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FOVEON SCOMMETTEvenerdì 20 aprile 2007 più informazioni notizie correlate ultime notizie Sigma SD14: prime fotoIl sensore Foveon X3 è tornato a far atto di presenza sui titoli grazie alla recente giunta SD14. Come le sue antecedenti, la nuova reflex della Sigma fa precisamente di questo catturatore il suo principale filo conduttore per convertirsi in una specie di rarezza nella vetrina attuale. Con qualche lezione imparata -anche se ancora con certi dubbi-, le tre varietà di colori della SD14 già si sono sottomesse a una prima analisi di QSBD.COM.Iker Morán.-
Mentre la Sigma SD14 fa i suoi primi passi commerciali, e dopo un
Il polivalente Sigma 17-70 mm f2.8-4.5 DC Macro sarà l’obiettivo che accompagna la SD14 nel kit di lancio, secondo quanto ha confermato a questo mezzo la Reflecta, importatrice ufficiale della Sigma in Spagna. Precisamente questa è stata l’ottica scelta per la prova. Cambio notevole Con un aspetto che ancora ricorda vagamente le anteriori SD9 e SD10, a prima vista è chiaro che la Sigma non ha sottovalutato le questioni del design.
A parte il display di 2,5 pollici, e ovviando dettagli che già saranno analizzati nella prova più estesa, la SD14 si presenta con una struttura più solida e un’apparenza più seria rispetto ai modelli antecedenti.
Questo avanzamento in quanto a ergonomia continua a scontrarsi, ad ogni modo, con dettagli che meriterebbero una cura più particolare, e ancor più in un modello che punta direttamente a professionali o a fotografi intenditori.
I menu poco lavorati, il visore carente di informazione, la presenza di un’unica ruota di controllo o il flash di elevazione manuale sono buoni esempi di questo.
Ci è piaciuta la concentrazione di certi accessi diretti –formato, dimensione dell’immagine, sensibilità e bilanciamento dei bianchi- in un solo pulsante posteriore, in combinazione con le quattro posizioni del quadrante posteriore. Processando Che la SD14 non sia una fotocamera particolarmente rapida non è nè una sorpresa nè una critica. Il suo habitat naturale è lo studio, e chiederle raffiche interminabili sarebbe fuori luogo. Considerato che la sua limitata cadenza di scatto può essere perdonabile, risulta abbastanza scomodo il tempo che la fotocamera dedica a processare ogni immagine. Sebbene è possibile continuare a scattare mentre la fotografia si sta registrando –così lo indica la luce rossa-, un compito tanto semplice come la revisione delle immagini diventa molto noiosa. Dopo aver trascorso dei giorni con la SD14 tra le mani, è precisamente nel momento del processo che appaiono i maggiori problemi di questa reflex, che teoricamente dovrebbe superare molti altri modelli grazie alla sua tecnologia Foveon. JPEG e RAW Una delle novità più interessanti della SD14 è la possibilità di scattare direttamente in JPEG e non solo in RAW, come accadeva nelle SD9 e SD10. Una buona notizia che –sfortunatamente- perde potenziale al vedere i risultati ottenuti e al confrontarli con ciò che è possibile conseguire dopo un rapido processo di un archivio RAW. Dovuto possibilmente a un processo JPEG con serie difficoltà, i risultati diretti di questa SD14 sono un pò confusi. La sua risposta cromatica è realmente instabile, con una tendenza verso le tonalità gialle e verdi difficili da spiegare. Solo lavorando con un bilanciamento dei bianchi manuale o applicando posteriormente all’immagine JPEG delle applicazioni di colore automatici è possibile ottenere fotografie con un colorito equivalente alla realtà. Ci ha sorpreso la risposta della fotocamera negli scatti con flash e applicando l’esposizione nella modalità automatica.
L’eccessiva saturazione dei colori –si osservi il paesaggio di dimostrazione-, i risultati irregolari in quanto a nitidezza –eccellente in delle foto, povero in altre- o la tendenza alla sottoesposizione ci convinsero che, effettivamente, la SD14 è una fotocamera pensata per coloro che sono disposti a lavorare l'immagine una volta catturata o -semplicemente- a scattare in RAW. É in questi casi dove abbiamo potuto percepire un livello di dettaglio, una nitidezza e una riproduzione cromatica realmente emergente –preferibilmente in RAW, è chiaro. Bisogna citare che, considerato che il programma Sigma Photo Pro identifica gli archivi come quasi di 14 milioni di pixel, nel momento della esportazione a JPEG o TIFF l’immagine acquisisce una dimensione di 2640 x 1720 pixel. È come dire, la dimensione di ognuno dei tre manti del suo sensore Foveon. Fino a 800 ISO Dimensioni a parte, la SD14 si muove su una scala di sensibilità che va da 100 a 800 ISO e che offre un valore forzato –una modalità estesa- a 1600 ISO. Ad ogni modo, e posto che si tratta di un modello di preproduzione, abbiamo limitato le nostre prime prove alle applicazioni standard, riservando questi 1600 ISO per la revisione completa che QSBD.COM pubblicherà in seguito.
In queste prime fotografie, la SD14 si comporta con un buon criterio di esposizioni da 100 a 800 ISO in spazi interni e con una luce ambiente non molto scarsa.
Anche lavorando a 800 ISO il rumore non sembra supporre un problema. Si apprezza che l’aumento di questa applicazione implica una progressiva perdita del dettaglio e di nitidezza nelle fotografie. Per lo studio Mancherà poter condividere qualche giorno in più con questa fotocamera e, soprattutto, tenere tra le mani un modello di preproduzione finale per poter giungere a conclusioni definitive. Nonostante tutto, questo primo contatto ci porta a parlare di una reflex che suppone un passo avanti rispetto alle precedenti –tanto in design come in rendimento-, ma che continua a soffrire di alti e bassi.
Gli scompensi cromatici, i problemi riconosciuti allo scattare direttamente in JPEG e la relativa lentezza del lavoro obbligano a posizionare la SD14 come una fotocamera promettente per lo studio o per quelle situazioni nelle quali si pretenda di ottenere un pò più dall’immagine a costo di passare un pò di tempo davanti al display del computer. |
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