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giovedì 1 giugno 2006

La Nikon concepisce una D2Xs che apporta una ventina di piccoli miglioramenti alla D2X

Identico sensore, lo stesso processore e un aspetto quasi uguale. Anche se a prima vista sono poche le differenze tra la rinnovata D2Xs che la Nikon ha presentato oggi e la pioniera D2X, esaminando le sue specifiche tecniche si possono identificare quasi una ventina di piccole novità. Il display, il mirino, la misurazione e le impostazioni più diverse e precise sono i punti cardinali della revisione di questa reflex di formato DX.

Redazione.- Seguendo un copione simile a quello della D2H e della sua erede, la D2Hs, la Nikon ha aggiornato oggi la sua nave ammiraglia, la D2X. Se in quel caso la maggiore velocità di scatto fu la principale novità, i miglioramenti della nuova D2Xssi concentrano su un generoso elenco di prestazioni più concrete e focalizzate chiaramente sul fotografo professionista.

L’appena nata D2Xs, cioè, prende in prestito il sensore CMOS da 12,4 milioni di pixel che impiegava la sua predecessora e, certamente, il formato DX e il fattore di moltiplicazione da 1,5x imposto dai 23,7 x 15,7 millimetri del suo sensore.

Nikon D2Xs

Lo stesso succede con la velocità di scatto, che si mantiene sui 5 fotogrammi al secondo e si può aumentare fino a 8 scatti, se si seleziona il modo di ritaglio, in cui soltanto si impiega la parte centrale del sensore e il fattore di moltiplicazione si eleva fino a 2x.

In qualsiasi caso, su questa modalità di scatto ad alta velocità vanno focalizzate alcune delle novità, come la possibilità di usare il modo di misurazione 3D Color Matrix Metering II con questa funzione o la maschera elettronica che identifica la zona di copertura nel mirino quando si è selezionato tale ritaglio.

Oltre al mirino, il display TFT è stato anche uno di quelli beneficiati nell’ultima SLR presentata dalla Nikon. Anche se si mantengono i 2,5 pollici e una risoluzione intorno ai 230.000 pixel, la compagnia assicura che in questo caso l’angolo di visione è maggiore, con una capacità di 170 gradi.

Più autonomia

Nella lunga enumerazione di novità neppure mancano riferimenti al sistema di alimentazione della fotocamera, un criterio che già si utilizzò nel passaggio dalla D70 alla D70s. In questo caso, i dati pubblicati dalla Nikon suggeriscono che grazie alla nuova batteria EN-EL4a agli ioni di litio si possono raggiungere fino a 3.800 scatti con una sola ricarica.

Nikon D2Xs

Le sensibilità seguono lo stesso criterio impiegato per il resto di prestazioni: non si producono cambi generali nella gamma di velocità ISO (da 100 a 800, ampliabile fino a 3200 ISO) ma certamente si aggiungono possibilità nelle impostazioni.

Nikon D2Xs

In questo modo, oltre ad ampliare le impostazioni quando si seleziona la sensibilità automatica -indicando un valore minimo e massimo-, si attivano a partire da 800 ISO tre nuove posizioni tra 800 e 1600 ISO, identificate come Hi-0,3, Hi-0,5 e Hi-0,7 e che equivalgono a 1000, 1100 e 1250 ISO. Indubbiamente, un rapido stratagemma per sfruttare il rendimento del sensore in valori in cui il rumore è ancora piuttosto tollerabile.

Colori e impostazioni

Il resto dei cambiamenti riguardano in gran parte le impostazioni di colore e i menu e le possibilità di controllo. Riguardo alle prime, tre modalità diverse per lo spazio Adobe RGB, curve di colore addizionali impostabili dall’utente e un modo di cattura in bianco e nero sarebbero i punti più rilevanti.

Nikon D2Xs

Più possibilità al momento di configurare il pulsante "Func", miglioramenti in relazione con l’uso di un modulo GPS opzionale per la fotocamera, compatibilità con il nuovo software di identificazione di immagine che ha anche presentato oggi la Nikon o l’implementazione di un semplice strumento per impostare le dimensioni delle immagini (da 640 x 480 fino a 2560 x 1920 pixel) sono anche novità incluse nella rinnovata D2Xs.


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