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COLPO DI SCENAgiovedì 28 settembre 2006 più informazioni notizie correlate ultime notizie Pentax K10D: primo contattoNé il fatto di essere stata annunciata con mezzo anno di anticipo, neppure le voci di corridoio che anticipavano la sua presentazione hanno diminuito la forza alla Pentax K10D, che arriva a Photokina trasformata in uno dei pezzi più importanti di questa edizione. Sulla carta, ci sono pochi dubbi che ci troviamo davanti ad una delle SLR da 10 megapixel più attraenti -prezzo incluso- del mercato. QSBD.COM ha già potuto constatare, prima a Barcellona e adesso a Colonia, le aspettative destate.Colonia / Barcelona. Iker Morán.- Dopo una fertile saga di fotocamere reflex digitali -le *ist D nelle loro innumerevoli versioni- la cui accoglienza nel mercato non è stata molto moltitudinaria, la K100D comportò per la Pentax un rifiuto.. Il cambio di nomenclatura e lo stabilizzatore nel corpo furono un’anticipazione di quello che l’appena arrivata K10D dava.
Trasformata in autentico punto di inflessione per la compagnia, la K10D riavvicina la Pentax ai fotografi professionisti -o ai più esigenti, almeno- e la marca ai grandi titoli. La sua lunga lista di prestazioni, con il processore da 22 bit, il rinnovato stabilizzatore, il sistema di pulizia e il promesso prezzo, hanno innalzato la nuova reflex agli altari di Photokina 2006.
Bisogna soltanto avvicinarsi allo stand della Pentax nella fiera di Colonia per rendersi conto dell’agitazione sollevata intorno a questa nuova reflex. Oltre ai modelli che resteranno esposti in questi giorni -e che martedì poté vedere la stampa accreditata-, QSBD.COM ebbe già l’occasione di avere un rapido contatto con un precoce modello di preproduzione della Pentax K10D prima di venire a Colonia.
Anche se breve, l’esperienza fu sufficiente per registrare le prime impressioni che adesso possono essere confermate dalla stessa fiera. Sfortunatamente, i portavoce della Pentax a Photokina ci informano che nessuno dei modelli esposti ha installato il firmware definitivo. Non è possibile, per tanto, ottenere immagini di prova. Piccola ma robusta Sorprende a prima vista che le dimensioni della fotocamera non siano aumentate notevolmente rispetto alle sue compagne di catalogo. Forse spinti dalle promesse di prestazioni avanzate e costruzione concepita per il fotografo professionale, speravamo di trovare un corpo un po’ più grande. Qualcosa che, indubbiamente, l’impugnatura verticale opzionale contribuirà a dare.
Invece, la differenza di peso tra la K10D e alcune delle precedenti reflex della Pentax lascia ben chiaro che qualcosa è successo nel suo interno. Di dimensioni non molto diverse, la grandezza di uno o dell’altro corpo poco o nulla ha a che vedere, e qualcosa di simile succede con il potente suono dell’otturazione.
Le specifiche tecniche ufficiali parlano di un modello resistente all’acqua e alla polvere, con le sue giunture contraddistinte come compete alle fotocamere con aspirazioni professionali.
Il coperchio della batteria -che sostituisce qui le pile impiegate prima- e il compartimento per la scheda SD Card confermano questo ermetismo, con un sistema di apertura mediante una piccola leva. Un meccanismo che, sebbene sembra assicurare la tenuta stagna, risulta abbastanza impraticabile e pericoloso per le unghie dell’utente. Flusso di novità Se l’ergonomia della fotocamera si caratterizza per un’abbondanza di comandi che mette in discussione il minimalismo a cui sembrano puntare le altre SLR, anche l’elenco delle nuove prestazioni sfoggia un generoso numero di punti. Nell’epicentro di queste funzioni si colloca un sensore CCD da 10,2 milioni di pixel che, come confermano fonti affidabili, arriva firmato dalla Sony. Un dato che potrebbe confermare quanto già si commentava da tempo: la Nikon D200 -e adesso la D80-, la Sony A100 e questa K10D condividono un sensore, non identico, certamente molto simile.
Invece, è l’elaboratore di immagine quello che finisce col tracciare le differenze tra uno e l’altro modello. In questo senso, la Pentax ha lanciato una puntata considerevole dotando la sua K10D del primo convertitore analogico-digitale (ADC) da 22 bit di profondità di colore. Senza entrare nelle difficoltà tecniche, in teoria questo comporta che il convertitore della K10D disporrà di 22 cifre (0 o 1) per canale RGB per definire ognuno dei canali che formano l’immagine, contro i 12 che finora utilizzavano le reflex digitali nella cattura RAW.
