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giovedì 16 febbraio 2006 più informazioni ultime notizie La Tamron torna a guardare il professionale con un 17-50 mm f2.8 per reflex digitaliCon l'eterna etichetta di marca alternativa, la Tamron ha appena svelato un obiettivo con aspirazioni per fotocamere SLR con sensore APS-C. Si tratta di un 17-50 mm f2.8 XR DI che ricorda il 17-55 della Nikon, obiettivo molto applaudito dal pubblico professionale. Contemporaneamente, la firma giapponese ha ufficializzato la digitalizzazione di altri due dei suoi obiettivi: il 28-200 mm f3.8-56 e il 70-300 mm f4-5.6.Redazione.- Se qualcosa funziona, non lo cambi. Se qualcosa della concorrenza funziona, prendilo come esempio. Non sappiamo se così drasticamente avranno ragionato gli ingegneri della Tamron, ma la verità è che la compagnia giapponese ha appena presentato al pubblico un obiettivo, il 17-50 mm f2.8, le cui focali e luminosità in ottiche di altre marche hanno meritato congratulazioni in tutto il mondo.
Puntando al professionale Come fece la Sigma con il suo 18-50 mm f2.8, la Tamron pone sul tavolo un obiettivo rivolto agli amateur esperti con inclinazioni professionali. Dotato di un marcato angolare da 17 millimetri (26 millimetri, nel formato da 35 mm), che arriva fino a 50 millimetri (78 millimetri). Un molto rilevante diaframma di f2.8 e una distanza minima di messa a fuoco di 26 centimetri, ambedue costanti durante tutto il rango focale, completano la sua lettera di presentazione.
Completamente nuova, questa ottica incorpora cristalli refrattivi, un paio di lenti ibride asferiche e un elemento a bassa dispersione, tutto quello destinato -assicura la Tamron- a dare la massima qualità ottica con una minima presenza di aberrazioni. Inoltre, dato il suo uso esclusivo per macchine digitali, questo 17-50 mm incorpora un sistema che permette di riportare i raggi luminosi con un maggiore angolo di incidenza, in modo tale che arrivano al sensore il più perpendicolarmente possibile. Gli effetti di "flare" e "ghost", invece, si sono cercati di minimizzare incorporando nei 16 elementi -distribuiti in 13 gruppi- protezioni speciali per evitare i riflessi interni. Aggiornamenti Parallelamente a questa presentazione, la marca giapponese ha comunicato la digitalizzazione di due dei suoi zoom, il polivalente 28-200 mm f3.8-5.6 e il 70-300 mm f4-5.6, entrambi con capacità di messa a fuoco macro.
Con piccoli cambiamenti superficiali esteriori e l'incorporazione delle sigle Di (Digitally integrated), entrambe le lenti mantengono la loro struttura interna, anche se con piccole modifiche.
Così, i cristalli di entrambi gli obiettivi hanno ricevuto una protezione speciale antiriflessi, orientata a minimizzare gli effetti di "flare" e "ghost" che potevano dare utilizzando i modelli di un tempo in fotocamere reflex digitali. Più informazioni su questa notizia:
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