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CLASSICISMO IN 24 MILLIMETRImartedì 5 giugno 2007 più informazioni notizie correlate ultime notizie Ricoh Caplio GX100: primo contatto e fotoAnche se non sia la battaglia più feroce, il fronte aperto sulla vetrina delle compatte con ottiche di angolare marcato è uno dei più interessanti. La Ricoh, veterana in questa lotta, ha utilizzato di più l'ingegno con la GX100 e il suo obiettivo di 24 millimetri. Controlli manuali, design squisito, un peculiare visore elettronico estraibile e un prezzo un pò elevato sono i segni di identificazione di una delle compatte più speciali che sono passate per le nostre mani.Iker Morán.-
Teorica successora della Caplio GX8, ciò che è certo è che la Caplio GX100 ricorda più la GR Digital. Una similitudine che non si limita a un primo sguardo, ma che si rafforza dopo aver passato alcuni giorni con la fotocamera. I suoi squisiti lineamenti classici, la disposizione dei comandi o la forma del lavoro proposto obbliga a pensare che la Ricoh ha voluto seguire il cammino della GR Digital.
QSBD.COM ha avuto modo di provare uno dei primi modelli che sono atterrati in Spagna. In attesa di concludere un'analisi più dettagliata, il carattere particolare della GX100 giustifica dare un primo sguardo alle prime immagini ottenute e le sensazioni che trasmette tra le mani.
Il Parc Güell di Barcellona è stato lo scenario scelto per questa prima verifica. Oltre al difficile compito di evitare i turisti giapponesi che già invadevano la zona a prima ora, la GX100 ha dovuto confrontarsi con questo complesso gioco di dettagli e colori dei mosaici di Gaudí e con i contrasti generati dalla luce della prima ora della mattina. Ergonomia perfetta Probabilmente sedotti da un amore -o contatto- a prima vista, la verità è che la GX100 è dotata di uno dei corpi meglio disegnati del mercato. Elegante, maneggevole e discreta -soprattutto se prescindiamo dal parasole-, il suo controllo basato su una ruota frontale e un'altra posteriore con pulsante di scatto incluso è, semplicemente, geniale. Con una pulsazione seguita da un giro, l'utente può accedere e modificare ognuno dei parametri più importanti della foto (sensibilità, bilanciamento dei bianchi, messa a fuoco...) e configurare questo menu affinchè mostri le opzioni desiderate.
Il corpo metallico di color nero matto e con una impugnatura che imita la pelle sembra essere consapevole del tipo di utente che è disposto a pagare 500 euro che spende. È per questo che nella GX100 non mancano opzioni come il controllo totalmente manuale, la registrazione in RAW o la messa a fuoco manuale.
Dato che non esiste amore perfetto, dobbiamo aggiungere che ciò che meno ci è piaciuto dell'ergonomia è -precisamente- il controllo della messa a fuoco manuale attraverso il quadrante posteriore, al posto di qualsiasi delle due ruote disponibili. È anche lontano dal convincerci il piccolo comando che si incarica di controllare lo zoom.
Il display di 2,5 pollici mostra un comportamento superbo, con una visibilità laterale sorprendente. Anche se è certo che a pieno sole l'entusiasmo verso il monitor perde forza, basterebbe col ricorrere al visore elettronico opzionale per tornare a innamorarsi della fotocamera.
Anche se questo peculiare apparato adattabile alla slitta a contatto caldo della fotocamera subisce le limitazioni dell'immensa quantità di visori elettronici -soprattutto se insistiamo in confrontarli con uno ottico o reflex-, le possibilità di inquadrare che offre grazie alla sua mobilità di 90 gradi e l'eleganza che conferisce alla presa della fotocamera sono degne di citazione. Angolare gustoso Se insistiamo sull'idea di confrontale la GX100 con la GR Digital, sarebbe difficile stabilire quale delle due appartiene a una gamma superiore. Anche se alla vista dei prezzi l'onore corrisponderebbe alla seconda, la verità è che la GX100 ha optato per una serie di argomenti attualizzati che la rendono più appetibile.
L'obiettivo è, senza dubbio, uno dei migliori aspetti. Dinanzi ai 28 millimetri e al diaframma di f2,4 della GR Digital, la nuova compatta è dotata di uno spettacolare zoom di 24-72 millimetri che sacrifica un pò di luminosità (f2.5-4.4), ma che configura uno degli angolari più estremi della vetrina.
