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FOTOGRAFIA REFLEXmercoledì 8 marzo 2006 ultime notizie Miti e leggende del mondo SLR digitaleAdesso che le fotocamere reflex digitali si sono già fatte posto tra i principianti, non smettono di fiorire voci e timori che spaventano il pubblico più inesperto. Prendendo in considerazione quei quasi 1.000 euro che di solito costa una SLR digitale di gamma media con un buon obiettivo, qualsiasi dubbio merita tutte le nostre attenzioni. Ma come nelle leggenda di pirati, alcune storie sono reali e altre, no.Eduardo Parra.- Indubbiamente, se qualcuno ci dice che una determinata azione -o omissione della stessa- potrebbe costare alla nostra reflex digitale un lungo periodo nel servizio tecnico, metteremmo particolare attenzione per eludere il pedaggio.
Il problema sorge quando si propagano voci che, come quelle e.mail così assurde che ti augurano cento anni di sfortuna, ci fanno dubitare delle possibilità della nostra attrezzatura. Polvere siamo… Molto probabilmente, il mito più esteso nel campo della fotografia reflex digitale è quello della polvere nel sensore. Certamente, la polvere nel sensore esiste e può diventare un problema, ma non tutto è così semplice come di solito si suppone. Detto diversamente, per il semplice fatto di cambiare un’ottica, non inonderemo il sensore di pelucchi di polvere.
La polvere nel sensore, generalmente visibile in immagini nelle quali si sono impiegati diaframmi molto chiusi, si introduce specialmente attraverso la lente posteriore degli obiettivi. È così, la polvere accumulata in questa ultima lente salta al sensore quando obiettivo e corpo si collegano. Il sensore, quando si accende si carica di elettricità statica. Una minima pulizia degli obiettivi minimizza il pericolo che entri la polvere nel sensore. Giunto il caso in cui la polvere si impossessi del nostro captore, pulirlo con bastoncini è semplice. Anche così, l’utente deve andare sempre con massima attenzione ed estrema prudenza, quindi una piccola distrazione potrebbe comportare di dovere portare la fotocamera al centro di assistenza tecnica. Batterie che esplodono Un altro mito abbastanza affermato è quello che tratta di batterie e del loro pericolo di esplosione o sovraccarica. Ad eccezione di quei prodotti di dubbia provenienza, le batterie omologate e -soprattutto- quelle progettate per le nostre reflex non hanno motivo di presentare nessun problema.
Bisogna chiarire che il semplice fatto che le batterie non siano originali non significa che vadano a produrre un cortocircuito della fotocamera. Ma attenzione: è molto probabile che l’uso di una batteria non omologata invalidi la garanzia quando portiamo la fotocamera al centro di assistenza ufficiale. "Hackers" della fotografia Non manca anche chi parla di modificare il firmware della sua fotocamera mediante tecniche di "hacking" per ottenere prestazioni sospese dal produttore. Anche se c’è chi lo ha ottenuto con successo, non è nulla di raccomandabile né modificare un firmware né istallare firmware manipolati che non siano ufficiali. Farlo non soltanto invalida la garanzia, ma può trasformarla in incompatibile con future versioni di software o -nel peggiore dei casi- lasciarla inutilizzabile. In alto e in basso Il tema del trasporto anche preoccupa molto. C’è chi richiede che le fotocamere debbano portarsi in zaini o borse imbottite progettate per questa attrezzatura.
Anche se indubbiamente questa è l’opzione più raccomandabile, trasportare una SLR digitale in una borsa senza rinforzi non significa che vada a danneggiare irrimediabilmente. Le fotocamere SLR digitali, anche le più modeste, non si vedono danneggiate dai piccoli colpetti che possono ricevere viaggiando in semplici borse di tela. Una caduta o un colpo forte, cioè, possono essere fatali, anche quando la fotocamera riposa in una borsa speciale. Per molto rinforzo che abbia, un impatto violento può non avere conseguenze esterne per la fotocamera, ma esiste sempre il pericolo che si scomponga qualcuno dei pezzi interni e ciò provochi un cattivo funzionamento della macchina. Sotto la pioggia In relazione anche al pericolo di guasti, molti fotografi parlano del rischio di utilizzare attrezzature alle intemperie con il brutto tempo. Nei loro rispettivi manuali, si specificano delle temperature ottime di lavoro; a partire da lì, ci possiamo imbattere in situazioni compromettenti.
Per esempio, scattare foto sotto la pioggia o un paesaggio innevato -anche in un deserto- non penserà male qualcuno se non restiamo troppo tempo sotto temperature estreme. In ogni caso, dobbiamo essere cauti con i cambiamenti bruschi di temperatura -uscire da un’automobile con il riscaldamento regolato come per andare in una montagna gelata, per esempio- e la conseguente condensazione che può soffrire la nostra attrezzatura. Questo ultimo guaio riguarda specialmente le lenti posteriori, che sono quelle che più vicino si trovano al sensore. Schede per tutti i gusti Le schede di memoria sono un altro aspetto polemico. Indipendentemente dal formato impiegato, alcuni produttori raccomandano una marca di scheda in particolare, ma quello di solito si deve a motivi commerciali e ad accordi di collaborazione con altre marche, piuttosto che ad un’altra cosa.
Tranne puntuali eccezioni, qualsiasi scheda funzionerà in una fotocamera se questa ha compartimento specifico per quella: SD Card, CompactFlash, xD-Picture Card... In attrezzature reflex, invece, la velocità di lettura e di scrittura di una scheda è sempre importante, e lo è di più quanto maggiore sia la capacità del suo scatto a raffica e minore il buffer. Per regola generale, in attrezzature di gamma bassa (come la Canon EOS 350D, la Nikon D50 o la Olympus E-500) la velocità della scheda non è fondamentale. |
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