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LA PIÙ PICCOLA SI SVELA

venerdì 1 dicembre 2006

Olympus E-400: prime foto

Quella che, oggi, si può considerare la reflex digitale più piccola e leggera del mercato inizia già il suo percorso commerciale. Presentata in piena estate, la Olympus E-400 unisce il catalogo Quattro Terzi con una risoluzione di 10 megapixel e l'accento posto sul design e le dimensioni. Minimalista e risoluta a prima vista, giunge il momento di verificare il rendimento del nuovo modello e gli avanzamenti raggiunti rispetto alla sua predecessora.

Iker Morán.- Dopo un lungo prellegrinaggio che ci portò a conoscere la E-400 ad Amburgo, il mese di agosto, e vederla poi brillare nella fiera tedesca della Photokina, giunge infine tra le mani di QSBD.COM un modello di produzione finale della più giovane delle reflex digitali della Olympus.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

© Álvaro Méndez, QSBD.COM

Qualche giorno scattando foto con il modello e indagando nei suoi menu permettono di analizzare alcune delle caratteristiche più notevoli della nuova SLR. Considerato che i suoi contributi tecnici non hanno brillato come fecero alcune delle sue predecessore, le scommesse per la riduzione della dimensione e, soprattutto, il salto ai 10 megapixel in un sensore di misura Quattro Terzi sono dati da tenere in considerazione.

Giusta autonomia

Già abbiamo parlato a lungo sulla ergonomia e le sensazioni che trasmette la E-400 tra le mani. Anche abbiamo relazionato il sentimento iniziale di poca fiducia che in un primo momento può suscitare la fotocamera, e l'immediatamente posteriore scoperta del vantaggio che ha tanta leggerezza e le dimensioni così piccole.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

Alcuni giorni con la fotocamera e la versione miniaturizzata del Zuiko 14-45 mm f3.5-5.6 permettono di corroborare questo estremo senza nessun dubbio. Serve anche per percepire che, a dispetto della piccola dimensione della batteria, la E-400 dispone dell'autonomia sufficiente per resistere un paio di giorni, incluso con un matrimonio pieno di scatti e scintilli di flash per mezzo.

Aggiustare e mettere a fuoco

Chiama all'attenzione il buon rendimento che dimostra il nuovo obiettivo, il Zuiko 14-42 mm f3.5-5.6, al momento di mettere a fuoco in condizioni di luminosità accettabile. Di fatto, basta provarlo al lato del Zuiko 14-45 mm originale per scoprire il buon lavoro realizzato in quanto al suono del meccanismo.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

© Álvaro Méndez, QSBD.COM

L'anello di messa a fuoco manuale, di giro libero, risulta anche estremamente comodo da utilizzare. Un dato che, insieme al buon rendimento generale della ottica (soprattutto, se ricordiamo il rapporto qualità-prezzo) e la minima incidenza degli errori o l'illustrazione in angolare (leggero oscurimento dei diaframmi più aperti rimane quasi determinato a f5.6), ci potrebbe far vedere da un altro lato la montatura di plastica della ottica.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

Ad ogni modo, quando la luce è più debole il sistema di messa a fuoco della E-400 mostra alcune carenze, sopportabili se ricordiamo che si tratta di una SLR di gamma bassa. Molto più fastidioso di queste vacillazioni della messa a fuoco è il lavoro che il flash realizza come luce di aiuto alla messa a fuoco.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

© Álvaro Méndez, QSBD.COM

I suoi scintillii ripetuti, oltre a essere molesti, risultano poco efficaci. Indagando sul menu delle opzioni e la configurazione della fotocamera, siamo stati incapaci di incontrare una opzione che si incarichi di scollegare questa funzione, così come si offre, per esempio, nella E-500.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

L'unica possibilità è annullare il livellamento automatico del flash -nascosto sotto la misteriosa funzione di "auto apparizione"-, con il quale possiamo cancellare la luce dell'aiuto se nello scatto non si vuole usare il flash integrato. Nonostante ciò, dato che ci è toccata scarsa luce ci obbliga a utilizzare il flash della fotocamera, questo dovrà essere necessariamente elevato; in questo caso, tornerà ad essere necessario che si azioni la luce di aiuto.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

Sfruttando questa passeggiata per i menu, ci siamo anche accorti che varie delle opzioni offerte nella E-500 sono scomparse nella E-400. qualcosa che non ha nè funzione di garanzia nè è giustificabile nell'ambito della semplicità, soprattutto se consideriamo che la E-400 non si pianifica come un modello di gamma inferiore o più economica della E-500, ma come la successora di quella.

Più risoluzione, stessa sensibilità

La galleria di scatti effettuati impiegando i 10 megapixel che offre il nuovo CCD permette di parlare di un buon rendimento della fotocamera. Le immagini si presentano piene di dettagli e con una tipologia dinamica che non è stata sacrificata con l'aumento della risoluzione del sensore. Un sensore, ricordiamo, le cui dimensioni non possono uscire dai canoni dello standard Quattro Terzi.

Ad ogni modo, bisognerà aspettare di realizzare un'analisi più dettagliata con immagini in formato RAW per verificare se alcune delle zone bruciate nelle alte quantità di luce di certi scatti potrebbero salvarsi al processare questo formato.