Se ancora così rimane corto, è possibile accedere a una copertura di 19 millimetri mediante il convertitore opzionale DW-6 della Ricoh, che moltiplica la focale per 0,79. Oltre le implicazioni ottiche -non è di norma avere una compatta tra le mani che offra questa focale- l'uso di questo convertitore suppone anche la discreta presenza della fotocamera in un modello che chiama fortemente l'attenzione. Con la memoria rivolta verso la citata GR e il suo poco silenzioso obiettivo, è piacevole verificare che lo zoom della GX100 sia rapido, efficace e discreto nel suo sviluppo. La messa a fuoco è un pò più rumorosa, anche se non sembra giungere ai livelli della GR Digital.
Sebbene la velocità non è il punto più forte di questo sistema di messa a fuoco, tanto la sua precisione come il sempre spettacolare macro di 1 centimetro meritano di essere sottolineati.
Anche se è uno degli aspetti meno pubblicizzati di questa fotocamera -di fatto, l'opzione corrispondente bisogna cercarla persa tra i menu- non bisogna dimenticare che, come la gran parte delle compatte della Ricoh, la GX100 anche è dotata di un sistema di stabilizzazione meccanica che minimizza le vibrazioni. Chiaroscuri Queste prime buone stampe, nonstante tutto, richiedono certi dettagli di non poca importanza. Non volendo considerare la profondità che presenta il modulo più avanzato dell'obiettivo, gli errori cromatici sono uno dei principali problemi dell'insieme ottico.
Così come si può apprezzare nelle prime foto ottenute, la GX100 riesce a sopportare le scene contrastate delle prime ore della mattina. Ad ogni modo, al confrontarsi con qualsiasi tipo di controluce, i temuti aloni porpora si infilano irrimediabilmente nell'immagine. Migliori notizie per quanto riguarda gli errori geometrici. In mancanza di verifiche più dettagliate, tanto i 24 millimetri come anche la focale di 19 millimetri producono -come era prevedibile- un effetto barilotto che è dentro i limiti del tollerabile.
Anche se l'oscuramento dei bordi non si presenta come un problema -neanche abusando dell'angolare e delle aperture del diaframma-, abbiamo verificato una certa perdita di nitidezza sui bordi dell'immagine, soprattutto quando si ricorre a queste focali più brevi. Risoluzione contro sensibilità Se i progressi nell'ottica sono una buona notizia, ci suscitò più preoccupazione leggere sul quadro delle specifiche che la GX100 scommetteva su un CCD di 10 megapixel imbottigliati in una superficie di 1/1,75 pollici. Ancor più tenendo in considerazione i problemi con il rumore che già presentavano gli 8 megapixel della GR Digital in un sensore di dimensioni molto simili.
Con una scala di sensibilità che va da 80 a 1600 ISO, la fotocamera ottiene buoni risultati fino a 400 ISO. A partire da questo punto, il rumore elettronico diventa visibile e il sistema di riduzione dello stesso fa si che la nitidezza inizi ad essere meno chiara. Senza che i risultati siano un disastro -sarà ogni utente che conceda o neghi la qualificazione di "utilizzabile" a questi 800 o 1600 ISO-, la verità è che saremmo disposti a rinunciare a parte di questi 10 megapixel in cambio di dei risultati migliori allo scattare con sensibilità alte. In generale, a basse sensiblità la fotocamera presenta un buon comportamento in quanto a dettaglio, nitidezza e rendimento cromatico (anche se è certo che alcune foto sembrano soffrire un processo eccessivo che le conferisce un certo aspetto artificiale).
Curiosamente, i tentativi realizzati con le foto RAW -in formato DNG, per certo- e trattate con le applicazioni automatiche di Adobe Camera Raw hanno raggiunto risultati più poveri rispetto a quelli conseguiti ricorrendo al processo che offre la propria fotocamera. Entusiasmo con riserve Dopo le prime giornate con la Ricoh Caplio GX100 e con alcuni giorni in più davanti per esprimere al massimo le proprie possibilità, siamo passati dall'entusiamo iniziale a etichettarle alcuni difetti.
I miglioramenti rispetto alla GR Digital sono evidenti, soprattutto sul terreno ottico. Ad ogni modo, in mancanza di un'analisi più tranquilla, gli errori cromatici e il rumore con sensibilità medie obbligano a mettere insieme le buone idee che sintetizzino il suo corpo.
In definitiva, lavorare con questa fotocamera è un autentico piacere. In questo senso, la GX100 risponde con progressi rispetto a quello che il suo utente tipo si aspetterebbe da lei. E le sue forme o l'angolare di 24 millimetri invitano a un certo tipo di fotografia che si allontana dallo scatto indiscriminato e pretende qualcosa in più. |
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