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LA SCOMMESSA DELLA SONY SULLO STABILIZZATOREvenerdì 4 novembre 2005 più informazioni ultime notizie Sony Cyber-shot DSC-T9: primo contatto e fotoLa più elegante delle Cyber-shot della Sony ha già una sostituta. Con un megapixel in più, uno squisito design e uno stabilizzatore di immagine come novità più interessante, arriva la nuova Cyber-shot DSC-T9. QSBD.COM ha già avuto un primo contatto con questa ultracompatta , che si presenta come una delle scommesse più raffinate dei prossimi mesi.Iker Morán.-
Vecchie conosciute nella categoria delle ultracompatte, le Cyber-shot DSC-T hanno visto aumentare il loro stato di famiglia con l’appena arrivato cambio di guardia della Cyber-shot DSC-T7. Metallica, sottile e di uso molto semplice, la Sony presentaba tre giorni fa la nuova T9, le cui prestazioni essenziali sono dirette a migliorare le catture in quelle situazioni di luminosità scarsa.
Infatti, lo stabilizzatore di immagine integrato e il rendimento della fotocamera con l’impiego di sensibilità alte sono i punti sui quali la compagnia insiste di più quando parla del rinnovato modello.
Mentre scopriamo se il modello di preproduzione provato è capace di compiere queste aspettative, servirsi di questi argomenti invece del conosciuto discorso dei megapixel è un buon segno. Minimalismo metallico Davanti ad una fotocamera con queste caratteristiche, non bisogna dimenticare in nessun momento che la qualità di immagine o le prestazioni avanzate che è possibile aspettarci in altri modelli di gamma superiore sono qui subordinate a altre qualità. L’aspetto esteriore della T9, il suo spettacolare design e le accurate rifiniture della sua carcassa ne sono un buon esempio.
In questo ambito, salta agli occhi che pochi ostacoli si possono porre alla T9. Con delle forme molto simili a quelle della sua predecessora, il coperchio che copre l’obiettivo e si estende lungo tutto il frontale è il suo più rilevante tratto distintivo a livello superficiale.
Il metallo continua ad essere l’elemento dominante nella costruzione del corpo. Qualcosa che si nota nel peso della fotocamera, che nonostante sia ridotto, risulta sufficiente per non offrire la sensazione che altri modelli di queste dimensioni trasmettono.
Le dimensioni si mantengono anche negli esigenti parametri della gamma, anche se lo spessore della T9 è leggermente più grande di quello della T7.
La parte frontale si distingue per il suo minimalismo -soprattutto, con il copriobiettivo chiuso-, mentre quella posteriore è occupata quasi nella sua totalità dal display da 2,5 pollici. La posizione di questo ultimo, a proposito, è anche cambiata -da destra a sinistra dei comandi- rispetto al modello precedente.
Bisogna domandarsi se la firma ha intenzione di implementare in questa serie DSC-T il display da 3 pollici che offre un’altra fotocamera di recente coniazione, la Cyber-shot DSC-N1 -supponendo che abbia spazio sufficiente, è chiaro. Scatto e accensione La messa in moto o lo spegnimento della fotocamera accoglie due percorsi: rimuovere il coperchio frontale o utilizzare il pulsante di accensione collocato nella parte superiore. Qualora si impiega la fotocamera nella modalità di album fotografico -qualcosa per cui il grande display e l’opzione di proiezione diapositive con musica è di grande aiuto-, è possibile mantenerla accesa anche se il coperchio frontale è chiuso.
Per cambiare tra i modi di fotografia, visualizzazione o video, la T9 dispone di un comando scorrevole situato sul display. Un controllo di plastica che, veramente, contrasta con il resto dei bottoni, di aspetto molto più curato.
La rapidità è un’altra delle caratteristiche auspicabili per un modello come questo. E la T9 esegue senza grandi preoccupazioni, sia al momento di mettersi in funzione sia nello scatto. La fotocamera offre, inoltre, un’interessante opzione di scatto a raffica fino a 7 immagini consecutive a massima risoluzione, senza necessità di alzare il dito dallo scatto. Assenze giustificabili La nuova Cyber-shot prescinde dal mirino ottico. Evidentemente, bisognerà aggiungerlo. Anche se questa è sempre un’interessante prestazione, bisogna prendere in considerazione le dimensioni della fotocamera, la categoria nella quale si colloca e, soprattutto, il tipo di utente a cui va diretta. In questo elenco, gli accessi diretti al bilanciamento del bianco o la sensibilità sono altre assenze che, anche se mai sono inutili, possono restare giustificate da questo stesso criterio.
