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ARRIVA L'EREDE DELLA SONY H1lunedì 27 febbraio 2006 più informazioni ultime notizie Sony Cyber-shot DSC-H2: primo contatto e fotoMigliorare una fotocamera con zoom da 12 ingrandimenti, stabilizzatore di immagine e controlli manuali non è un compito futile. Un anno dopo il lancio della Cyber-shot DSC-H1, la Sony ha riesaminato la ricetta ed è riuscita a concentrare questi argomenti in un corpo più leggero, fornito di più risoluzione e di una sensibilità elevata fino a 1000 ISO, aggiungendo inoltre la sigla di Carl Zeiss nell'ottica. Il risultato è la H2, con cui QSBD.COM ha già avuto un primo contatto.Iker Morán.-
Aggiornamento della Cyber-shot Cyber-shot DSC-H1 o sorella minore della pure recente inaugurata H5. Sia quale sia la definizione preferita, è chiaro che la H2 si muove su alcuni parametri di rinnovamento peculiari. Al contrario di quello che succede con la superlativa H5, in questo caso la minimizzazione sembra la regola da seguire.
Questo criterio, invece, ha saputo mantenere inalterato quello che continua a presentare come principale argomento comune a tutta la saga DSC-H: niente meno che 12 ingrandimenti ottici. Così, il nuovo modello arriva dotato di un potente 36-432 millimetri, con un’interessante luminosità di f2.8-3.7. La principale novità è che adesso l’obiettivo è firmato da Carl Zeiss.
Nonostante l’evidente importanza dell’obiettivo (ancora di più essendo accompagnato da uno stabilizzatore ottico della saga Steady-shot, la cui efficacia bisogna rimarcare), è questa un’attrattiva ormai conosciuta. Per ciò, con la fotocamera tra le mani, l’attenzione dell’utente si concentra sulla scoperta delle novità e dei cambiamenti che ha subito questa H2, oltre all’aumento di risoluzione fino a 6 milioni di pixel. Meno grammi, nuove prestazioni Come dicevamo, il ridisegno del corpo è la prima sosta obbligatoria in questa fugace visita. Nonostante la grandezza delle sue forme -soprattutto se si opta per utilizzare il voluminoso parasole- e lo stile di reflex futurista, sorprende l’eccessiva leggerezza del modello.
Infatti, è questa una delle novità più evidenti dell’ultima Cyber-shot, che è riuscita ad includere una poderosa ottica Carl Zeiss Vario-Tessar, di cui è possibile supporre un’elevata qualità, in un corpo più leggero di quello impiegato nel modello precedente.
In questo senso, sicuro che non mancano quelli che approvano questa qualità, né coloro che avrebbero preferito un po’ meno plastica nella confezione della fotocamera -la sensazione che trasmette tra le mani è quella di una fotocamera un po’ fragile-, nonostante aumenti con quella il peso finale.
Se l’ottica non ha subito nessun taglio a causa di questi grammi in meno, non succede lo stesso con il display posteriore. Sorprende, così, di trovare un monitor che contro le ultime mode riduce la sua diagonale fino a fermarsi a 2 pollici e aumenta -quindi- la sua risoluzione a 210.000 pixel.
La visibilità di questo display è realmente considerevole, anche in quelle condizioni in cui i display LCD mostrano le loro debolezze. Sia questo display sia il mirino elettronico permettono di mostrare, oltre a tutte le impostazioni per la ripresa, un istogramma previo della scena. Leggera ridistribuzione di comandi Non solo le linee generali e l’obiettivo della fotocamera mantengono la familiarità con la sua predecessora, ma anche i comandi conservano la loro essenza nella maggior parte dei casi. Anche se alcuni di quelli si è preferito riubicarli -come lo stabilizzatore, situato adesso nella parte superiore, accanto all’interruttore- il dial principale, il controllo dello zoom o lo scatto e la ghiera frontale si mantengono praticamente inalterabili.
Nonostante la parte posteriore sia adesso più spaziosa grazie al terreno ceduto dal display, la compagnia non ha voluto utilizzare questa zona per ampliare l’estensione del resto dei comandi. Qualcosa che, soprattutto nel caso del dial posteriore, si gradirebbe in molti momenti.
