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mercoledì 21 giugno 2006 ultime notizie "Il nostro obiettivo è raggiungere o superare la sensibilità dell'occhio umano, di 6400 ISO"Facendo sfoggio della classica riservatezza orientale, Mitsuo Takahashi sembra sapere molto di più di quello che racconta. Così lo dimostrò in un'intervista concessa dopo una presentazione tecnica della FinePix F30 Zoom, a QSBD.COM, nella quale Armand Pérez, responsabile del prodotto della Fujifilm Spagna, si improvvisò traduttore e abile commentatore. Pochi dettagli e molti silenzi e sorrisi nel parlare del rinnovamento della FinePix S3 Pro. "Aspettiamo fino a Photokina", suggerisce Takahashi, che dimostrò ancora una volta che l'alta sensibilità è uno dei temi nei quali la Fujifilm si sente più comoda. Per Iker Morán.La FinePix F30 Zoom Zoom è la prima compatta che arriva ad una sensibilità di 3200 ISO, e ostenta di farlo con alcuni livelli di rumore molto controllati. Qual è il segreto?
Nel caso del modello precedente, la FinePix F10, si arrivava già ad una velocità di 1600 ISO. Allora, la differenza era che ogni fotodiodo era più grande di un CCD convenzionale, che implicava un passo in avanti. Nella F30 l'area dei fotodiodi è la stessa, ma grazie ad una nuova configurazione più stretta e alla posizione più vicina del sensore si riesce ad aumentare l'efficacia e il rendimento della luce incidente tra un 30 e un 50%. Il problema è che aumentando la sensibilità, anche il rumore dell'immagine si fa maggiore. Il processore Real Photo di seconda generazione realizza due filtrati dell'immagine: elimina le frequenze basse e lo passa a frequenze alte. Mediante questo sistema, analizza l'immagine per pulire il rumore.
La FinePix F10 Zoom aveva 1600 ISO, la F30 raggiunge i 3200 ISO. Si è arrivati ad un limite o è possibile che si continui a migliorare questo capitolo della sensibilità? Gli esperti dicono che l'occhio umano è capace di arrivare ad una sensibilità equivalente ai 6400 ISO. È questa una delle nostre mete: raggiungere la stessa sensibilità della vista, o anche molto di più. Quello che ancora non si sa è quando sarà possibile sviluppare questa tecnologia. La Kodak apuntaba non molto tempo fa su questa direzione, assicurando che il flash potesse cessare di essere necessario. Noi non inseguiamo questo stesso obiettivo. Infatti, con la F30 abbiamo introdotto il flash intelligente. Per noi la questione non è una fotocamera con flash o senza flash, ma ottenere fotografie naturali, così come le vede l'utente. E per quello, il flash è necessario in certe occasioni. Se tutti questi progressi si stanno sviluppando su un sensore piccolo di una fotocamera compatta, che cosa si potrebbe ottenere in quello di una reflex? Ci sono molte possibilità in questo terreno, ma quello più importante è non dimenticare che gli utenti sono professionisti. Per quello, più che basarsi su migliorare molto le prestazioni tecniche, i progressi bisogna considerarli per ottenere una grande qualità di immagine. La meta principale nel caso delle reflex è una qualità come quella che si è ottenuta con la FinePix S3 Pro. Ma sicuro che l'erede di quella macchina SLR incorporerà già alcuni miglioramenti in questo senso… È molto complicato rispondere, per il grande numero di opzioni che esistono. Rispetto alla S3, si tratterebbe di migliorare il rango dinamico. Logicamente si migliorerà la sensibilità, perché se la F30 ha 3200 ISO, la reflex ne avrà anche. Anche la risoluzione… ma ancora non si sa molto di più, perché si sta rimandando il tema della nuova reflex. Inoltre, con la S3 abbiamo migliorato delle cose tre o quattro mesi prima [del suo lancio], cosicché è possibile che quando uscirà, sapendo quando, avranno cambiato alcune cose.
