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CELLULARI CON ASPIRAZIONI FOTOGRAFICHE

giovedì 23 febbraio 2006

Sony Ericsson K750i e W800i: primo contatto

Corrono brutti tempi per lo scetticismo tecnologico. Quello che ieri era soltanto un gioco oggi è una potente realtà che bisogna prendere sempre più sul serio. Il Sony Ericsson K750i e il suo compagno musicale, il W800i, sono un'eccellente prova di ciò e due dei terminali di riferimento in quella categoria a metà strada tra la fotografia digitale e la telefonia cellulare.

Iker Morán.- La fiorente e relativamente giovane relazione tra terminali telefonici e prestazioni fotografiche produce frutti sempre più riusciti. Modelli situati tra entrambi i mondi, ma con evidenti allusioni al fotografo principiante che forse dovrebbe considerare già imminenti eredi delle fotocamere digitali più semplici.

Sony Ericsson K750i e W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Considerazioni a parte, i 2 megapixel sembrano stabilire la frontiera a partire dalla quale si deve guardare con rispetto ai telefoni cellulari con aspirazioni fotografiche. Delle poche marche che, per adesso, si sono decise a stare al passo nel mercato europeo, la Sony Ericsson è una delle più considerevoli. Una posizione nella quale, indubbiamente, l’esperienza della Sony nell’immagine digitale ha molto a che vedere.

Sony Ericsson K750i
 © Iker Morán, QSBD.COM

2 megapixel è, precisamente, la risoluzione che sfoggiano il K750i -nave ammiraglia della gamma fotografica della compagnia- e il W800i. Anche se da fuori sono facilmente distinguibili e il 800i è più rivolto verso il segmento musicale (appartenente alla saga di terminali con il distintivo Walkman), dal punto di vista di prestazioni di immagini sono identici.

Sony Ericsson W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Infatti, anche il K750i possiede le funzioni musicali del suo compagno, anche se non ha alcuni comandi di accesso diretto che questo certamente ha, e l’interfaccia del suo riproduttore musicale è un po’ meno riuscita.

Design orizzontale

Se ciò che si pretendeva era di ottenere un’estetica con reminiscenze fotografiche, la verità è che si è raggiunto abbondantemente. Dotata di un coperchio frontale metallico, il K750i adotta una classica posizione orizzontale che gli dà un aspetto di autentica fotocamera.

Un po’ più moderno nell’estetica e con un rivestimento meno spettacolare nel caso del W800i, entrambi avviano le loro funzioni fotografiche scoprendo la lente che si nasconde dietro quel coperchio.

Sony Ericsson K750i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Messi a evidenziare buone idee per quanto riguarda i propri comandi, lo scatto localizzato nella posizione naturale di una fotocamera e il pulsante di controllo dello zoom digitale -un po’ piccolo in questo caso- meritano anche di essere elogiati.

Sony Ericsson W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

L’obiettivo è un’ottica fissa di 4,8 millimetri, con luminosità di f2.8. Anche se in nessuna parte risulta l’equivalenza di questo valore nel formato 35 mm -data la sua vocazione fotografica, forse questo dato dovrebbe essere più in vista-, sembra trattarsi della classica focale situata tra i 30 e i 40 millimetri.

Sony Ericsson K750i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Il suo unico dorso è uno zoom digitale da 4x che, come tale, sfoggia i tipici limiti di qualità ampiamente conosciuti in questo tipo di dispositivi.

Sony Ericsson W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Non c’è dubbio che, attualmente, la qualità dell’ottica e i limiti inerenti alle sue ridotte dimensioni è la barriera più notevole che separano questo tipo di terminali dalle fotocamere digitali.

Qualità rispettabile

Effettivamente, sia il Sony Ericsson K750i sia il W800i si possono vantare di una qualità e prestazioni di immagine piuttosto accettabile per questo rango da 2 megapixel. Il loro funzionamento, risultati e limiti ricordano inevitabilmente le fotocamere digitali di qualche tempo fa, per cui bisogna sperare che -come queste- i cellulari vadano ampliando le loro capacità.

  Foto: 2 MP   © QSBD.COM

Le riprese si sono realizzate con un modello del Sony Ericsson K750i e del W800i:


K750i

W800i

K750i

Le scene con poca luce, per esempio, sono ancora una materia pendente per questi due telefoni. Anche se il sistema di illuminazione incorporato o il flash opzionale permettono di migliorare un po’ la situazione, i livelli di rumore sono ancora molto alti quando la ripresa richiede di elevare la sensibilità o di ampliare il tempo di esposizione.

