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LA PIÙ PICCOLA SLR

venerdì 15 settembre 2006

Olympus E-400: prime impressioni

Se fino ad ora eravamo abituati a conoscere fotocamere compatte che giocavano ad essere reflex, la Olympus sembra essere disposta a cambiare la equazione: una SLR capace di competere in grandezza con le compatte, però senza rinunciare ai benefici delle prime. Con questo messaggio giunge l'ultima incorporazione allo standard Quattro Terzi, la E-400, che irrompe in quanto a peso e dimensioni, ma conservatrice nelle sue prestazioni.

Iker Morán.- Dai primi passi del sistema Quattro Terzi, i suoi difensori –con la Olympus in testa- proclamarono che uno dei vantaggi dell’impiegare il sensore della metà della grandezza del film di tipo universale era la possibilità di ridurre le dimensioni e il peso del corpo e delle ottiche digitali.

 © Iker Morán, QSBD.COM

La E-400, che la Olympus ha presentato in questi giorni, suppone la dimostrazione più radicale di questa teoria. Così lo ha potuto comprovare la QSBD.COM durante la presentazione ai media che la compagnia organizzò ad Amburgo a metà agosto.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

 © Iker Morán, QSBD.COM

Quasi un mese prima che si potesse parlare ufficialmente della nuova SLR della Olympus, i mezzi specializzati ebbero l’oppotunità di avere un brevissimo contatto –troppi giornalisti e poche fotocamere- con la E-400.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Anche se insufficiente per realizzare una completa valutazione, i pochi minuti durante i quali abbiamo avuto la fotocamera tra le mani ci hanno dato la possibilità di farci un’idea di quello che la Olympus propone per quest’autunno e quello che di potrà vedere durante la prossima fiera di Photokina.

Realmente piccola

Considerato il fatto che le immagini utilizzate dalla compagnia per presentare la leggerezza della fotocamera –una vascula e una piuma danno un’idea del messaggio che si vuole trasmettere- solo al prendere la E-400 tra le mani ci si può fare un’idea della sua reale grandezza.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Di fatto, molto più interessante che questo gesto è vedere la nuova SLR situata insieme alla sua predecessora. In effetti la E-400 brilla di un corpo notevolmente più piccolo e leggero che quello della E-500, più stretto e meno alto, anche se di una longitudine simile.

Olympus E-400 y E-500
 © Iker Morán, QSBD.COM

 © Iker Morán, QSBD.COM

Questo redesign della fotocamera non solo ha cambiato le dimensioni, ma anche ha avuto il suo impatto con dettagli come la situazione del pentaspecchio (collocato nel centro, ed è stato leggermente spostato come nella E-1 e nella E-500) o alla distribuzione dei comandi.

Logicamente, neanche la impugnatura è rimasta al margine delle modifiche. Di fatto, gran parte della riduzione nella larghezza della fotocamera si deve al taglio sofferto in questo aspetto e all’integrazione dello scatto nel punto centrale del corpo.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Considerato che il primo contatto con la fotocamera risulta estraneodate le sue dimensioni lillipuzziane e la sua leggerezza, l’impugnatura continua ad essere ferma ed ergonomica, o al meno sufficiente per quello che ci si aspetta da un modello con tali caratteristiche.

Ê chiaro che come sempre, ci sarà chi rifiuterà totalmente questa scommessa per la miniaturizzazione, e altri che si mostreranno incantati dal poter portare sempre con se una reflex digitale.

Prestazioni condensate

Nè la riduzione della grandezza nè la nomenclatura implicano che la E-400 sia un passo indietro rispetto alla E-500. Di fatto, la nuova reflex sembra seguire il cammino marcato dalla sua antecedente in quanto a design e specificazioni, in contrapposizione alle opzioni di maggior rottura rappresentate dalla E-330 e dalla sua tecnologia di previsualizzazione nel display.

Si tratterebbe, per tanto, di una versione leggermente migliorata di quel modello, soprattutto in quanto a risoluzione, che pone l’accento nel fatto di essere la più piccola e leggera della sua classe.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Dalla Olympus Spagna ci assicurano che, effettivamente, l’arrivo della E-400 supporrà la ritirata della E-500, datoche entrambi i modelli conviveranno solo durante alcune settimane. Dopo, il catalogo reflex della E-System tornerà ad essere cosa di tre: E-330, E-400 e la veterana E-1.

Il fatto è che l’arrivo della E-400 si potrà contemplare da una doppia prospettiva: per guadagnare mercato alla sua base, o per offrire una proposta a coloro che hanno una debolezza per le fotocamere minuscole o vogliono dare il salto di una compatta a una SLR digitale senza caricarsi di tanto peso.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

La prima delle opzioni risulterebbe molto speranzosa per ampliare ancora di più il raggio di azione delle SLR digitali. In ogni caso, e considerando il tipo di prezzi che sono stati suggeriti dalla Olympus –qualcosa in più di mille euro costerebbe il corpo insieme ai due nuovi obiettivi-, non sembra che la E-400 vada in questa direzione. Ancor di più se teniamo presenti i bassi costi intorno ai quali girano le E-500.

