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martedì 29 agosto 2006

Canon presenta la EOS 400D, la sua nuova SLR digitale di bassa gamma

La EOS 400D è stata finalmente presentata. Dopo una giornata in cui le infiltrazioni si alternavano con il segretismo della Canon, l'annuncio ufficiale di questi giorni non ha fatto altro che confermare i dati già noti sulla sostituta della EOS 350D: 10 megapixel, CMOS di grandezza APS-C e un sistema ultrasuoni per la pulizia del sensore.

Redazione.- La Canon ha compiuto il calendario previsto e ha svelato ufficialmente la sua nuova EOS 400D. Considerato che nelle ultime settimane non sono state poche le voci che parlavano di una nuova macchina SLR digitale di gamma professionale, la novità si inscrive finalmente alla offerta reflex più accessibile della marca giapponese.

Curiosamente, non è avvenuto lo stesso per quanto riguarda le novità ottiche. Così, la EOS 400D è giunta accompagnata nella sua presentazione da due nuovi obiettivi della famiglia professionale identificata con la lettera L: la 50 mm f1.2 USM e una rimodellata versione dello zoom 70-200 f4 IS USM.

Canon EOS 400D


Tra la lista delle novità che incorpora la EOS 400D, il nuovo sensore CMOS ingloba due degli aspetti più importanti della nuova SLR digitale: la sua risoluzione e il sistema di pulizia, incorporato per la prima volta in una fotocamera Canon.

Fedele alle dimensioni impiegate dai modelli precedenti (22,2 x 14,8 millimetri) e con un fattore di moltiplicazione di 1,6x nella sua baionetta EF-S, il sensore ha subito un ampliamento della sua risoluzione in 2 milioni di punti. Così, la EOS 400D si aggiunge al mercato con 10,1 megapixel.

Pulizia triplicata

Però più importante di questo dato è, possibilmente, la tecnologia di pulizia del sensore che la Canon presenta con questa EOS 400D.

Denominato Self Cleaning Sensor Unit (che si potrebbe tradurre come Unità di Autopulizia del Sensore), il meccanismo sembra essere chiaramente ispirato alla SSWF della Olympus, posto che ricorre a vibrazioni ultrasonore per liberarsi dalla sporcizia che si è attaccato al sensore.

Nonostante ciò, in questo caso è lo stesso filtro “low-pass” –posizionato normalmente nella parte frontale dei sensori- l'incaricato di fare da barriera e aggiungere le vibrazioni che si occupano della pulizia.

Canon EOS 400D

Il processo che, secondo la Canon, richiede un secondo di tempo, si attiva al momento in cui si accende la fotocamera, però l'utente può bloccare il processo premendo il pulsante di scatto.

Oltre a questa novità, la Canon cita anche altre due alternative. Se la pulizia meccanica del sensore non è sufficiente e ancora restano particelle visibili nell’immagine, la compagnia raccomanda di utilizzare un nuovo strumento incluso nel suo software Digital Photo Professional 2.2 per camuffare queste imperfezioni.

Infine, i sistemi tradizionali per la pulizia manuale del sensore anche sono –ricorda la Canon- una opzione da tenere in conto.

DiGIC II, di nuovo

Dotato dello stesso sistema di messa a fuoco automatica di 9 punti di cui era già dotata la sua sorella maggiore, la EOS 30D, il predecessore DiGIC II si mantiene nella lista di novità. Non ci sono cambi neanche se parliamo della sensibilità della fotocamera, posto che la EOS 400D si muove tra i 100 e i 1600 ISO, come già faceva la EOS 350D.

Ad ogni modo, si registrano cambi nella cattura a raffica: la recente arrivata è capace di mantenere la velocità di 3 fotogrammi al secondo, la stessa del modello anteriore, però la sua capacità aumenta a 27 immagini JPEG e 10 in RAW. Si duplicano, per tanto, le cifre della EOS 350D in questo campo.

Canon EOS 400D

Più evidente è il salto fatto con il display LCD, posto che la EOS 400D incorpora un monitor di 2,5 pollici di diagonale e 230.000 pixel di risoluzione, rispetto ai discreti 1,8 pollici con cui si conformava la sua predecessora.

La più giovane delle EOS fa sua una delle nività comuni a tutte le ultime SLR digitali della compagnia: il menu Picture Style, che permette di utilizzare le applicazioni di procedimento di immagini già configurate, o modificarle a seconda delle preferenze dell'utente.

Le schede CompactFlash, dall’altro lato, continuano ad essere il supporto stabilito per la registrazione delle immagini. Dell'alimentazione si occupa una batteria NB-2LH, o due di loro, se si ricorre alla impugnatura verticale BG-E3.


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