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LA SCOMMESSA REFLEX DELLA PANASONICmartedì 28 febbraio 2006 più informazioni notizie correlate ultime notizie Panasonic Lumix DMC-L1: prime impressioniSe anni fa ci avessero detto che la regina del PMA sarebbe stata una reflex digitale della Panasonic non ci avremmo creduto. Invece, è proprio così, e saranno pochi quelli che oseranno mettere in discussione che il prototipo della Lumix DMC-L1 è la grande notizia della fiera statunitense. Raffinato e contundente design e reminiscenze classiche riassumono il primo e breve contatto che QSBD.COM ha potuto avere con il suo prototipo.Orlando. Iker Morán.- Dopo avere visto quello che sarà la nuova Lumix DMC-L1 sotto un cristallo nella gremita conferenza stampa offerta dalla Panasonic questa domenica, abbiamo potuto avere accesso diretto ad un prototipo operativo della giovane reflex digitale, che la compagnia ha appena svelato.
L’interesse destato da questo modello non risponde tanto alle sue specifiche tecniche (moto simili a quelle della Olympus E-330), ma all’equilibrata combinazione di diversi ingredienti che, indubbiamente, animeranno il mercato reflex digitale durante i prossimi mesi. Basta mescolare il sistema Quattro Terzi con un’ottica intercambiabile della Leica, un design classico e previsualizzazione in tempo reale attraverso l’LCD per comprendere il perché di tanta agitazione. Linee classiche Un’evidente somiglianza con la Lumix DMC-LC1 è la prima idea che viene in mente a qualcuno quando tiene in mano il prototipo della prima SLR della Panasonic. I suoi responsabili ci confermano che, effettivamente, il design di quel corpo è servito in grande misura per marcare le linee definitive di questo corpo.
Sembra, per tanto, che le reminiscenze delle Leica telemetriche -tutta un’icona- non sono qualcosa di casuale, ancora di più se si prende in considerazione chi firma la lente che accompagnerà questa fotocamera. Una sensazione che aumenta ancora di più quando si osserva il corpo sprovvisto dell’obiettivo o si dà un’occhiata attraverso il mirino reflex, situato in un laterale e non nella zona centrale. Otturatore e diaframma Dato che il controllo della velocità di otturazione e l’apertura del diaframma sono i meccanismi fondamentali per determinare l’esposizione, la Panasonic ha deciso di concedere tutta l’importanza che meritano, trasformandoli in un riferimento obbligatorio nella fotocamera.
Così, la L1 è coronata da un grande dial con le velocità di otturazione (da 30 a 1/4000 secondi), il cui maneggio richiede di fare un certo esercizio di memoria. Del diaframma si fa carico la lente, dato che il fiammante obiettivo Leica arriva provvisto del suo stesso anello di diaframma.
Ma, che cosa succede se decidiamo di montare nella baionetta Quattro Terzi un’ottica Zuiko o una della Sigma compatibile con la fotocamera e carente del citato anello? Per quei casi, la L1 dispone di un altro piccolo dial situato alla portata del dito pollice, anche se lontano dalla posizione abituale in altri modelli reflex.
Accanto a questa ghiera di velocità, il prototipo della nuova reflex dispone di altri comandi che permettono di selezionare il tipo di misurazione e lo scatto semplice o a raffica. Conta anche su due pulsanti identificati come "func", che sono pensati -presumibilmente- affinché l’utente li trasformi in scorciatoie delle funzioni più comuni. Classicismo e innovazione Tutta questa ostentazione di design tradizionale non è incompatibile con nessuna delle innovazioni di più recente incorporazione. Come si sa già, la L1 condivide con la sua compagna del sistema Quattro Terzi, la Olympus E-330, il sistema di mirino con prismi di porro e, quello che è più importante, il sensore MOS Live View.
Per tanto, è il paradosso che quella che indubbiamente è o sarà la fotocamera digitale reflex più classica fino al momento permetterà di inquadrare attraverso il display LCD posteriore.
Un monitor che, a differenza di quello che succede con la E-330, non è ribaltabile. Interrogati su questa questione, i responsabili della marca hanno commentato a QSBD.COM che la Panasonic non ha voluto sacrificare lo spessore e le dimensioni della fotocamera per potere incorporare questo tipo di display.
Intorno a questo LCD da 2,5 pollici di diagonale si concentrano i comandi relazionati con la parte digitale della fotocamera, tra i quali non mancano accessi diretti alla sensibilità -i cui valori ancora non si sono concretizzati- e il bilanciamento del bianco. La batteria della LC1 L’interruttore principale di accensione assume la forma di una leva laterale, situato nell’estremo superiore destro della parte posteriore, in angolo retto con la citata ghiera di velocità. Proprio nel centro di questa si localizza lo scatto della fotocamera.
Continuando con la parte superiore, la slitta a caldo per flash esterni compatibili con il sistema Quattro Terzi non è sola. La L1 dispone di un flash retrattile incorporato, che, nonostante la sua elevata posizione, riesce a nascondersi alla perfezione nel corpo grazie a un meccanismo di due movimenti in forma di sette. Nuovamente, una caratteristica già vista nella E-300e, successivamente, nella E-330.
La memorizzazione delle immagini è a cura di una scheda SD Card, il cui compartimento si trova nel laterale della fotocamera. In questo senso, durante la presentazione del modello si commentò che la L1 sarà compatibile con il formato SDHC della Panasonic, una variante delle conosciute schede SD Card su cui la firma sta lavorando per raggiungere presto -assicurano- i 4 GB.
Nella base del corpo si ospita la batteria, che si fa carico dell’alimentazione. Secondo i portavoci della Panasonic, si tratta dello stesso modello di batteria impiegato dalla LC1.
Da aspettare Con interessanti dati, un gradevole e promettente primo contatto con il prototipo e alcuni dubbi da risolvere -sensibilità, incidenza del rumore, prezzo-, adesso ci tocca solo aspettare che la Panasonic presenti il modello finale della sua Lumix DMC-L1. Per adesso, dovremo accontentarci di questo assaggio.
La cosa certa è che l’interesse destato verso questa presentazione e il battesimo della Panasonic e della Leica nel mondo delle reflex e ottiche digitali possono essere solo un presagio di alcuni mesi in cui il mercato sarà incandescente. |
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