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12 MEGAPIXEL A CONFRONTOgiovedì 7 giugno 2007 più informazioni notizie correlate ultime notizie Casio Exilim EX-Z1200 e Panasonic Lumix DMC-FX100: prime fotoIniziata la carriera dei 12 megapixel, era prevedibile che altre marche si sommassero a questa battaglia. Così lo hanno fatto la Casio e la Panasonic, che con la Exilim EX-Z1200 e la Lumix DMC-FX100 completano l'attuale quartetto di modelli con questa risoluzione. Con un sensore molto simile, le prestazioni, il processore o la ottica sono i dettagli che dovranno marcare le differenze (e lottare, è chiaro, contro il rumoroso scetticismo che tanto megapixel può provocare).Iker Morán.-
È appena una settimana che la Casio, per prima, e la Panasonic, poche ore più tardi, realizzavano il proprio sbarco nel porto della dozzina di megapixel. Con i titoli ancora caldi, QSBD.COM ha potuto passare un paio di giorni con due unità appena uscite la Exilim EX-Z1200 -in versione non definitiva- e la Panasonic Lumix DMC-FX100.
Anche se non c'è stato tempo sufficiente per sottomettere le fotocamere a una prova più dettagliata, le ore che abbiamo avuto a disposizione ci permettono di dare una prima valutazione e collocarle faccia a faccia nella poco disputata -per il momento- vetrina dei 12 megapixel. Scetticismo iniziale Un CCD di 1/1,7 pollici e 12 milioni di fotodiodi è una combinazione che, logicamente, sveglia un certo scetticismo tra gli abitudinari del settore.
Ne tanto meno si tratta di una materia nuova, per cui ciò che più conviene sarà dare per scontato il discorso sulla complicata relazione tra rumore e densità dei sensori, o sulla discutibile utilità di tanto megapixel. Verifichiamo che offrono, dunque, questi 3000 x 4000 punti. Effettivamente, le nuove Exilim e Lumix condividono la dimensione e la risoluzione dello scatto. Senza indagare se si tratta dello stesso CCD montato su differenti fotocamere -qualcosa di strano in assoluto-, ciò che è chiaro è che le differenze tra entrambe le fotocamere saranno marcate dal rendimento del processore, l'ottica o per lo meno gli argomenti che ognuno di esse sviluppa a partire dal suo quadro di specifiche. Ma prima di addentrarci nel turbolento mondo delle comparazioni, è giusto equilibrare questo scetticismo iniziale che produce simile risoluzione. È per questo che, così come già potemmo verificare con la Cyber-shot DSC-W200 e la General Imaging E1240, bisogna riconoscere che la gestione di questi 12 milioni di punti è molto corretta, con immagini ricche di dettaggli e livelli di rumore sopportabili fino a 400 ISO.
Chiarito questo punto, ad ogni modo la domanda è se non sarebbe preferibile centrare gli sforzi sullo sviluppare un piccolo sensore di 8 megapixel, per esempio, capace di andare oltre gli 800 ISO. Ma questo è un altro tema. Angolare contro controlli manuali Oltre alla risoluzione, il design è uno dei pezzi chiave in entrambe le compatte. La FX100 scommette su un corpo più stilizzato ed elegante -ovviando al brutto interruttore principale-, mentre la Casio mantiene la contundente linea delle Exilim Z.
Il display, per esempio, marca una tendenza di altibassi che si ripete se le mettiamo a confronto ognuna delle contendenti manca di alcuni aspetti ed emerge per altri. Anche se il monitor della Z1200 guadagna una dimensione e visibilità, la sua risoluzione e un fastidioso effetto di messa a fuoco al visualizzare gli scatti -già descritto in altri modelli Exilim- le fa perdere punti.
Se la FX100 pone l'accento sull'obiettivo angolare (un 28-100 millimetri formato dalla Leica), la Exilim potrebbe fare la sua parte con le sue possibilità di controllo manuale. Nonostante tutto, la Z1200 è, prima di tutto, una compatta di design, e come tale, l'utilizzo di questo tipo di opzioni avanzate non è del tutto terminato. Differenze ottiche Dinanzi all'angolare della Lumix, la Exilim si conforma con un modesto obiettivo di 37-111 millimetri che guadagna un tele ma rimane troppo corto nelle focali più prossime. Di messa a fuoco abbastanza rapida in entrambe i casi, ciò che è certo è che, in situazioni estreme, la Z1200 riesce a dare un punto di riferimento di fuoco là dove la FX100 si perde.
Anche la messa a fuoco macro è risultata più pratica nel caso della Casio, che offre questa opzione in tutte le modalità di lavoro. Nel caso della FX100 è necessario scegliere, mediante il piccolo quadrante delle modalità, il corrispondente a macrofotografia. Anche l'estensione dello zoom è un pò più veloce nel caso della Z1200, anche se la FX100 è dotata di un interessante aspetto a suo favore: il pulsante E.Zoom, che permette con un solo tocco di passare dalla posizione angolare a quella del teleobiettivo o attivare lo zoom digitale. Tanto nelle prove ISO come negli scatti più generali, e considerato ciò che si sarebbe potuto pensare all'inizio, la Lumix mostra una nitidezza di immagine più bassa della Casio, almeno nelle zone centrali della foto. Al cercare nei bordi, la verità è che il risultato diventa uguale o anche favorisce le lenti con il logotipo della Leica.
