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IL NUOVO CAVALLO DI BATTAGLIA DELLA NIKONlunedì 25 settembre 2006 più informazioni notizie correlate ultime notizie Nikon D80: primo contatto e fotoCircondata da un buon numero di novità estive, la Nikon D80 forse è passata più inosservata del previsto. Erede della D70s e della versione ridotta della D200, la nuova SLR traccia -o rinnova- un interessante ponte tra fotografi principianti e professionali. Questa settimana mostrerà i suoi argomenti per trasformarsi in una delle protagoniste di Photokina.Iker Morán.-
Mentre le prime unità realizzano il loro sbarco definitivo nelle vetrine, QSBD. COM non ha potuto aspettare che partisse Photokina 2006 per conoscere con più tranquillità i dettagli della Nikon D80. Presentata agli inizi di agosto, arriva adesso il momento di realizzare un primo avvicinamento ai risultati che è capace di offrire la più giovane del catalogo SLR della Nikon.
Anche se per la sua denominazione potrebbe sembrare che ci troviamo davanti alla semplice e logica evoluzione della gamma SLR intermedia della marca, la D80 suppone in realtà un interessante passo in avanti rispetto ai modelli precedenti, sia nell’aspetto tecnico sia nel design. Tutto ciò, cioè, senza vistosità né novità rivoluzionarie. Dettagli importanti La D80 non produce grandi titoli a prima vista, ma basta collocarla accanto ad una Nikon Nikon D70s per rendersi conto che l’ergonomia e il corpo hanno subito una leggera -anche se importante- metamorfosi. Quanto sufficiente affinché la D80 ricordi più la D200 della sua stessa predecessora.
Tra le mani, si presenta un po’ più piccola della D70s. Un dettaglio, sebbene può sembrare minimo, gli utenti dei modelli precedenti noteranno all’altezza dell’impugnatura. Chiaro che esiste sempre la possibilità di aggiungere il supporto verticale, che la Nikon ha deciso -finalmente- di offrire in forma opzionale con questo modello.
I tratti generali si sono ammorbiditi un po’, e gli spigoli più appuntiti cedono spazio a delle linee più curve. Nell’impugnatura, per esempio, questo piccolo cambiamento facilita il maneggio della ghiera frontale.
Oltre alle evidenti riforme realizzate nel suo interno, sono i piccoli dettagli quelli che segnano la differenza. Un altro aspetto molto interessante è il pulsante di funzione personalizzabile collocato nel frontale della fotocamera, accanto alla montatura dell’ottica. È sufficiente premerlo per accedere allo strumento che l’utente avrà configurato precedentemente. Display rinnovato Se l’incorporazione di queste leggere modifiche acquista una certa rilevanza nel confrontarla con design precedenti, qualcosa di simile succede con il nuovo display -da 2,5 pollici e 230.000 pixel- che la D80 accoglie nella sua parte posteriore.
Per lasciare più spazio in questa stessa zona e segnare chiaramente le differenze tra un modello di gamma non professionale e la D200 -nonostante entrambe attrezzino sensori quasi identici-, la nuova SLR elimina il grande compartimento per schede CompactFlash che si era impiegato finora. Al suo posto, un piccolo sportello laterale di accesso a un compartimento compatibile con schede del modello SD Card.
Tornando al display, oltre ad insistere ancora una volta sulla felice idea che suppone di accompagnare la fotocamera con una protezione di plastica, a prima vista resta chiaro che il salto è considerevole. Anche oltre a quanto meramente estetico, la navigazione dai menu e -soprattutto- la revisione delle immagini sono migliorate in modo considerevole.
In questo senso, tra le novità che abbiamo potuto constatare è possibile distinguere l’istogramma per i canali RGB o il sistema per ingrandire una zona dell’immagine che si sta visualizzando, molto più pratico di quanto visto nella D70s. Soltanto il dial posteriore, con quattro posizioni a croce, risulta un po’ piccolo se si vuole maneggiare in fretta. In alcuni menu, invece, è possibile utilizzare al suo posto le ghiere di controllo.
Completano i complimenti al sistema di visualizzazione il mirino reflex, che è notevolmente più grande di quello impiegato nei modelli precedenti. Cercando i 10 megapixel Come non poteva essere diversamente, la D80 si occupa di praticare in nome della Nikon quel salto che molte reflex di gamma non professionale hanno fatto ai 10 megapixel negli ultimi mesi.
