre all'ergonomia e alla costruzione, sono la velocità di scatto e il sistema di messa a fuoco quelli che si occupano di ricordarci che quello che abbiamo tra le mani è una D90 e non una D300.
Così, contro i 6 fotogrammi al secondo della D300, la D90 si vanta di nientemeno che 4,5 scatti al secondo -la cifra più esagerata della sua classe-, e invece dei 51 punti di messa a fuoco di quella, l'appena arrivata si mantiene fedele agli 11 della D80, anche se aggiunge a questi un sistema di AF Tracking 3D.
E' possibile avere pochi dubbi, dopo questi primi giorni con la D90 e il nuovo zoom da 18-105 millimetri della Nikon, che è l'ottica la parte più debole di questa equazione.
La sua costruzione -baionetta di plastica inclusa- e il suo rendimento in quanto a contrasto e a nitidezza nei bordi dell'immagine ci ricordano che stiamo dinanzi a un'ottica resistente abbastanza semplice, che in determinate circostanze può ostacolare il potenziale del captore della fotocamera.
La buona notizia è che il rendimento dello stabilizzatore VR incluso in questa nuova versione è molto buono, con una media di 4 incrementi di miglioramento. Prendendo in considerazione le focali equivalenti che offre (27-157,5 millimetri), si trasforma in un'opzione molto valida per gli amanti delle ottiche resistenti 18-200 mm f3.5-5.6 DX VR.
Questione di prezzo e prestazioni
In vista delle prove di video realizzate, non sembra che la D90 abbia molti punti per trasformarsi in una sostituta di una videocamera convenzionale.
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