![]() |
|
|
|
|
||
|
Ricerca: Offerte di lavoro Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.
|
IL FORMATO FX CONTRATTACCAvenerdì 18 luglio 2008 più informazioni notizie correlate ultime notizie Nikon D700: primo contattoPresentata un paio di settimane fa, la nuova Nikon D700 si impegna già per essere una delle rivelazioni della stagione nella categoria professionale. Anche se bisogna aspettarsi poche sorprese da un sensore identico a quello usato dalla D3, QSBD.COM ha provato uno dei pochi corpi che circolano in queste ore in Europa per scoprire i suoi segreti -almeno alcuni di quelli- e realizzare i primi e rapidi scatti.Iker Morán.-
Poco più di 48 ore mescolate con una brevissima fuga sulle rive del Mediterraneo e un paio di antiche ottiche Nikkor da quando la pellicola da 24 x 36 millimetri non ammetteva concorrenza.
In questo contesto -non così ideale come ci sarebbe piaciuto- abbiamo potuto portare a termine il nostro primo approccio con una delle prime D700 che hanno attraversato la frontiera e che arrivano -anche- provviste del firmware finale.
Ci sarà tempo per un'analisi più dettagliata del suo rendimento, ma una così breve convivenza ci ha già permesso di farci un'idea molto precisa di quello che la Nikon propone con la sua D700 e che cosa questa reflex è in realtà capace di offrire. A metà strada
Se sulla carta la D700
Simile nelle sue linee principali e nell'ergonomia essenziale alla D300, la D700 segna le distanze con delle dimensioni e un peso leggermente superiori, anche se -logicamente- abbastanza al di sotto rispetto a sua sorella maggiore.
Esattamente da questa prende in prestito alcuni dettagli, come l'oculare circolare che dà accesso a un impressionante mirino SLR. Impressionante per quanto riguarda le dimensioni e la luminosità -il formato FX si lascia notare a prima vista-, ma con una copertura che si accontenta soltanto del 95%.
Questa peculiare eredità a due bande fa sì che la D700 segua le orme della D300 per quanto riguarda il flash nel corpo -apparentemente un po' più fragile di quanto atteso nella sua elevazione- e il compartimento unico per schede CompactFlash.
In questo caso, ci ha sorpreso scoprire un coperchio senza la classica sicura né la resistenza che sfoggiano da anni tutte le SLR di taglio professionale della Nikon.
Disposti a fraintendere i dettagli, il comando incaricato a selezionare il tipo di messa a fuoco (semplice, continua o manuale) continua a nascondersi nello stesso inaccessibile angolo che abita da tempo nelle reflex della firma. Dettaglio che non offusca le due sensazioni che suscita questo corpo: equilibrio e un'eccellente ergonomia nelle linee generali.
Alcune novità
Ma oltre alle combinazioni che hanno dato frutto a questo nuovo corpo, la D700 porta con sé alcune novità interessanti.
Senza andare più lontano, a differenza della D3 la nuova Nikon certamente implementa un sistema di pulizia automatica del sensore che -come è abituale- possiamo configurare affinché entri in azione quando si accende o si spegne la fotocamera. Sulla sua efficacia, logicamente, risulta difficile pronunciarsi dopo una prova di campo così scarsa.
Il display, da 3 pollici di diagonale e con più di 900.000 pixel di risoluzione (lo stesso di quello della D3, della D300 e della Sony A700) assume adesso una nuova funzione,
oltre a quella della revisione delle immagini e alla previsualizzazione Live View.
Premendo il piccolo pulsante "info" si accede a tutte le informazioni sulla foto e sulle impostazioni selezionate per l'immagine. Una digitazione in più di questo comando permette, inoltre, di modificare alcune di queste opzioni personalizzabili.