  Foto: 10 megapixel   © QSBD.COM

Gli scatti sono stati realizzati con una Olympus E-400 e l'obiettivo Zuiko 14-42 mm f3.5-5.6:




La saturazione e la tonalità delle immagini anche sembrano attraenti -incluso in scatti notturni impiegando il flash incorporato, che a volte risulta corto-, anche se alcune volte manca un pò di nitidezza in più.


  Foto: sensibilità   © QSBD.COM

Gli scatti sono stati realizzati a 10 megapixel con una Olympus E-400 e l'obiettivo Zuiko 14-42 mm f3.5-5.6:


100 ISO

200 ISO

400 ISO

800 ISO

1600 ISO

Però senza dubbio, la prova del fuoco è sottomettere questi 10 megapixel ad una pressione che va aumentando la sensibilità, fino a raggiungere un massimo di 1600 ISO. È a questo punto dove la E-400 dimostra che, considerato che non è il modello meno rumoroso del mercato, il suo nuovo processore è capace di difendersi con dignità scattandoa 800 e incluso 1600 ISO, se la luce non è molto scarsa.

Se confrontiamo la fotocamera con uno scenario notturno con un orizzonte al fondo, il rumore a 800 e 1600 ISO è molto evidente. Ad ogni modo, la opzione di riduzione del rumore, considerato che non può fare miracoli, è capace di riportare l'immagine a un punto di nitidezza -e di processamento, talvolta molto evidente- che può giungere a essere attraente.

Evoluzione rispetto alla E-500

Il seguente passo della nostra rapida prova consiste in collocare la E-400 con la sua predecessora, la E-500. oltre le evidenti differenze ergonomiche e i cambi menzionati nel sistema di messa a fuoco dell'obiettivo, la maggiore dimensione e luminosità del visore e il miglioramento nell'agilità del sistema di pulizia sono due dati che bisogna evidenziare.

© Iker Morán, QSBD.COM

La Olympus E-400 (sinistra) e la E-500.

Comparando gli scatti effettuati quasi identici con entrambi i modelli, le differenze che si possono rilevare a prima vista sono abbastanza sottili. Talvolta un bilanciamento dei bianchi automatico migliorato e, inoltre, che i 2 megapixel aggiunti alla E-400 aggiungono qualche dettaglio in più in alcune zone e un interessante plus di nitidezza (anche se questo forse si deve al processamento).


  Foto: E-400, 10 MP   © QSBD.COM

Gli scatti sono stati realizzati con una Olympus E-400 e l'obiettivo Zuiko 14-42 mm f3.5-5.6:




  Foto: E-500, 8 MP   © QSBD.COM

Gli scatti sono stati realizzati con una Olympus E-500 e l'obiettivo Zuiko 14-45 mm f3.5-5.6:



Se improvvisiamo una posa che non abbia molta luce e sottoponiamo la E-400 e la sua predecessora alla stessa prova, ci renderemo conto che si ripete la stessa tonica, anche se il tema della nitidezza aumenta in relazione all'aumento della sensibilità.


  Foto: E-400, ISO   © QSBD.COM

Gli scatti sono stati realizzati a 10 megapixel con una Olympus E-400 e l'obiettivo Zuiko 14-42 mm f3.5-5.6:


400 ISO

800 ISO

1600 ISO


  Foto: E-500, ISO   © QSBD.COM

Gli scatti sono stati realizzati a 8 megapixel con una Olympus E-500 e l'obiettivo Zuiko 14-45 mm f3.5-5.6:


400 ISO

800 ISO

1600 ISO

Più complicato è stabilire differenze rispetto al rumore. Se a 400 ISO la E-400 consegue qualche dettaglio in più e struttura a livello di un rumore -talvolta- sottilmente superiore, a 800 e 1600 ISO riesce a marcare dei livelli di rumore che sono all'altezza e incluso migliorano quelli della E-500. Si apprezza anche una maggiore nitidezza.

© Iker Morán, QSBD.COM

La E-400, al fondo, si presenta come successora della E-500.

Nonostante tutto, i cambi sono abbastanza sottili in quanto all'incidenza del rumore. Se consideriamo che la E-400 ha potuto incorporare 2 milioni di fotodiodi in più nello stesso spazio, forse bisognerà assumere questo dato come una buona notizia.

Orizzonti natalizi

La E-400 si aggiunge alle vetrine giusto quando già si iniziano a prevedere i primi passi della campagna natilizia, che ha tanta importanza per le marche del settore.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

Orientata -incluso più che la E-400- a un pubblico novello nella fotografia reflex, la nuova SLR del E-System talvolta permette alla Olympus di ampliare il pubblico obiettivo che fino ad ora aveva osservato con poca fiducia il segmento delle ottiche intercambiabili.

Olympus E-400
© Álvaro Méndez, QSBD.COM

Ciò che in questo momento è chiaro è che il livello tecnico della E-400 ha argomenti in abbondanza per convincere per prestazioni, qualità -incluso il tema del rumore non sembra essere preoccupante- e design. Anche se le dimensioni saranno -come sempre- una questione controversa che ammetta tanti elogi come critiche, siamo quasi convinti che finirà col convertirsi come un valore aggiunto della fotocamera.


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