 © Iker Morán, QSBD.COM

Scartata la prima opzione, ci resta da pensare che la prima idea con la quale giunge la E-400 è quella di affondare in ciò che già la sua predecessora insinuava: fotografia reflex facile, accessibile e –più che mai- da portare ovunque.

Non è da scartare neanche che il pubblico femminile –un settore per il quale si che ci sono compatte appropriatamente concepite- fosse tra gli obiettivi prioritari di questo lancio, tenendo in conto la credenza generalizzata che loro preferiscono le fotocamere reflex più piccole.

Una Quattro Terzi di 10 megapixel

Oltre le congetture sul prezzo e la posizione nel mercato di questa SLR, e ritornando a considerare le sue prestazioni, la CCD arriva ai 10 megapixel di risoluzione come principale punto di attrazione. Lo standard Quattro Terzi, per tanto, rende ufficiale con la E-400 il suo salto dagli 8 ai 10 megapixel.

Tenendo in conto che le dimensioni del sensore devono rispondere alle misure stabilite (17,3 x 13 millimetri), sarà interessante verificare se questo aumento della risoluzione (e conseguentemente della densità dei fotodiodi in decimetri della superfice sensibile di ognuno di loro) influisce sul livello del rumore delle immagini.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Senza dubbio una prova del fuoco per il processatore di immagine della E-400 e un interessante anticipo di quello che più avanti potrebbe vedersi in questa promessa reflex della gamma professionale della Olympus, la cui risoluzione fa pensare che supererà i 10 megapixel.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Niente da dire neanche sul sistema di pulizia basato sul filtro SSWF che continua ad essere presente nel nuovo modello, con una versione adattata alla nuova grandezza e di rendimento migliorato, assicura la Olympus.

Un argomento molto interessante del quale, ciò nonostante, sembra che la compagnia inizi a perdere l’esclusiva: la Sony, la Pentax, la Panasonic e incluso la Canon già si sono aggregate al carro della pulizia.

Distribuzioni senza sorprese

Come dicevamo, la distribuzione dei comandi e la ergonomia generale della fotocamera mantiene le linee generali che già abbiamo visto nella E-500, anche se leggermente adattate alle nuove circostanze. Per esempio, lo spazio recuperato al lato destro del visore serve per includere serie di pulsanti per utilizzare il flashe controllare la modalità di scatto continuo.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

L’altro estremo continua presidiato dalla ruota principale delle modalità – che integra ora l’interruttore della fotocamera-, alla quale si accompagnano lo scatto, il bottone di compensazione della esposizione e un unico diale alla portata del pollice.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Dati i problemi che nella E-500 provocò il pulsante specifico per il bilanciamento del bianco manuale –problematicamente situato e molto propenso alla pulsazione involonataria-, sembra una buona notizia che nella E-400 non ci sia questa opzione. Sembra che sia stato sacrificato anche il comendo per la selezione del punto di fuoco.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Un separatore nel quale, per certo, il nuovo corpo accompagnato dal minuto Zuiko 14-42 mm sembrò svilupparsi con accettabile scioltezza (le condizioni di illuminazione del recinto di Amburgo nel quale la Olympus ufficiò la presentazione non erano molto fluttuanti). Si dovrà aspettare, in ogni caso, per poter comprovare questo estremo.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

A mancanza di accessi diretti nella parte posteriore come avveniva con la E-500 o la E-330, in questo caso in questo caso si sono concentrati tutti in un unico pulsante identificato come “Fn” che permette di arrivare – in due tempi- ai controlli di bilancio dei bianchi, sensibilità e messa a fuoco.

Photokina in miniatura

Per molto che gli sguardi durante questa imminente edizione di Photokina siano stati rivolti verso il mercato, sembra chiaro che la zona più animata si situa qualche piano più in giù; concreamente, al piano dedicato alle SLR per affezionati dei 10 milioni di pixel.

La Olympus ha già dimostrato la sua scommessa in questo campo, e come al solito, segue cercando di tracciare il suo cammino per scalare postazioni verso il podio del mercato reflex digitale. Questa volta lo ha fatto a colpi di miniaturizzazione.

Olympus E-400
 © Iker Morán, QSBD.COM

Si dovrà vedere la reazione che provoca tra gli usuari questa E-400, che non è stata creata per muovere tante passioni come fece ai suoi tempi la E-330. Più tranquilla e conservatrice, tal volta può essere utile per avvicinare il mondo della fotografia SLR digitale a molti che ancora gli resistono.


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