Anche se al principio sorprende trovarsi con questo uso del display (più comune quando non c'è un secondo LCD superiore per esigere questi dati), la cosa certa è che può essere un buon sostituto per il piccolo monitor, il terzo, che la D3 accoglie sotto il suo display principale.
Il denominato "orizzonte virtuale", un livellatore che indica l'inclinazione della fotocamera e che può essere di grande aiuto, adesso si può usare con la funzione di previsualizzazione.
Dopo
La previsualizzazione, certamente continua a possedere due sistemi di messa a fuoco che già offrivano la D3 e la D300: quello comune per l'elevazione dello specchio e una modalità battezzata come "treppiede", basata su un sistema di messa a fuoco a contrasto ancora troppo lenta.
CMOS senza sorprese
Come dicevamo, gli obiettivi usati per questa rapida prova (alcuni veterani Nikkor 35 mm f2 e 28-85 mm f3.5-4.5) non ci permettono di documentare il buon rendimento della messa a fuoco automatica di 51 punti che sfoggia la D700. Anche se, preso in considerazione che è lo stesso usato da sua sorella maggiore e per la D300, pochi dubbi si potrebbero avere sulla sua efficacia e velocità.
Qualcosa di simile succede quando si dà un'occhiata a queste prime immagini e quando si commenta il rendimento generale della fotocamera o le qualità e sensibilità estreme.
Manca tempo e un assortimento di ottiche più completo e conforme al corpo per potere ratificarlo, ma apparentemente sembra chiaro che non è una pazzia sperare da questa D700 gli stessi buoni risultati che con la D3.
Il già ampiamente conosciuto CMOS di formato FX e 12 megapixel chiarisce di nuovo che, per quanto riguarda la sensibilità, nessuna formula magica può combattere quella saggia combinazione di sensore grande e risoluzione controllata.
Il valore di 25.600 ISO resta riservato -logicamente- ai casi più estremi. Ma la D700 chiarisce che può lavorare senza vergogna a 3200 ISO e anche a 6400 ISO.
Con parametri più tipici, il suo rango dinamico è eccellente e soltanto lavorando a pieno sole sentiamo la mancanza di una sensibilità innata di 100 ISO, invece del valore forzato che offre ora.
Anche se, tra tanti complimenti, non è neppure inutile includere nella lista delle prestazioni di cui si sentono la mancanza uno stabilizzatore di immagine.
La scommessa sulla stabilizzazione ottica della Nikon è a questo punto indiscutibile. Anche così, coloro che vogliono chiedere aiuto a obiettivi con una certa tradizione -come noi in questo caso- o ai fiammanti Nikkor 14-24 mm f2.8 e 24-70 mm f2.8, per esempio, dovranno rinunciare alla stabilizzazione integrale di cui certamente dispongono altre montature.
Rapida decisione
Non è la D700 un compendio di sorprese e novità. Infatti, prendendo in considerazione che il suo ruolo è quello di sorella minore della D3, rispetto alla quale è notevolmente più accessibile, non era quello che si aspettava da quella, ma piuttosto il contrario.
Le concessioni nel design potrebbero inserirsi senza problemi all'interno di quanto perfettamente tollerabile, prendendo in considerazione che si mantiene l'essenza della D3 -sensore, processore, messa a fuoco, display- ma con un risparmio economico considerevole.
L'idea è così semplice come seguire un percorso già tracciato: buttarsi nel mondo del formato FX, il successivo passo della Nikon è ampliare il suo raggio di azione a un gruppo di utenti più vasto con un corpo leggermente inferiore ma più accessibile.
Inoltre, la firma giapponese ha avuto la velocità sufficiente per fare questo passo in un termine realmente breve, prendendo in considerazione i cicli con i quali ha lavorato negli ultimi anni. È questa reflex la prova definitiva che qualcosa è cambiato nella Nikon? |
newsletter di foto Ricevi ogni settimana tutte le nostre notizie sulla foto digitale Le più nuove
Le più visitate
|
||||||||||||||||