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LA NUOVA SCOMMESSA DI GAMMA ALTA DELLA KODAKmartedì 20 settembre 2005 più informazioni notizie correlate ultime notizie Kodak EasyShare P880: primo contatto e fotoCon una ricca esperienza in fotografia professionale, la Kodak pretende di unire nella sua nuova serie EasyShare P prestazioni avanzate e facilità di maneggio. La EasyShare P880 è la ricetta della compagnia per tentare gli appassionati audaci, e i suoi 8 megapixel e l'ottica da 24-140 mm sono i suoi ingredienti più affascinanti.Iker Morán.-
Terminata la sua linea di fotocamere reflex con firma propria, la Kodak sembra decisa a concentrarsi sulla fotografia compatta digitale. Della sua attuale offerta, la nuova P850 e, soprattutto la P880 si presentano come la scommessa della marca all'interno di quella categoria disposta ad offrire un'alternativa a coloro che vogliono fare il passaggio al mondo delle ottiche intercambiabili, ma neppure desiderano rinunciare alle prestazioni che prima erano riservate a queste.
Presentata durante lo scorso mese di agosto, la EasyShare P880 fu una delle novità fotografiche più interessanti che si sono potute vedere a Berlino durante la celebrazione della fiera IFA 2005.
Anche se lì QSBD.COM ebbe l'occasione di avere un primo contatto con il nuovo modello, è stato a Nizza -durante l'appuntamento con la stampa organizzato dalla marca- dove abbiamo potuto ampliare queste prime impressioni e anche ottenere alcune dimostrazioni.
Ergonomia reflex Devoti e detrattori di questo tipo di design dovranno riconoscere che la P880 non lascia indifferente a prima vista. Il suo contundente aspetto, l'obiettivo, il colore nero, le linee di design… tutto in quella ricorda inevitabilmente una reflex in miniatura e con un peso molto meno leggero. Se era quello ciò che pretendeva la marca, la verità è che lo ha ottenuto.
Richiama anche poderosamente l'attenzione il frontale della fotocamera. Anche se è evidente che non c'è spazio per specchi reflex né pentaprismi in una compatta digitale, lo spazio riservato nella parte superiore, in cui si trova una cellula -misurazione, illuminazione ausiliare per l'autofocus?- e il flash ritirato, rafforza ancora di più questo aspetto di SLR.
Un design simile, a proposito, costò già molti anni fa a una fotocamera il soprannome di ciclope che potrebbe essere perfettamente applicabile in questo caso. Maneggio semplice I comandi della fotocamera seguono le regole della maggior parte dei modelli della sua classe, anche se la sua localizzazione e il maneggio della fotocamera acquistano dei livelli piuttosto accettabili. La ghiera collocata nella parte superiore permette di scegliere tra i diversi modi di lavoro manuali, automatici o le scene programmate.
Se ci decidiamo per il controllo manuale o semimanuale, disponiamo di una ghiera nella parte posteriore dell'impugnatura per modificare i valori. Un controllo simile nella parte frontale, vicino allo scatto e all'interruttore di accensione, avrebbe agevolato ancora di più le cose.
I menu della fotocamera sono relativamente semplici -la Kodak insiste sulla facilità del suo maneggio-, anche se si sente la mancanza di qualche accesso diretto che permetta di modificare le dimensioni del file e il formato dello stesso senza dovere addentrarsi nelle opzioni di controllo della fotocamera.
Come già si sa bene, la P880 possiede una risoluzione massima da 8 milioni di punti e permette la registrazione di immagini in JPEG, TIFF e RAW, essendo questa la prima fotocamera compatta della Kodak che accoglie questi due formati più professionali. Display e ricezione Pochi ostacoli è possibile porre al display posteriore da 2,5 pollici. La sua risoluzione e la sua ricezione non sembrano offrire nessun problema, e la visibilità è abbastanza buona anche a pieno sole. Disgraziatamente, il mirino elettronico non può ricevere gli stessi complimenti. Nonostante sia presieduta da un oculare di gomma molto comodo, la visione che offre non è all'altezza delle prestazioni della fotocamera.
Inoltre, la velocità di ricezione in questo caso risulta insufficiente per riprodurre istantaneamente i cambi di focale dell'obiettivo.
Allo stesso modo, lavorando con la massima risoluzione, alla fotocamera manca un punto di velocità mentre elabora i file e permette di scattare di nuovo. Nonostante ciò, bisogna prendere in considerazione che la P880 provata non è il modello finale che uscirà sul mercato, e che alcune di queste questioni si potrebbero migliorare attraverso una modifica del suo firmware prima che arrivi alle vetrine. Angolare da 24 mm L'obiettivo è uno degli argomenti più appetibili della nuova P880. Alle sue interessanti focali e luminosità -forse un po' piccolo, il tele da 140 mm, anche se l'angolare da 24 mm è una magnifica idea-, si aggiunge la costruzione e il maneggio della lente. Sembra che -fortunatamente- l'anello meccanico per il controllo dello zoom cominci a imporre la sua presenza in questa categoria di fotocamere. La Kodak non ha voluto rinunciare a quello per inaugurare la sua EasyShare più completa.
L'obiettivo possiede, inoltre, un anello proprio per la messa a fuoco automatica. Una volta modificato il modo del fuoco attraverso un accesso diretto -macro, infinito, automatico o manuale- detto anello permette di regolare la messa a fuoco attraverso il display, in cui si mostra un ingrandimento dell'immagine.
Rispetto alla copertura angolare, nel campione si può notare come si è prodotto una leggera vignettatura, più evidente negli estremi superiori dell'immagine. La fotocamera per la prova disponeva di un parasole collegato e potrebbe essere che fosse questa la causa delle zone sfumate.
Bisognerà aspettare per disporre di un modello definitivo per realizzare un'analisi più esaustiva e verificare il comportamento della lente in questo senso e con il diaframma -il campione è preso a f2.8- più chiuso. Rumore da 8 megapixel Lasciamo alla fine quella che, indubbiamente, è la domanda del milione quando affrontiamo una fotocamera da 8 milioni di punti e un sensore di piccole dimensioni. Il rumore, effettivamente, è sempre uno dei limiti più notevoli in questa categoria e la P880 sembra che non sarà un'eccezione. Il rango di sensibilità è relativamente piccolo, stabilendosi tra 80 e 400 ISO. Nonostante ciò, così come si può osservare nelle dimostrazioni, il rumore si fa patente ed evidente nelle prese da 200 e 400 ISO. Anche a piena luce del giorno si può apprezzare come elevando la sensibilità il rumore sporca ampie zone dell'immagine.
Di nuovo, bisogna tenere presente che i campioni corrispondono ad una versione preliminare della fotocamera e che qualche cambio e dei miglioramenti nell'elaborazione dell'immagine possono portare con sé l'eliminazione di parte di questo rumore. Non ci resta altro che aspettare per prendere tra le mani il modello finale. |
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