Si parlava di Photokina come data di presentazione. Non posso dire nulla [ride]. ARMAND PÉREZ: Se si può vedere qualcosa di nuovo oppure no in Photokina sono decisioni che non conosciamo. Quello che più ci preoccupa sono le prestazioni, che è quello che ci tiene sempre più per aria. Per esempio, la sensibilità da 1600 ISO della FinePix S3 Pro fu una questione degli ultimi due mesi. Doveva uscire a settembre, e finì con l'uscire a fine dicembre. Fu in quei mesi di ritardo quando si ottenne la tecnologia capace di fare quel salto. Sappiamo che uscirà qualcosa, ma non sappiamo né la data né nulla. Per noi, prendendo in considerazione quanto è tutto silenzioso, se si presenta qualcosa a Photokina ci fanno un piccolo favore, perchè so che non sarà pronto nei prossimi mesi e i clienti staranno già domandando. Quindi, né parliamo della possibilità che quella futura fotocamera incorpori un sensore di formato completo... In questo momento, neppure posso anticipare nulla perché non ho nessuna informazione. Photokina è un grande evento, con molta risonanza, di modo che dovremo informare in tal caso sulla nuova tecnologia o sulle prestazioni più importanti. Quindi, per favore, aspettiamo fino allora. Poco tempo fa si parlò di alcuni sensori CMOS organici, con una struttura che ricordava la tecnologia Foveon X3 impiegata dalle fotocamere reflex della Sigma. Sì. Agli inizi dell'anno, in una riunione accademica, il dipartimento tecnico annunciò lo sviluppo di una tecnologia di sensori CMOS. Ma soltanto come un miglioramento tecnico, perché sta in una fase di sviluppo molto precoce. È qualcosa di molto nuovo, per cui per il momento non c'è nulla di fronte al prodotto. Dunque continueremo a vedere sensori SuperCCD nelle prossime fotocamere. ARMAND PÉREZ: Suppongo di sì. Per ora, il piano del prodotto che abbiamo per i prossimi mesi continua a essere tutto basato su captori di tipo SuperCCD. Ma il futuro va più verso la cattura reale in RGB… Quella è soltanto una delle tecnologie che sta sviluppando la Fujifilm. Adesso quello che abbiamo in produzione sono i sensori SuperCCD. L'altra tecnologia è solo nelle sue prime fasi di sviluppo; è un po' presto per parlarne. Non ci sono progetti proprio ora né in un termine di cinque anni. La Sony ha appena presentato la sua prima reflex e l'ha dotata di tecnologie di stabilizzazione e pulizia del sensore. Questi sono, oggigiorno, due temi irrisolti della Fujifilm. Proprio adesso non posso rispondere. Ho molte poche informazioni sullo sviluppo di futuri modelli, e quello che so è totalmente segreto. Se parliamo della FinePix S3, ci sono arrivati molti commenti che elogiano la qualità di immagine che offre ma denunciano il corpo della fotocamera. C'è uno squilibrio tra questi due aspetti, cosicché queste saranno questioni che bisognerà rivedere. Ma non posso dire di più.
La Sony, la Panasonic e la Samsung si aggregano al mercato reflex digitale. Ci sono utenti sufficienti per tutti o le marche veterane vedono con timore questa evoluzione del mercato? Il mercato fotografico digitale si sta stabilizzando al livello globale, e quello che continua a salire è il settore delle fotocamere reflex. Per quello i produttori di elettronica di consumo vi hanno visto un'opportunità. Credo che ci siano due leader molto chiari che sono la Nikon e la Canon, e che per gli altri avere successo non sarà facile. Per questioni di montatura, gli utenti di ottiche la Nikon si dividono tra i corpi della Fujifilm e quelli della stessa Nikon. Si manterrà questa strategia? Pure a questo è difficile rispondere. Il design e le questioni della futura fotocamera sono temi segreti. Ma, per esempio, la Panasonic entra nel mercato reflex con obiettivi della Leica e la Samsung lo fa con obiettivi della Pentax, e lo stesso succede con la Sony e la Konica Minolta. Adesso la Fujifilm usa un corpo e le ottiche della Nikon. Sul futuro non posso parlare, ma sembra che questa è la stessa tendenza che si sta vedendo in molte altre compagnie. E la pellicola… fino a quando sopravvivrà? La pellicola non morirà mai. Noi non possiamo fermare la produzione di supporto chimico. ARMAND PÉREZ: Se la produzione cambia, il prezzo dovrà anche salire un po'. La Fujifilm è andata adattandosi abbastanza bene; è stata l'impresa che ha avuto meno licenziamenti… La fortuna è che abbiamo altri rami dell'attività commerciale capaci di reggerlo. Quindi il compromesso con la pellicola è totale. Traduzione dallo spagnolo di Gaia Montesanti
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