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mercoledì 11 gennaio 2006

La Hasselblad mette in lizza il suo primo dorso digitale da 39 megapixel

Il sensore di maggiore risoluzione commercializzato fino ad oggi e firmato dalla Kodak continua a riunire addetti. Se la Phase One annunciò la scorsa estate lo sviluppo di un dorso basato su questo CCD da 39 megapixel, adesso la Hasselblad ha fatto lo stesso con il nuovo CFH-39, che si presenta in forma indipendente o integrato in una nuova versione della H2D.

Redazione.- I 39 milioni di pixel sembrano essersi trasformati in una nuova meta per i dispositivi di cattura della denominata fotografia digitale di formato medio. Phase One ha raggiunto questa risoluzione con il dorso P45, e Hasselblad ha voluto apportare la sua propria versione con il suo nuovo CFH-39, che ha appena fatto conoscere.

In realtà, entrambi i dorsi montano lo stesso sensore sviluppato dalla Kodak e che -per adesso- si vanta di essere quello di maggiore risoluzione del mercato. Si tratta, in concreto, di un CCD da 36,7 x 49 millimetri, capace di creare immagini da 39 milioni di punti.

Hasselblad CFH-39

Così come spiega Hasselblad, il nuovo dorso della saga CFH si presenta in due versioni: come dispositivo indipendente che può essere impiegato con diversi corpi di formato medio, oppure integrato con la fotocamera H2D della compagnia. In questo caso, la fusione dà luogo ad una rinnovata versione che, per meriti propri, si trasforma nella nuova nave ammiraglia della compagnia: la H2D-39.

Sistema H

Così come il resto di dorsi della firma -frutto della fusione di Hasselblad e Imacon-, il CFH-39 assume le caratteristiche proprie del Sistema H. Così, sia il dorso sia la fotocamera dispongono delle prestazioni necessarie per assicurare la sua portabilità: display da 2,2 pollici, compartimento per schede CompactFlash e batteria.

Inoltre, è il primo dorso compatibile con il nuovo sistema di alimentazione della H2, per cui la batteria è sufficiente per mantenere l’autonomia di entrambi i dispositivi.

Hasselblad H2D-39

Le immagini in formato RAW da 16 bit catturate dal dispositivo si possono salvare anche su un disco esterno -Image Bank, fino a 80 GB- o scaricarsi direttamente su un computer. In qualsiasi caso, tutte quelle si salvano come immagini DNG, il voluto formato standard per i file RAW sponsorizzato da Adobe.

Tra le opzioni che si includono nel nuovo modello, risalta la funzione denominata Digital APO Correction (DAC). Basandosi sui metadati registrati durante la ripresa, è possibile realizzare una correzione automatica dell’immagine in modo che -secondo Hasselblad- si ottimizza il rendimento dell’ottica impiegata e si minimizzano le possibili aberrazioni cromatiche.


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