Per compensare, l’opzione per modificare la risoluzione certamente possiede un comando proprio. Invece, come il resto e per un’ovvia questione di dimensioni le sottraggono punti di ergonomia e maneggio.
In uno dei laterali del corpo si localizza il compartimento per la batteria e per la scheda MemoryStick Duo. La batteria infolitio si distingue per la sua leggerezza e le sue ridotte dimensioni. Qualità che contrastano con quelle del caricatore incluso, le cui dimensioni superano abbondantemente non solo quelle della batteria, ma anche quelle della stessa fotocamera.
Rispetto alla durata, anche se il tempo restante va variando a seconda dell’applicazione che si va utilizzando -il display possiede una posizione di risparmio di batteria che riduce la sua luminosità-, appena caricata la fotocamera mostra 70 minuti di autonomia per la cattura di immagini. Secondo le specifiche tecniche ufficiali, questo dato significa 240 scatti. Zoom corto, ma stabilizzato Come abbiamo già commentato, l’impiego di uno stabilizzatore di immagine ottico è, indubbiamente, la novità più rilevante in questa T9.
Richiamano l’attenzione tanto l’incorporazione di tale caratteristica in una fotocamera di questa categoria come l’uso di uno zoom corto da 3 ingrandimenti.
Lo stabilizzatore Super Steady Shot della casa resta attivo per difetto. Dispone di un comando proprio nell’estremo superiore destro della fotocamera, che permette di disattivarlo o attivarlo in forma rapida.
Come dimostrano le prove che abbiamo potuto realizzare, lo stabilizzatore permette di ridurre notevolmente il movimento in quelle catture con velocità lente.
In una ripresa notturna, con lo zoom in posizione tele, siamo riusciti a scattare a 1/6 secondi. Il risultato: un’immagine corretta, senza gli effetti che si osservano nella stessa ripresa realizzata con lo stabilizzatore spento. Più risoluzione e sensibilità Con un CCD da 6 milioni di pixel -uno in più della sua predecessora-, la T9 permette di impostare la risoluzione della ripresa a 6, 3 e 1 megapixel. Forse alcuni sentiranno la mancanza di impostazioni intermedie tra la massima risoluzione e i 3 milioni di punti.
Una volta che accediamo ai menu del display, possiamo spostarci mediante una barra inferiore per realizzare diverse impostazioni, mantenendo nel resto del display la previsualizzazione della scena.
In questo modo, si può accedere al controllo della sensibilità, al bilanciamento del bianco, al modo di lavoro -automatico, programmato o scene-, la compensazione dell’esposizione, gli effetti, la misurazione o l’autofocus. L’efficacia di questo ultimo, a proposito, è rilevante sia nel modo semplice sia nel multipunto, che in altre fotocamere risulta un po’ confuso.
Menzione a parte merita la sensibilità. Anche se non è questo il rango di fotocamere su cui bisogna esigere un rendimento perfetto per quanto riguarda la relazione tra sensibilità e rumore, abbiamo verificato il rendimento del denominato sistema Clear RAW NR, su cui la Sony insiste particolarmente.
Effettivamente, la T9 si muove su dei parametri di sensibilità relativamente generosi rispetto a altri modelli, con una rango collocato tra 80 e 640 ISO. Man mano va aumentando la sensibilità, la stessa fotocamera applica un processo di riduzione del rumore, che sembra identificato nel display con le sigle NR seguite da un valore.
I risultati del modello di preproduzione provato non sono in assoluto sconfortanti. In riprese esterne e senza problemi di luce, la fotocamera si difende senza preoccupazioni fino a 400 ISO, e anche a partire da questa cifra il lavoro del processore per pulire le immagini è notevole.
Ancora di più, in riprese di interni con alte sensibilità si apprezza come la T9 sopporti il tipo con abbastanza dignità. Molta, se prendiamo in considerazione -insistiamo- il tipo di utente e settore ai quali va diretta. Quello che certamente si potrà chiedere al modello finale è un po’ più di nitidezza nelle immagini finali; una nitidezza di cui sentiamo la mancanza in alcune riprese realizzate con il prototipo testato.
In qualsiasi caso, se la prima impressione è ciò che conta, in quella materia la nuova Cyber-shot DSC-T9 sembra che non avrà nessun problema per elevarsi ai primi posti della sua classe nelle vetrine. |
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