![]() |
|
|
|
|
||
|
Ricerca: Offerte di lavoro Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.
|
ATTERRA L'EREDE DELLA EOS 20Dmercoledì 1 marzo 2006 più informazioni notizie correlate ultime notizie Canon EOS 30D: primo contatto e fotoSimile, ma migliorata. L'assistenza al pubblico che si avvicina allo stand della Canon nella fiera PMA dimostra grandi dosi di pazienza spiegando cento volte le differenze che esistono tra la recente arrivata EOS 30D, la pensionata 20D e la sorella maggiore di entrambe, la 5D. Uno schietto elenco di miglioramenti che, invece, saltano alla vista -il display da 2,5 pollici- e all'udito: il suono dell'otturatore è un inequivocabile segno di distinzione del nuovo modello.Orlando. Iker Morán.-
Ottenere che una fotocamera senza una lettera portentosa di novità sia capace di trasmettere una sensazione di cambiamento ha il suo merito. La Canon ha dimostrato che si muove con scioltezza in questa categoria di mercato, svelando una EOS 30D che nasconde più di quello che sembra dimostrare a prima vista. Chi ha avuto la possibilità di avere già il nuovo modello tra le mani comprenderà ciò di cui stiamo parlando.
Nonostante le logiche reticenze iniziali che la pone come un aggiornamento minore, bisogna riconoscere che oltre alla tecnologia impiegata, la sensazione che trasmette una fotocamera può essere -in ultima istanza- un fattore determinante per esaltare uno o l'altro modello. Allusioni alla EOS 5D Disposti a verificare in prima persona gli apporti della EOS 30D, ci avviciniamo alle istallazioni della Canon nel PMA di Orlando. Una vetrina in cui, a proposito, si concentrava buona parte del pubblico che finora si è recato alla fiera.
Nella sezione dedicata al sistema EOS sfoggiano orgogliosi quattro dei cinque modelli che convivono attualmente nel catalogo della firma, dato che alla EOS 350D, proprio un anno fa, si è riservato un altro spazio.
Il primo compito è identificare la nuova 30D. Una missione che sembra semplice, ma che non lo è tanto, dato che le somiglianze tra il suo corpo e quello della EOS 5D sono evidenti e si suppongono poco casuali. Così, nonostante il corpo più contundente della seconda e il flash incorporato della prima, la parte posteriore è praticamente identica in entrambi i casi.
A partire da qui, non risulta complicato trarre delle conclusioni. Il passaggio dalla 20D alla 30D non si produce tanto per quanto riguarda le caratteristiche abituali. Il cambio di guardia si deve vedere più con la percezione della nuova fotocamera come una sorella minore della 5D. Somiglianze ragionevoli Con la 30D tra le mani, ripassiamo le novità elencate nel comunicato stampa fatto conoscere dalla Canon per verificare la sua incidenza reale su un corpo di design e dimensioni molto simili a quelle della 20D, ma in quello l'aggiunta di qualche curva in più permette di ottimizzare l'ergonomia.
Se nella parte frontale le coincidenze con la sua predecessora sono totali, questa circostanza si ripete nella parte posteriore -come dicevamo prima- quando il confronto si realizza con la 5D. Presiede la zona un display da 2,5 pollici di diagonale, accompagnato da due incorporazioni ereditate dal citato modello: un joystick nella parte superiore destra e il pulsante per la stampa diretta, situato nella zona opposta. Otturatore indiscreto Pressare lo scatto della 30D segna un punto di inflessione decisivo al momento di delimitare le differenze con la 20D. Si è scritto molto ormai sul nuovo otturatore che incorpora la fotocamera, con un ciclo di vita utile più longevo di quello che si impiegava in modelli precedenti e che, per tanto, si adegua alle nuove abitudini degli utenti reflex digitali.
Oltre ai dati tecnici, la verità è che questa sostituzione si apprezza chiaramente in un suono di scatto molto più decisivo di quello che avevamo visto finora in questa gamma.
