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UN'ALTRA COMPATTA CON SPIRITO REFLEX

mercoledì 12 luglio 2006

Kodak EasyShare P712: primo contatto e foto

Un potente zoom da 12 ingrandimenti dotato di stabilizzatore di immagine, un sensore da 7 megapixel di risoluzione e aspirazione ad essere fotocamera reflex. Con questa lettera di presentazione arriva la terza incorporazione della gamma EasyShare P della Kodak. Presentata appena quindi giorni fa, la nuova P712 è già passata da QSBD.COM per dimostrare se realmente implica un'evoluzione interessante per quanto riguarda la risoluzione e la velocità -ciò assicura la teoria- rispetto alla sua predecessora, la EasyShare P850.

Iker Morán.- Anche se a prima vista potrebbe sembrare un concetto molto banale -concentrare le prestazioni di una SLR in un corpo compatto e dotato di una potente ottica non intercambiabile- e nonostante la sua posizione nel mercato sia sempre più complessa per il calo nei prezzi delle reflex di gamma bassa, la verità è che ancora sono molti gli utenti che si sentono attratti da questo tipo di fotocamere.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

La formula non è nessun segreto e la Kodak la conosce eccessivamente, come ha già dimostrato con le sue due precedenti fotocamere di questa gamma: la -per adesso- nave ammiraglia P880 e la P850, che ha ceduto il testimone a questa P712.

Design copiato

Se qualcosa non dà la nuova P712 tra le mani sono sorprese. L'eredità della P850 è piuttosto evidente e le linee principali della gamma EasyShare P -il design di una reflex in miniatura, essenzialmente- si mantengono al loro posto.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Tutto ciò permette di parlare di un'eccellente maneggevolezza, con una tenuta semplice e comoda e una distribuzione di comandi nella quale predomina il senso comune: la maggior parte dei controlli stanno lì dove la mano spera di trovarli.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Come dicevamo, i cambiamenti rispetto al modello precedente sono minimi nella carcassa esterna: scompare l'iscrizione con la risoluzione nel frontale, e sia l'esterno dello zoom sia l'anello che ha l'interruttore generale intorno allo scatto mutano i loro toni metallici per un sobrio e discreto colore nero.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

La ghiera di controllo principale con i modi di scatto manuali e automatici classici e tre interessantissime posizioni che l'utente può configurare a sua misura sono alcuni dei dettagli che, in un primo contatto, ci continuano a piacere di più.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Collocata all'altezza del pollice, la ghiera che permette di cambiare le impostazioni di velocità e otturazione come se si trattasse di un modello SLR e i molteplici accessi diretti ripartiti dalla superficie superiore e posteriore -misurazione, autofocus, e raffiche, tra le altre- meritano gli stessi applausi per quanto riguarda la rapidità di maneggio che già ottennero a suo tempo le altre due fotocamere della famiglia P.

Buona visibilità

Neppure bisogna indagare troppo per scoprire il buon rendimento del display da 2,5 pollici e con una risoluzione che supera i 230.000 pixel.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Come promette una banda esplicativa collocata in questa zona, la visibilità del monitor resiste con eleganza alle catture in esterni con molta luminosità. Soltanto alcune aberrazioni con le quali ci siamo scontrati quando si inquadrano scene con molto contrasto o con luce molto forte fanno perdere qualche punto all'LCD.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Il mirino elettronico, invece, non può trarre vantaggio dagli stessi elogi. Nonostante cerchi di difendersi con dignità, i suoi risultati lasciano ancora molto a desiderare.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

In entrambi i casi, l'informazione sulla scena -con istogramma incluso- e sulle impostazioni selezionate è molto completa. Nella parte inferiore si raggruppano i dati dell'esposizione, che si possono cambiare con relativa facilità combinando il pulsante SET e la ghiera situata in alto, mentre nel laterale e nella zona superiore c'è spazio per collocare i comandi del bilanciamento del bianco, la risoluzione, il formato, la misurazione…

12 ingrandimenti stabilizzati

L'obiettivo firmato da Schneider-Kreuznach e con uno zoom ottico di 12 ingrandimenti è uno degli argomenti rimasti intatti dal nuovo modello. Così, la P712 offre delle focali che vanno dai 36 ai 432 millimetri (un taglio in tele in cambio di più angolare, sia in questo modello sia in altri, sarebbe un'eccellente notizia per molti principianti) con un interessante massima luminosità di f2.8-3.7.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Nonostante quanto siano contundenti le focali, il design non si risente per questo zoom. Una volta attivata la fotocamera, esce soltanto una parte dell'ottica senza che le sue dimensioni variano a mala pena durante tutto il percorso dell'obiettivo.


