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IL GIRO CLASSICO DELLA RICOH

mercoledì 5 ottobre 2005

Ricoh GR Digital: primo contatto

Non è la prima compatta con focale fissa, ma certamente l'unica che scommette su questa peculiare caratteristica in una delle due categorie più esigenti del mercato. La Ricoh ha voluto rivivere lo splendore delle sue mitiche GR con una replica digitale da 8 megapixel, la GR Digital, che eredita il design classico della sua ottica da 28 millimetri.

Iker Morán.- Indipendentemente dalla qualità di immagine che arriva ad offrire -bisognerà aspettare un po’ per potere provare un modello di produzione finale- e dall’esito che può raggiungere nelle vetrine, la nuova GR Digital suppone un interessante colpo di effetto della Ricoh. Una di quelle scarse novità che per le sue peculiari caratteristiche rappresentano una piccola parentesi nello stridente ritmo di novità del mercato fotografico digitale.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Alcuni giorni fa, la Ricoh presentò a Barcellona e a Madrid le sue novità più recenti per questo autunno, tra le quali, indubbiamente, la nuova GR Digital fu la protagonista indiscutibile. QSBD.COM ebbe l’opportunità di provare uno dei primi modelli di questa interessante fotocamera e di formarsi una prima impressione su quella.

Classicismo senza concessioni

Se quello che si pretendeva era creare una fotocamera compatta che emulasse le forme e l’aspetto delle sue antenate chimiche, la verità è che si è ottenuto. La GR Digital offre un corpo allargato che ricorda -per dimensioni- quello impiegato dalla Caplio R2 della stessa marca.

In questo caso, invece, si è optato per la sobrietà, rappresentata in forma di rifiniture nere opache che conferiscono alla fotocamera un aspetto molto elegante.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Finiscono questo fondamentale lavoro un corpo di magnesio -leggero, ma consistente- e una piccola impugnatura integrata nella parte destra e ricoperta di pelle scura.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Evitando ancora di più queste reminiscenze classiciste, la Ricoh ha optato per collocare sull’attacco superiore della fotocamera il mirino ottico opzionale. Un ornamento bello che, in mancanza di un mirino ottico integrato nel corpo della GR Digital, risulta indispensabile per quelli che vogliono prescindere dal display TFT.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Il flash integrato risalta anche per la sua discrezione. Situato nella parte superiore, insieme alla slitta a caldo, rimane nascosto finché l’utente decide di aprirlo. Nonostante le sue ridotte dimensioni, non bisogna dimenticare che la focale fissa angolare fa sì che l’unico compito del flash sia quello di offrire una buona copertura nel rango da 28 millimetri.

Eccellente ergonomia

Pensata per un tipo di acquirente che cerca un prodotto diverso -e che è disposto a pagare per quello-, la Ricoh ha messo una grande attenzione al momento di ripartire i controlli della fotocamera, combinando le opzioni più tradizionali con quelle di inevitabile presenza per una mera questione tecnologica.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Il dial principale della fotocamera si localizza nell’estremo superiore. La ghiera permette di selezionare -dopo avere pressato un piccolo pulsante che blocca il comando- i diversi modi di scatto: automatico, scenico, programmato e -certamente- manuale, oltre ad un modo di priorità all’apertura.

 © Iker Morán, QSBD.COM
Il dial principale di controllo della GR Digital si trova nella parte superiore del suo corpo. In questa immagine la fotocamera ha collegati il mirino esterno e la lente di conversione a 21 millimetri.

La fotocamera permette di salvare sequenze video, anche se non sarà questa la prestazione più richiesta per i suoi potenziali acquirenti.

Il maneggio puramente fotografico ricade in due ghiere situate nella parte frontale del corpo, proprio sopra l’impugnatura, e nella sua zona posteriore. Precisamente questa ultima permette di controllare anche diversi parametri mediante la sua pulsazione. Una soluzione, pertanto, molto classica e senza troppa inventiva, ma la cui efficacia è già provata da molti anni.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Nella zona posteriore della GR Digital risalta un display TFT da 2,5 pollici, situato in una delle metà del corpo, mentre l’altra zona resta riservata al resto dei comandi. Nella base si localizza la scanalatura tanto per la batteria come per le schede SD Card. La fotocamera dispone, inoltre, di una memoria interna da 26 MB.

Da 28 a 21 millimetri

Oltre al suo accurato design e davanti alle questioni come la risoluzione, l’ottica è l’argomento più contundente della nuova compatta della Ricoh. Si tratta, concretamente, di una lente GR con una focale fissa da 28 millimetri e un’interessante luminosità di f2.4.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

 © Iker Morán, QSBD.COM
La GR Digital ha come principali complementi opzionali un mirino esterno e una lente di conversione a 21 millimetri.

Con una costruzione di 6 elementi distribuiti in 5 gruppi, l’ottica possiede un paio di lenti asferiche e una a bassa dispersione. Tutto ciò garantisce -secondo la Ricoh- una risoluzione e contrasto eccezionali dal centro dell’immagine fino ai bordi, restando ridotte al minimo le distorsioni e aberrazioni.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Tale spreco di caratteristiche tecniche prende corpo in un’ottica che, all’aprirsi, raggiunge delle considerevoli dimensioni in relazione alle dimensioni del corpo. Ancora di più se si opta per aggiungere il convertitore tradizionale da 21 millimetri.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Per ciò, bisogna montare un cilindro che copre lo spostamento dell’obiettivo originale. Su questo, si colloca la lente di conversione angolare.

La Ricoh offre anche due parasoli opzionali che accessoriano l’ottica della GR Digital.

Fino a 1600 ISO

Come abbiamo già visto, il maneggio della fotocamera, nonostante le allusioni classiche, non ospita troppi misteri. L’economia dei comandi si è risolta integrando su uno stesso pulsante diverse funzioni.

Risulta molto interessante la ghiera posteriore, che permette sia di compensare l’esposizione sia di accedere in modo diretto al bilanciamento del bianco o al controllo della sensibilità. Una volta lì, lo spostamento della ghiera permette di selezionare il valore desiderato.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Nonostante le dimensioni ridotte del sensore (1/1,8 pollici) e la sua elevata risoluzione da 8 megapixel, la Ricoh ha osato scommettere su una sensibilità massima di 1600 ISO, partendo da un minimo di 64 ISO.

Secondo l’informazione fornita dalla compagnia, il nuovo elaboratore di immagine progettato specificatamente per questo nuovo modello sarà capace di eliminare il rumore delle immagini. Promessa che, nuovamente, dovrà constatare con un modello di produzione finale.

Ricoh GR Digital
 © Iker Morán, QSBD.COM

Il CCD offre dei file con delle dimensioni massime da 3264 x 2448 pixel. La fotocamera è capace di salvare immagini in formato JPEG con due livelli di qualità, o in formato RAW per quelli che vogliono esprimere il rendimento del sensore.

Anche se dalla Ricoh assicurano che l’elevata risoluzione risponde soltanto a criteri tecnici relazionati alla qualità dell’ottica, sicuro che ci saranno quelli che interpretano quegli 8 milioni di punti come una concessione alle mode del mercato.

Forse è questa l’unica licenza della GR Digital, una fotocamera che, anche se probabilmente non passa alla storia come uno dei modelli più popolari, certamente mostra un interessante precedente nel collocare l’ottica chiaramente davanti al resto delle prestazioni.


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