  Foto: focali   © QSBD.COM

Le riprese si sono realizzate con un modello del Sony Ericsson K750i:


Angolare

Zoom digitale

La sensibilità, invece, resta delimitata unicamente dal proprio terminale, dato che non si offre nessuna forma per interagire con questo parametro. Non succede lo stesso con il bilanciamento del bianco (automatico, luce del giorno, nuvoloso, fluorescente e incandescente), con le dimensioni di immagine (tre valori, fino a 1632 x 1224 pixel con due gradi di compressione), la compensazione dell’esposizione o la messa a fuoco macro.

  Foto: luci ausiliare   © QSBD.COM

Le riprese si sono realizzate con un modello del Sony Ericsson K750i:


Luce attivata

Luce disattivata

In tutte quelle -accompagnate da un buon numero di effetti e funzioni aggiuntive -sia il funzionamento della fotocamera, come l’accesso alle stesse non ha nulla da invidiare a quello che fino a poco tempo fa si impiegava nelle fotocamere digitali o che anche si mantiene nelle gamme più semplici.

Velocità di scatto

Tra le opzioni che si possono selezionare attraverso il menu di impostazioni mediante il joystick principale del telefono, vale la pena risaltare il "modo di scatto". Se finora commentavamo che il K750i soffre di carenze simili a quelle delle fotocamere di una generazione fa, fortunatamente non si può dire lo stesso sulla velocità di questo modello.

Sotto questo aspetto, sia l’accensione sia il ritardo dello scatto sono eccellenti, e lo scatto a raffica con persino 3 scatti consecutivi è, definitivamente, un’attrazione per quelli che cercano referenze fotografiche in questi telefoni.

Sony Ericsson K750i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Ericsson W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

L’autofocus è un po’ meno rapido, ma resta compensato dalla sua precisione e da un sistema di conferma di fuoco, molto simile a quello impiegato da tutte le fotocamere digitali. Anche il tempo di sviluppo e di memorizzazione delle immagini è migliorabile.

Sony Ericsson K750i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Completano le opzioni relazionate all’immagine la possibilità di visualizzare le foto nel display del telefono -sia in formato orizzontale sia verticale-, ruotarle e anche realizzare qualche registrazione aggiungendo degli effetti.

Sony Ericsson W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Ericsson K750i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Rispetto al video, la registrazione si limita a sequenze di 10 secondi nelle quali si può impiegare lo zoom digitale dell’obiettivo. Sia queste sia le immagini si possono salvare nella memoria interna o nelle schede MemoryStick Duo, per cui entrambi i telefoni dispongono di un compartimento nel loro laterale, il cui accesso è un po’ più complicato del previsto.

Fotocamera, telefono e MP3

A tutte queste possibilità si uniscono le proprie di un telefono cellulare di ultima generazione che, inoltre, esercita come riproduttore portatile di audio. Come abbiamo già commentato, il W800i è il più specializzato in questo campo e conta su un navigatore molto pratico.

Sony Ericsson K750i e W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Sony Ericsson K750i e W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Nonostante ciò, il K750i dispone anche di funzioni di riproduzione di file audio digitale, radio con RDS, pulsante di accesso diretto al volume -lo stesso di quello dello zoom digitale- e di messa in moto e di conclusione della riproduzione e anche un altoparlante integrato che permette di ascoltare la musica a un certo volume senza necessità di collegare gli auricolari.

Sony Ericsson K750i
 © Iker Morán, QSBD.COM

In fin dei conti, i Sony Ericsson K750i e W800i giocano bene le proprie carte del "tutto in uno", aspirando a trasformarsi -con notevole abilità- in compagni tascabili inseparabili.

Sony Ericsson W800i
 © Iker Morán, QSBD.COM

Per quanto riguarda l’ambito fotografico, non può non sorprendere il rapido avanzamento sviluppato in un così breve margine di tempo. Zoom ottico, display con più risoluzione e qualche megapixel si presentano come alcune delle poche frontiere che separano il K750i o il W800i dall’essere fotocamere digitali che permettono di fare chiamate, se già non lo sono.


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