  Foto: focali   © QSBD.COM

Le riprese si sono realizzate con una Kodak EasyShare P712:


angolare (36 mm)

tele (432 mm)

zoom digitale (5x)

Prendendo in considerazione la portata del teleobiettivo e delle sensibilità relativamente limitate -da 64 a 800 ISO, come si commenterà più avanti-, lo stabilizzatore di immagine si trasforma in uno strumento indispensabile per potere utilizzare il potenziale dell'ottica.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Identificato come IS in uno dei laterali dell'obiettivo, lo stabilizzatore ottico si controlla attraverso il menu della fotocamera. In mancanza di un accesso diretto che sarebbe di grande utilità -esattamente lo stesso per la risoluzione o la sensibilità-, è sempre possibile personalizzare il pulsante PROG per accedere a questa funzione.


  Foto: stabilizzatore   © QSBD.COM

Le riprese si sono realizzate con una Kodak EasyShare P712:


spento

acceso

In qualsiasi caso, lo stabilizzatore dispone di tre posizioni -scollegato, semplice e continuo- e nei primi scatti realizzati abbiamo potuto verificare la sua efficacia, almeno cercando di scattare a mano con una focale di più di 400 millimetri e una velocità di otturazione di 1/30 di secondo.

Velocità in quasi tutti i sensi

Il maneggio è a carico di un comando -forse troppo piccolo- situato nella parte superiore posteriore del corpo. Come succede sempre quando affrontiamo un modello con queste caratteristiche, e ancora di più avendo presente la P880, si sente la mancanza della possibilità di controllare le focali e anche la messa a fuoco attraverso anelli nell'obiettivo.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Un dettaglio che, oltre allo stile e un po' più di prezzo, porterebbe anche più velocità nel cambio di focali, che adesso risulta un po' più lento di quanto auspicabile.

Nelle condizioni più estreme (focali lunghe e poca luce), lo zoom e l'autofocus non sfoggiano la stessa rapidità che la fotocamera dimostra nella maggior parte delle situazioni al momento di focalizzare e di mettere in azione l'otturatore quando il dito pressa lo scatto.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Più di 25 immagini consecutive ad una massima risoluzione in formato JPEG e a una velocità di scatto di quasi 2 fotogrammi al secondo. Quelli sono gli interessanti dati che abbiamo potuto ottenere impiegando una scheda SD Card da 1 GB di capacità della stessa marca. Una volta che si solleva il dito dallo scatto, l'elaborazione non si risente eccessivamente per l'eccesso di lavoro applicato, e immediatamente si può tornare a ripetere l'operazione.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Non succede lo stesso quando si seleziona la registrazione in TIFF o RAW. Nel primo caso, la raffica resta direttamente annullata, mentre nel caso dei RAW, lo scatto si limita a 4 immagini con un tempo di attesa successivo un po' più grande.

2 megapixel in più

Nell'interno della P712 si nasconde una delle principali novità della fotocamera e quella che -seguendo la logica del marketing- probabilmente giustifica il suo arrivo: il sensore CCD da 7 megapixel, 2 in più di quelli offerti dalla P850. Tutto quello in un captore che non è cresciuto e che mantiene le sue dimensioni originali di 1/2,5 pollici.


  Foto: 7 MP   © QSBD.COM

Le riprese si sono realizzate con una Kodak EasyShare P712:



La gamma di sensibilità si mantiene anche inalterata, con impostazioni da 64 a 400 ISO e un'ultima posizione di 800 ISO che si può soltanto attivare quando si riduce la risoluzione a 1,2 megapixel.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

I primi risultati che abbiamo potuto ottenere -e in mancanza di confronti con quanto offerto dai modelli precedenti- permettono di constatare che i livelli di rumore dell'immagine restano nella linea comune: immagini pulite fino a 200 ISO e rumore evidente a partire da quel punto e, soprattutto, a 400 ISO.


  Foto: alta sensibilità   © QSBD.COM

Le riprese si sono realizzate con una Kodak EasyShare P712:


200 ISO

400 ISO

800 ISO (1,2 MP)

Per il resto, si osserva un buon livello di dettaglio nelle immagini (forse il rango dinamico si è risentito leggermente, anche se è presto per dirlo). La saturazione è corretta e conferisce alla presa alcuni colori molto attraenti, costellati soltanto da qualche altro alone porpora in zone di contrasto o controluce.

Rinnovamento

Bisognerà verificare, dopo queste prime impressioni, se l'aumento della risoluzione a 2 megapixel è realmente percepibile nella pratica. Intanto, non sarebbe inutile pretendere che la gamma P completasse le sue prestazioni con una gamma di sensibilità più ampia e un rendimento migliorato in questo campo. Forse così, neppure i più esigenti potrebbero fare domande difficili.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

In qualsiasi caso, la P712 sembra mostrarsi come la degna erede del cammino tracciato dalla P850, conservando la sua condizione di alternativa accessibile, comoda e leggera alle reflex digitali.

Kodak EasyShare P712
© Iker Morán, QSBD.COM

Per compensare i limiti eccessivamente conosciuti -rumore elettronico, velocità-, la P712 offre uno zoom stabilizzato piuttosto decente, delle immagini piacevoli e delle possibilità di controllo manuale che guardano faccia a faccia alle reflex di ottiche intercambiabili.


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