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ARRIVA L'EREDE DELLA EOS 350Dgiovedì 21 settembre 2006 più informazioni ultime notizie Canon EOS 400D: prime impressioni e fotoPoca agitazione ha provocato la Canon EOS 400D. Poco, per quanto offre. Forse è la calma dell'estate o la saturazione di nuovi prodotti. O forse l'agitata attesa precedente a Photokina. Sia come sia, la nuova SLR è passata un po' in punta di piedi nella rete, e anche il suo nuovo sistema di pulizia non ha ancora preso piede nell'opinione pubblica. Tutto questo, necessariamente, cambierà.Madrid. Eduardo Parra.-
Anche se non fu facile, QSBD.COM poté provare recentemente quella che è la nuova reflex di gamma bassa della Canon e la sua prima fotocamera con sistema di autopulizia del sensore, la EOS 400D. Presentata più di quattro settimane fa, la sostituta della EOS 350D si affacciò timidamente a Madrid in occasione di un atto di presentazione delle ultime novità delle Canon.
Il testo che segue contiene le prime impressione che suscitò questo fugace incontro con la EOS 400D. Attrezzata con il pure nuovo obiettivo 70-200 mm f4 IS, questo mezzo di informazione ebbe l’occasione di realizzare, inoltre, varie foto, sia in interni sia con un’illuminazione non favorevole.
Siamo pazienti, perciò. Non era quello il migliore posto né quelle le migliori condizioni per esprimere, a partire da queste immagini, un giudizio definitivo sulla qualità di immagine che offre la fotocamera. Piccola, ma robusta Casualità o no, con il 70-200 mm f4 IS collegato alla EOS 400D uno ha la sensazione che è stato concepito esclusivamente per questo modello. Il gruppo non pesa, non si sbilancia ed è comodo da maneggiare.
Sprovvisto dell’ottica, il corpo è esageratamente leggero e compatto, ma a differenza di altri modelli non esiste quella sensazione di fragilità né che la baionetta salterà. Restiamo con la voglia di sapere come risponderebbe la EOS 400D con un obiettivo di grande calibro, anche se non sia questa -evidentemente- l’ottica che con più assiduità lo accompagnerà.
La EOS 400D c’entra quasi in una mano. Essendo come è più piccola della già di per sé piccolissima EOS 350D, non sorprende la vicinanza di tutti i comandi, anche per coloro che hanno le mani piccole.
Sorprende negativamente l’assenza di una seconda ghiera di controllo nella parte posteriore. In effetti, nello stile di altre reflex di gamma bassa, la EOS 400D offre soltanto una ghiera frontale -piuttosto superiore- per controllare alcuni parametri, come il diaframma o la velocità di otturazione.
Forse per compensare questo punto, la nuova Canon dispone di vari pulsanti di accesso diretto per modificare i valori. Pulsanti che rendono molto più semplice il cambio di parametri di esposizione, come la sensibilità o il bilanciamento del bianco, essendo soltanto necessario poco più di un clic per rendere efficace il cambio.
Tutte queste variazioni appaiono riflesse nel grande display da 2,5 pollici. Imparando da altre marche, la EOS 400D perde l’LCD di dati ospitato nella parte posteriore della EOS 350D, e offre adesso nel suo display principale tutta l’informazione rilevante della ripresa. Informazione che, invece, appare anche nel mirino reflex.
La qualità del display è certamente notevole. Molto notevole. 230.000 punti in 2,5 pollici compiono il proprio dovere, offrendo alcuni più che soddisfacenti colori, qualità, dettaglio e nitidezza. Tutto un riferimento per futuri modelli reflex. Con fondamento Oltre ad un corpo funzionale, compatto e apparentemente resistente, la EOS 400D incorpora un sensore CMOS da 10 megapixel di risoluzione, un processore di immagine DiGIC II, il già citato sistema automatico di pulizia -che non abbiamo potuto provare a fondo- e un motore di messa a fuoco che compie più del dovuto.
Tale motore, che per disgrazia non abbiamo potuto confrontare sul terreno con quelli di altri modelli, si intende a meraviglia con il 70-200 mm f4 IS. La messa a fuoco, sia in modo semplice sia in AI-servo, è rapidissima e molto precisa, anche in scene interne con illuminazione insufficiente.
I 9 punti di messa a fuoco che possiede migliorano sostanzialmente quanto visto nella EOS 350D, dando al fotografo maggiori facilità al momento di inquadrare. Speriamo di provare prossimamente a fondo un parametro che, in principio, promette. Immagine promettente In modo lamentevole, possiamo rimetterci soltanto alle poche foto catturate per valutare la qualità di immagine che offre la EOS 400D. Anche così, osservando le prove realizzate in situ dal fotografo della Canon con l’aiuto di un flash di studio, non dobbiamo fare altro che levarci il cappello. Anche quelli che dicevano che i sensori CMOS non davano sufficiente nitidezza stanno iniziando a riproporlo.
Il rendimento della fotocamera con le sensibilità più elevate, superbo. La maggior parte delle prove le realizziamo a 800 e 1600 ISO, e tutto sembra indicare che il rumore è sotto controllo. Ci rileviamo il cappello. Non abbiamo avuto l’occasione di provare a fondo i bilanciamenti del bianco -l’automatico deluse un po’ con la luce artificiale-, e abbiamo annotato questa prova all’elenco di pendenti per quando potremo beneficare di una EOS 400D con più tempo. L’ultimo gradino della nostra prova, il flash incorporato, si comportò abbastanza bene e mostrò una buona velocità di riciclaggio, anche se tentò di sovresporre alcune delle immagini.
Probabilmente QSBD.COM potrà provare con più attenzione le prestazioni di questa nuova reflex a Colonia, dove proprio fra qualche giorno avrà inizio una nuova edizione della fiera Photokina. Fino allora, la pazienza sarà la nostra migliore alleata. |
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