Sarà interessante vedere in un’analisi più dettagliata -e con delle foto- come gestisce la fotocamera questa quantità di informazioni e la loro incidenza pratica sulla qualità e sul rango delle immagini catturate. Continuando con i file RAW, la Pentax K10D offre due interessanti contributi in questo campo. In primo luogo, permette di selezionare il formato di file per la registrazione di queste immagini: il PEF -formato proprio della Pentax- o DNG, sostenuto come standard RAW da Adobe.
In uno qualsiasi dei due casi, nel laterale dell’ottica l’utente troverà un pulsante -identificato come RAW- che attiva direttamente la registrazione su questo formato. Indubbiamente, una pratica idea per cambiare di formato senza sollevare l’occhio dal mirino, che si può configurare in due modi: o per un solo scatto o per attivare la registrazione in RAW in forma continua. Stabilizzazione oscillante Nonostante sia una novità propriamente detta, la stabilizzazione del corpo della K10D è uno dei suoi dati più importanti. Con identica denominazione (SR) della K100D, in questo caso si aggiunge all’oscillazione orizzontale e verticale del CCD la mobilità -per la prima volta- in avanti e indietro.
Un dato che, presumiblemente, servirà per migliorare la correzione del movimento a basse velocità. In qualsiasi caso, un comando nella parte superiore si occupa di attivare o disattivare questo sistema.
Vincolato a questo sistema di oscillazione, la K10D si incarica di inaugurare la pulizia del sensore nelle reflex della Pentax. Dal menu della fotocamera si può accedere a diverse opzioni relative al meccanismo di pulizia, il cui funzionamento si percepisce chiaramente come una vibrazione accompagnata dal suo corrispondente suono.
L’utente può scegliere l’attivazione istantanea del meccanismo oppure il suo funzionamento automatico ogni volta che si attiva la fotocamera. Non manca neppure l’opzione più classica, nel caso resista qualche pelucchio di polvere: l’accesso diretto al sensore. In qualsiasi caso, i responsabili della marca ci ricordano che una superficie adesiva si occupa di raccogliere la sporcizia allontanata per evitare che questa ritorni a bloccare il sensore.
Anche nella zona della montatura la K10D nasconde altre due sue novità: due connettori che, oltre a trasformare la montatura nella nuova KAF2, permetteranno di utilizzare le funzioni di messa a fuoco ultrasonica che i tre obiettivi della Pentax in via di sviluppo incorporeranno il prossimo anno. Intanto, le tre ottiche già si possono ammirare sotto un paravento nello stand della firma a Photokina. Priorità alla sensibilità Con un rango di sensibilità che oscilla tra 100 e 1600 ISO, la K10D presenta due interessanti contributi in questo terreno. Da un lato, oltre ai classici modi di priorità al diaframma e alla velocità -che si possono selezionare mediante la ghiera della zona superiore-, dispone di un nuovo modo di priorità alla sensibilità. Come il suo stesso nome indica, l’utente determina il valore ISO e la fotocamera adotta l’esposizione più adatta.
Quando si simpatizza per la sensibilità automatica, la K10D permette anche di selezionare il rango di valori tra i quali si può muovere tale sensibilità. Per quello, è necessario realizzare una combinazione di comandi che, sebbene non è complessa, come altre funzioni della fotocamera certamente richiede un certo periodo di apprendistato. Rispetto ai controlli, la nuova SLR dispone fortunatamente di accessi diretti per modificare la sensibilità e il bilanciamento del bianco. Invece, per cambiare la risoluzione dei file (10, 6 o 2 megapixel) è necessario farlo dal menu principale della fotocamera.
Ugualmente rilevante è il pulsante verde nella parte superiore del corpo. La sua funzione -ci spiegano dalla Pentax- è cambiare rapidamente il modo di lavoro o avere un accesso rapido ai valori suggeriti dall’esposimetro, anche se si sta scattando in modo manuale. Brillando en Photokina Questa mescolanza di prestazioni e novità, come dicevamo, trasformano la Pentax K10 in uno dei modelli più interessanti per la fine di questo anno, che ha appena segnato il suo punto di uscita con l’inaugurazione di Photokina 2006. È ancora pronto per apprezzare se il lavoro con la fotocamera risponde esattamente a tutte le aspettative destate dal suo impressionante quadro di specifiche tecniche. Quello che certamente è chiaro con la K10D tra le mani è che la Pentax ha preso molto sul serio la sua nuova scommessa reflex.
Il suo successo a Photokina si può dare quasi per assicurato. Bisognerà vedere entro alcune settimane, se l’entusiasmo mediatico ottiene una risposta simile nelle vetrine, e sembra che non ci sia motivo di temere il contrario. |
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