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LA SCELTA DELL'OTTICA

venerdì 30 settembre 2005

Obiettivi: suggerimenti per fare un buon acquisto

Una volta concluso l'arduo compito di scegliere quale fotocamera comprare, quelli che si decidono per l'attrezzature reflex si troveranno, indubbiamente, con nuovi inconvenienti; esattamente, sulla scelta dell'ottica. Se scegliere il corpo dell'ottica è già di per sé difficile, addentrarsi nel complicato mondo degli obiettivi è, quanto meno, una questione molto delicata.

Eduardo Parra.- Parlare di obiettivi è parlare dell’essenza stessa della fotografia. L’obiettivo è l’incaricato a guidare la luce fino al sensore per creare un’immagine. Detto diversamente, è il responsabile di portare al pixel ciò che vede il nostro occhio. Non invano, lo slogan di una conosciuta marca fotografica è stato per molti anni "La differenza è nell’ottica".

Cercando l’equilibrio

Non è facile scegliere un obiettivo. Primo, perché la maggior parte dei principianti non sa cosa vuole. Inoltre, dei pochi che hanno le cose più o meno chiare, un’alta percentuale vede limitate le loro possibilità avendo investito gran parte del loro capitale nel corpo della fotocamera.

Questo è, forse, il primo errore nel processo di acquisto di una reflex. Pensare che la cosa più importante è il corpo è un inganno, o almeno è un errore in un gran numero di occasioni. Il segreto, come sempre, è analizzare le nostre necessità ed essere coscienti delle possibilità di cui dispongono.

 © Eduardo Parra, QSBD.COM
Bisogna essere perspicace al momento di scegliere la nostra attrezzatura di fotografia reflex. Per molto che ci concentriamo sulle affascinanti macchine SLR digitali, non dobbiamo trascurare l’importanza di investire in obiettivi.

In questo modo, riusciremo ad avere l’attrezzatura che si adatta meglio alle nostre possibilità, rinunciando a determinate caratteristiche della fotocamera a favore di un insieme più equilibrato.

A causa della complessità del suo design e fabbricazione, il prezzo degli obiettivi aumenta in funzione della loro luminosità, principalmente, anche se interviene la focale -alcuni ranghi sono molto difficili da raggiungere mantenendo la qualità- o altri elementi aggiuntivi, come l’autofocus o lo stabilizzatore.

Sappiamo ciò che vogliamo?

Al momento della scelta, un primo passo consiste nel sapere che cosa è ciò che vogliamo, soprattutto per quanto riguarda le focali. Non è lo stesso un fotografo paesaggista da colui che ritrae suo figlio mentre gioca a calcio, o colui che va a sacttare foto sotto l’acqua. Ognuno deve esaminare da sé e verificare quale focale, focali o rango di quelle sono le più adeguate.

Inoltre, si deve valutare l’importanza della luminosità, della qualità generale della lente e di quegli elementi supplementari già menzionati.

 © Eduardo Parra, QSBD.COM
I fotografi di natura o di sport, come quelli di questa immagine, sono coscienti dell’importanza di utilizzare potenti teleobiettivi per compiere il proprio dovere.

Invece, non è conveniente accettare come una verità assoluta l’idea che più luminosità, migliore lente. Anche se la regola generale sembra indicarlo, ogni fotografo deve anteporre le proprie necessità a questa affermazione.

Per esempio, a un fotografo di surf che scatta foto a pieno sole, poco importa che il suo teleobiettivo sia f2.8 o f5.6, se la luce del giorno nella spiaggia gli permetterà di scattare a velocità rapide, anche a f11. Questo tipo di fotografo dovrà pensare ad altre caratteristiche, come la velocità del fuoco o della nitidezza.

Una focale per ogni fotografo

Per farci rapidamente un’idea delle necessità di ogni fotografo, a un grafico di paesaggi si potrebbe consigliare un angolare; a un fotografo di "vacanze e compleanni", un obiettivo standard o normale, e a uno di sport, un teleobiettivo.

15 mm
 © Eduardo Parra, QSBD.COM

50 mm
 © Eduardo Parra, QSBD.COM

200 mm
 © Eduardo Parra, QSBD.COM
L’angolo di visione di ognuna di queste tre immagini, catturate rispettivamente con focali da 15, 50 e 200 mm, mette in chiaro le differenze elementari tra gli obiettivi angolari, standard e tele.