Lo scatto a raffica -conseguentemente, molto poco discreto- si è aggiunto anche all'elenco di innovazioni. Il suo buffer, leggermente migliorato, permette di mantenere il ritmo di scatto di 5 fotogrammi al secondo fino a 30 immagini, in JPEG, e fino a 11, in RAW, contro le 23 e le 6 precedenti.
Il rinnovato sistema di misurazione spot della scena è un po' più complicato da valutare in questo rapido contatto e richiederà, per tanto, un'analisi più dettagliata. 17-55 millimetri stabilizzati Condivide protagonismo con la 30D la nuova ottica EF-S della Canon, dotata di alcune focali che oscillano tra i 17 e i 55 millimetri, e con uno stabilizzatore ottico IS.
Se quando si parla del corpo della fotocamera ci riferiamo alle allusioni alla 5D, non è inutile commentare in questo caso che il 17-55 mm f2.8 EF-S IS USM mantiene certe somiglianze anche con il conosciuto 24-105 mm della compagnia, anche se in questo caso non c'è nessuna L che lo identifichi come ottica professionale.
Il suo aspetto, rafforzato dal meccanismo di stabilizzazione, è abbastanza contundente e conferisce all'insieme della fotocamera quella sensazione di gamma alta che la Canon sembra volere insinuare. Il comportamento della messa a fuoco si mostra molto preciso e silenzioso, nonostante le pessime condizioni di illuminazione che si danno in qualsiasi fiera di questo tipo. Lo zoom, cioè, come succede con il 24-105 mm, si apre al di là delle dimensioni originali quando si modifica la distanza focale.
Con un maneggio imitato a quello della 20D, l'incorporazione della funzione Picture Style è l'unica novità che ci troviamo nel menu della fotocamera, che mantengono il classico elenco unico, differenziando soltanto con fasce di colori il tipo di funzione che si va a impostare.
Rispetto a questa funzione, che prende il posto dei "Parametri di immagine" impiegato in fotocamere precedenti, la 30D offre sei modalità predefinite (normale, ritratto, paesaggio…) e tre regolabili dall'utente. Meno rumore? La 30D incorpora lo stesso sensore CMOS da 8 milioni di pixel e l'eccessivamente conosciuto processore DIGIC II della sua predecessora. Precisamente per quello, non è possibile fare molte congetture sulla qualità finale di immagine che potrà ottenere la fotocamera.
Nonostante ciò, abbiamo potuto scattare alcune immagini di prova in quelle che, davanti a nessuna possibilità migliore e data la scarsa illuminazione citata, la risposta con sensibilità da 800 e 1600 ISO era la prova più conveniente.
In entrambi i casi, e in mancanza di un'analisi più dettagliata che provi che -effettivamente- il risultato è lo stesso di quello ottenuto con la 20D, bisogna solo dimostrare i buoni dati già conosciuti in questo senso.
Il rumore si mostra molto controllato e le immagini sembrano certamente utilizzabili, anche nella scena da 1600 ISO, dove la luce è molto complicata. Confronti obbligatori Molti aspettavano una risposta della Canon all'arrivo della D200 della Nikon. Probabilmente, non andavano molto fuoristrada coloro che pensavano così, dato che sebbene le specifiche tecniche di entrambi i modelli non hanno molto a che vedere, la Canon ha giudicato bene il suo punto forte delle somiglianze ragionevoli.
La 30D si colloca un po' più in alto della pensionata 20D, e mostra certi dettagli più professionali che obbligano a dirigere lo sguardo verso la 5D.
Resta da vedere adesso che cosa succede con il prezzo di lancio della EOS 30D e, evidentemente, con il suo compartimento in prove di maggiore profondità. Soltanto così verificheremo se si confermano queste prime e in assoluto deludenti impressioni. |
Le più nuove Le più visitate
|
|||||||||||||||||||