I menu si organizzano come si fa nel resto delle fotocamere Cyber-Shot, mostrandosi in una fila inferiore che si sovrappone all’immagine previsualizzata. Sfugge da questa legge la risoluzione dell’immagine, che conta su un comando proprio che permette di accedere a questa impostazione direttamente. Un’eccellente decisione, che dovrebbe essere stata aiutata con la sensibilità e il bilanciamento del bianco per permettere un uso più facile.
Se la fotocamera mostra attraverso il display informazioni di aiuto selezionando qualsiasi impostazione, quando si sceglie una determinata risoluzione si specificano le dimensioni approssimative di copia che si può ottenere con quei megapixel: A4 per 6 milioni di punti, 13 x 18 centimetri per 3 megapixel e 10 x 15 se selezioniamo i 2 megapixel. Silenziosa e rapida efficacia Continuando con il ripasso dei comandi, il controllo che si fa carico di muovere le focali dello zoom merita un piccolo rimprovero. Anche se la sua posizione e efficacia è indiscutibile, né le dimensioni né la maneggevolezza sono all’altezza dell’impressionante obiettivo Carl Zeiss impiegato.
Per il resto, lo spostamento tra queste focali è rapido, efficace e sorprendentemente silenzioso. Lo stesso si può dire dell’autofocus, che mostra un comportamento eccellente e solleva soltanto qualche dubbio quando si apre il teleobiettivo e la luce non è molto abbondante.
Tornando al tema dell’ergonomia, la base della fotocamera ospita in uno spazio condiviso le due pile che si preoccupano dell’alimentazione e il compartimento per le schede MemoryStick Duo.
Il coperchio che ha il compito di proteggere questa zona è pure di un solo pezzo, anche se è possibile aprire soltanto la zona della scheda senza accedere da quello alle batterie. Una soluzione che, nonostante la sua originalità, risulta così poco facile da utilizzare -soprattutto nell’estrazione della scheda-, sia da spiegare il suo funzionamento. Fino a 1000 ISO Abbiamo già visto che la sensibilità è stata uno dei punti forti utilizzati dalla Sony per riproporre le due ultime incorporazioni nella serie DSC-H. In questo senso, se la H1 si accontentava di arrivare a 400 ISO, la H2 arriva con dei valori rafforzati che vanno da 80 a 1000 ISO.
Il dial principale di controllo, oltre alle modalità manuali, automatiche e le scene, dispone di una posizione denominata ISO. Quando si seleziona questa impostazione il display lo descrive nel display come segue: "alta sensibilità: ripresa senza flash, con poca luce, riducendo la sfocatura".
Lo stabilizzatore di immagine, cioè, conta sull’appoggio di una sensibilità alta per affrontare situazioni di poca luce, senza necessità del flash e senza che le immagini risultanti restino mosse per l’uso di una bassa velocità di scatto.
Anche se si necessita un’analisi rilassata per verificare il rendimento di queste nuove impostazioni, un primo contatto con un modello di preproduzione permette di scoprire che si è prodotto un progresso significativo in questo campo.
Fino a 400 ISO, il risultato dell’immagine è piuttosto accettabile e il rumore sembra controllato anche in circostanze complicate di luminosità. A partire da questo valore, il tema si complica con una presenza evidente di rumore, soprattutto se la luce scarseggia. Il forte sviluppo a 800 e 1000 ISO, almeno nel modello non finale provato, sembra danneggiare il colore dell’immagine, che perde forza rispetto a sensibilità inferiori. Invece, quando migliora la luce le istantanee ottenute anche alla massima sensibilità potrebbero arrivare ad essere utilizzabili, anche se -evidentemente- il rumore è presente. Interessanti progressi Indubbiamente, la H2 rappresenta un importante caso di aggiornamento. Infatti, il display ha subito un’inaudita retrocessione per ottenere un corpo più compatto e leggero.
Al suo posto, si scommette sulla preparazione di un modello con uno degli obiettivi più potenti del mercato attuale, dotandolo di attrattive addizionali come lo stabilizzatore di immagine, una sensibilità generosa -che bisognerà provare con più calma- e una dimostrata efficacia nell’autofocus e nello scatto.
Argomenti senza sorprese né grandi titoli, ma che polarizzeranno molti interessi durante questa nuova edizione della fiera PMA che è appena iniziata a Orlando. |
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