Per un utente principiante, la cosa comune è cercare zoom a danno di focali fisse, di più qualità ma di minore versatilità, in modo tale che restano coperte gran parte delle loro necessità senza dovere ricorrere a molteplici obiettivi. Gli zoom coprono una svariata gamma di focali, e ci sono quelli sia di prezzo elevato -elevatissimo, anche- sia relativamente basso.

Gli obiettivi angolari si utilizzano quando si cerca di coprire un grande arco di scena. Sono specialmente indicati per scattare fotografie di paesaggi o quando lo spazio di manovra è minimo; per esempio, all’interno di una macchina.

 © Eduardo Parra, QSBD.COM
Zoom angolare della Canon, da 16-35 mm.

Il suo principale svantaggio è che di solito presentano aberrazioni geometriche che deformano la scena, offrendo pareti che "cadono" o teste con forma di cetriolo. Inoltre, l’effetto di prospettiva si accentua, separando ampiamente il soggetto e lo sfondo, per cui si sconsigliano per fotografie con diversi piani di interesse.

Gli obiettivi di rango focale standard, approssimativamente tra 28 e 80 millimetri, si avvicinano alla copertura dell’occhio umano, da circa 50 millimetri.

 © Núria Aguadé, QSBD.COM
Obiettivo Zuiko da 50 mm appartenente al sistema Quattro Terzi che promuove, tra gli altri fabbricanti, la Olympus.

Il suo principale pregio è che difficilmente offrono aberrazioni geometriche e presentano l’immagine fotografata in forma molto vicina alla realtà. L’offerta di questo tipo di lenti è ampissima e il suo prezzo varia, specialmente, in funzione della sua luminosità.

I teleobiettivi, invece, avvicinano la scena al fotografo. Per questo motivo, sono focalizzati per utenti il cui obiettivo fotografico non è vicino: natura, sport, scene di pericolo, ecc. Il principale problema degli obiettivi è che tendono a perdere luminosità rapidamente, per cui il pericolo di trepidazione, dovendo diminuire la velocità per compensare la mancanza di diaframma, aumenta considerevolmente.

 © Eduardo Parra, QSBD.COM
Teleobiettivo zoom della Sigma per montature Nikon. La sua distanza focale è equivalente al formato da 35 mm è di 70-200 mm.

I teleobiettivi più economici possono anche offrire il denominato effetto barile, che comporta che le fotografie appaiono come se fossero gonfiate.

Gli ultrazoom, o zoom di molta ampia gamma focale, permettono di fotografare in una gran varietà di situazioni, potendo fare le veci di angolari fino a teleobiettivi, come quelli da 18-200 millimetri. Gli svantaggi di questo tipo di lenti sono, da un lato, la loro bassa qualità, -anche se oggi ci sono eccezioni di elevatissimo prezzo- e, dall’altro lato, la loro scarsa luminosità.

 © Iker Morán, QSBD.COM
Il Tamron 18-200 mm è un buon esempio di obiettivo ultrazoom.

Gli ultrazoom, invece, sono di solito molto appetibili agli occhi dei principianti: per relativamente poco denaro si può ottenere un obiettivo tremendamente versatile, il tempo che si limita il peso e il cambio di lenti e, con quello, i temibili pelucchi di polvere nel sensore delle reflex digitali.

Complementi da considerare

Bisognerà anche tenere presente gli elementi supplementari estranei alla qualità ottica pura e dura dell’obiettivo. Così, per esempio, lo stabilizzatore ottico è altamente raccomandato per quegli obiettivi di focali lunghe o per persone che utilizzeranno la fotocamera in situazioni di luce scarsa, come in interni e senza flash.

La messa a fuoco a ultrasuoni -più rapida, precisa e silenziosa di quella meccanica- è particolarmente raccomandata per la fotografia di azione: natura, sport… In questo tipo di situazioni, il soggetto da ritrarre si muove a una velocità particolarmente elevata.

La possibilità, finalmente, di mettere a fuoco a breve distanza con la messa a fuoco macro è particolarmente apprezzata dai fotografi di natura che cercano di catturare il mondo più piccolo. Anche se fare macro di tanto in tanto è molto piacevole, il fotografo dovrà determinare se vale la pena pagare questo extra in funzione del numero di volte che lo utilizzerà.


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