Un movimento che comporta la paradossale circostanza che la D80 incorpori lo stesso CCD -o forse uno leggermente migliorato- di quello di sua sorella maggiore, la D200. Questa, invece, si occupa di marcare le distanze nella costruzione del corpo o nella velocità di scatto, per esempio. In questo campo, la D80 si accontenta di un ritmo di 3 fotogrammi al secondo e sfoggia una raffica considerevole di 23 immagini in JPEG e di 6 in formato NEF, il RAW della Nikon. Il suono dell’otturazione è abbastanza simile a quello della D70, anche se forse risulta un po’ più contundente e pulito.
Tornando al sensore, identico o no a quello della D200 (riguardo a questo dato, la Sony A100 o la Pentax K10D conserverebbero anche una certa somiglianza), mantiene il formato DX, a cui la Nikon si è sempre mantenuta fedele. Inoltre, realizza una doppia manovra che non solo osa con la risoluzione, ma anche si aumenta la sensibilità a due valori forzati che raggiungono i 3200 ISO. In vista dei primi risultati, e confrontandoli con le foto simili ottenute con una D70s, resta chiaro che il nuovo sensore offre un rendimento logicamente superiore a quello dei 6 megapixel impiegato finora, sia nella risoluzione sia nei livelli di rumore mostrati.
Anche se sarà necessaria un’analisi più dettagliata, a prima vista abbiamo trovato un’esposizione impostata meglio e un rendimento ottimizzato del bilanciamento del bianco automatico, almeno con luce naturale. Anche il dettaglio dell’immagine e pure la nitidezza sembrano essere uscite chiaramente beneficiate con il cambiamento. Rispetto al rumore, la D80 si difende senza nessun problema fino a 800 ISO, mostrandosi superiore alla sua predecessora a partire da 400 ISO. Il rumore, invece, si fa più evidente a 1600 ISO, soprattutto quando la luce scarseggia.
Invece, se le condizioni luminose non sono molto cattive, le immagini ottenute con questo valore sono perfettamente utilizzabili, anche senza ricorrere al sistema di riduzione del rumore con i tre livelli che offre la fotocamera. Indubbiamente, sarà interessante verificare come si comporta la D80 in relazione ai suoi più diretti concorrenti. 18-135 mm Nella sua presentazione, la D80 fu accompagnata da un nuovo e polivalente 18-135 mm f3.5-5.6 DX. Precisamente è stata questa ottica quella scelta per realizzare il nostro primo avvicinamento alla fotocamera e ottenere le prime foto.
Se era possibile stabilire una relazione tra la D80 e sua sorella maggiore, la D200, forse si può anche fare un confronto simile tra questo 18-135 mm e il pure nikonista 18-200 mm VR. Nonostante il rango di focali rendono il nuovo obiettivo un interessante pezzo per accompagnare la D80, dotarlo di stabilizzazione VR sarebbe servito per compensare una luminosità un po’ adatta (e anche per aumentare il suo prezzo, è certo).
Sebbene sia pronto per valutare il suo rendimento ottico, richiama l’attenzione il suo aspetto robusto -non è un pezzo di gamma professionale, ricordiamo- e la buona ergonomia degli anelli di messa a fuoco e dello zoom. A metà strada Come suggerivamo all’inizio, la D80 sfida il sempre più disputato segmento di quei modelli con un prezzo seduttore per il principiante esperto, traccia un cammino verso le prestazioni e il rendimento delle macchine di gamma professionale. Invece, la D80 incorpora anche novità concepite per i fotografi principianti abituati ai modelli compatti. Così, oltre alle classiche scene presenti nella grande maggior parte di reflex di questo segmento, la nuova SLR della Nikon include alcuni semplici strumenti di editing.
Questo è il caso dei filtri -oltre al tipico bianco e nero, si includono anche un effetto "skyligtht" e un altro caldo- o dell’interessante opzione che permette di modificare il bilanciamento del colore, concedendo alla fotografia la dominante desiderata. In questo stesso menu è anche possibile realizzare un miglioramento automatico dei livelli dell’immagine (D-Lighting) o effettuare tagli di zone concrete. Opzioni per tutti i tipi di pubblico che, equilibratamente combinate con le funzioni che siamo andati analizzando, fanno della D80 non solo una buona erede, ma un prevedibile successo -con il permesso del resto di candidati- di questa Photokina 2006 che è sul punto di iniziare. |
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