Senza voler giustificare alcuni e togliere merito a altri, è anche certo che, come vedremo più avanti, la Exilim mostra una maggiore tendenza ad applicare un processo più forte alle immagini, con le variazioni nella sensazione di messa a fuoco che questo può provocare. Stabilizzazione Anche se la risoluzione lascia su un secondo piano le prestazioni tanto interessanti come la stabilizzazione, ciò che è certo è che entrambe i modelli sono dotati di questa funzione. Se la Lumix ricorre al noto sistema ottico Mega O.I.S., la Casio prende in prestito lo stabilizzatore meccanico della Exilim Hi-Zoom EX-V7 per utilizzarlo, per la prima volta, su una Exilim della saga Z.
In questo ambito non c'è spazio per i dubbi. Il rendimento dello stabilizzatore della Panasonic è eccellente, e permette di realizzare scatti validi a contrazione, con focali medie e velocità che arrivano fino a 1/3 al secondo. La stabilizzazione meccanica della Casio, dal suo canto, mostra dei risultati più modesti. È certo che, considerato che non è in grado di ottenere un'immagine senza movimento a 1/6 al secondo, marca una chiara differenza rispetto allo scatto senza stabilizzatore. Oltre a questo meccanismo, le due compatte offrono anche una modalità di stabilizzazione basata sulla sensibilità (chiamata "ISO intelligente", nel caso della Lumix) che permette di elevare la velocità di scatto ed evitare così i tremolii. Come è logico, il rumore che si produce al lavorare con valori come 800 ISO è il prezzo da pagare. Rumore e riduzioni Rimane per il finale l'aspetto più controverso al momento di parlare di fotocamere compatte con risoluzioni tanto elevate. Già abbiamo avanzato che, considerati i dubbi iniziali, il comportamento delle fotocamere non offre grandi sorprese, con una qualità e un dettaglio generale più che accettabile al lavorare con buona luce e basse sensibilità.
Anche se i due modelli si presentano con una scala di sensibilità simili (da 50 a 1600 ISO nella Exilim e da 80 a 1600 ISO nella Lumix), la Casio ha deciso di restringere questi valori, riservando gli 800 e i 1600 ISO per certe modalità sceniche e di stabilizzazione. Inoltre, sono anche chiaramente percepibili le differenze di esposizione che si producono al lavorare con entrambe le fotocamere. Così, la Z1200 applica abbastanza bene la foto, tendendo ad ogni modo verso la sottoesposizione, mentre la FX100 mostra una chiara preferenza per le immagini più sovraesposte.
Con queste giustificazioni, il comportamento delle due compatte ha nei 400 ISO la sua particolare frontiera. Fino a questo punto, il rumore è tollerabile in entrambe i casi, anche se la FX100 appare sempre in modo più visibile. Allo giungere a 400 ISO e superare questo limite, si mostrano più chiaramente i limiti del sensore e il differente comportamento delle fotocamere: la Z1200 opta per un processo molto pronunciato che elimina rumore in cambio della nitidezza dell'immagine, che fino ad ora era maggiore rispetto alla FX100.
La Lumix, dal suo canto, offre un'immagine meno trattata nella quale il rumore è più elevato, ma mantiene più informazione e nitidezza. Anche se ci mettiamo dalla parte di questa seconda opzione -anche se "rumorosa", c'è sempre tempo per pulire l'immagine al computer-, è possibile che gli utenti che vogliano prescindere dalla postproduzione si sentano più comodi con le immagini della Casio.
Ad ogni modo, ci troviamo dinanzi a 800 ISO che, con buona luce, potrebbero arrivare a essere utilizzabili in piccole edizioni, e 1600 ISO che, come era da aspettarsi, ha fini puramente decorativi. Senza sorprese Giunti a questo punto, sembra evidente che non c'è un chiaro vincitore, o che bisognerà attendere -per lo meno- per conoscere i prezzi di lancio delle due fotocamere e verificare il funzionamento di una unità di produzione finale della Exilim EX-Z1200.
Per il momento, e con una prima valutazione globale molto più equidistante, argomenti come l'angolare, lo stabilizzatore ottico o il design potrebbero inclinare la nostra bilancia verso la Lumix.
È abbastanza più semplice affermare che i 12 megapixel non dovrebbero essere un argomento decisivo. Non aggiungono nessuna sostanziale novità a ciò che già conoscevamo e, in verità, in molti preferivamo vedere miglioramenti nel terreno della sensibilità, invece di tanti milioni di punti che oltrepassano le più ambiziose pretese al momento di stampare un poster.
Ma volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, è certo che la nuova generazione di 12 megapixel non suppone neanche un'ecatombe in quanto a rumore. Decente fino a 400 ISO e problematico a partire da questo punto. Saremmo sopravvissuti senza i 12 megapixel, ma il mondo neanche finirà per loro colpa. |
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