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mercoledì 22 giugno 2005

La battaglia del RAW (Parte I)

Di Albert Sierra. Più o meno un mese fa esplose lo scandalo e QSBD.COM lo captò immediatamente: la Adobe accusava la Nikon di decifrare i suoi file RAW e la Nikon si difendeva argomentando che erano accessibili come sempre attraverso il suo software per programmatori.

Molto bene, ma… riguarda tutto questo i fotografi normali? Dobbiamo scandalizzarci, o è solo un'esagerazione? Alcune delle chiavi, nelle righe successive.

A prima vista, può sembrare che questa sia una discussione puramente tecnica che ai fotografi normali lascia indifferenti. La maggior parte neppure intendiamo di che diamine stanno discutendo.

E questo approccio è corretto, in parte, perché questo conflitto non interessa direttamente più che alcuni professionisti che usano delle specifiche fotocamere (Nikon D2X e D2Hs) e un determinato software (Adobe Camera Raw in Photoshop), in cui il bilanciamento del bianco che ha determinato la fotocamera non è disponibile e si deve selezionare manualmente.


Questo piccolo incidente è la minuscola
punta di un iceberg enorme, capace di
affondare alcuni transatlantici

Qualcosa che precisamente molti di questi professionisti già facevano, perché quello era uno dei vantaggi essenziali di lavorare in RAW: potere cambiare con precisione il bilanciamento del bianco. In realtà, tra questi professionisti riguarda solo quelli che facciano conversioni in blocco mantenendo il bilanciamento del bianco della fotocamera. Pratica poco frequente, la verità, perché se lo vai a mantenere in blocco quasi puoi lavorare in JPEG...

E quello è tutto? Tanto rumore per così poche noci? No, perché questo piccolo incidente è semplicemente la punta di un iceberg enorme, capace di affondare alcuni transatlantici.

Se ci immergiamo sotto l'acqua, vedremo che sotto quel piccolo aspetto l'iceberg nasconde un secondo strato: la battaglia tra le due grandi imprese, la Nikon e la Adobe, per restare con una preda, il nostro denaro. L'immagine è come quella barzelletta in cui il paziente conquista teneramente il dentista che sta per intervenire e gli dice tra i denti: Vero che non mi farà male…?

La Nikon vorrebbe che comprassimo il Capture invece del Photoshop, e comincia a frapporre dei piccoli ostacoli a Adobe. Questa contrattacca molto abilmente sollevando tutta la comunità fotografica in manifestazione alle porte della Nikon.

Tra le altre cose, è interessante vedere come si sono messe faccia a faccia due strategie opposte: quella della più giapponese delle marche giapponesi, contraddistinta dall'orgoglio di impresa e dall'opacità, contro quella della più statunitense delle imprese statunitensi, basata sulla conoscenza completa del cliente (noi) e sul prestigio dei suoi dirigenti e creatori (Thomas Knoll, per esempio).


Questa è solo la prima battaglia dello
scontro tra le marche produttrici di
fotocamere e le imprese di
software di immagine

Vediamo chi è più forte. Al momento, la cosa non è passata che per una leggera stretta di genitali e un paio di movimenti con la piccola siringa dell'anestesia. E molto probabilmente non passerà da qui, perché le due si possono fare molto, ma molto danno. Compreresti Photoshop se non desse copertura alle fotocamere Nikon? E compreresti una Nikon se non si potesse utilizzare Photoshop con le foto? Brutta faccenda…

Se ci immergiamo ancora un po' di più, vedremo che questa è solo la prima battaglia di un confronto che non è ancora incominciato realmente, ma che si inizia a sentire l'odore nell'ambiente: lo scontro tra le marche produttrici di fotocamere e le imprese di software di immagine.

A quanto pare, la nuova legislazione su brevetti applicabile al software negli Stati Uniti, la DMCA (Digital Millennium Copyright Act), può causare che "decifrati" che adesso sono tollerati possano essere oggetto di domanda giudiziale. E ciò, in quel paese, significa milioni di dollari. È una nuova arma per i produttori e un pericolo importantissimo per le imprese creatrici di software.

Evidentemente, le marche di fotocamere potrebbero chiedere un canone alle imprese di software, e queste lo risolverebbero pagando, ma ciò implica anche molto denaro per cui lottare.


La fotografia digitale è formata da
questi due settori condannati a
conoscersi, che lotteranno tra loro per
ogni centimetro delle nostre tasche

La fotografia digitale è formata da questi due settori condannati a conoscersi, che lotteranno tra loro per ogni centimetro delle nostre tasche. In qualsiasi caso, è una guerra di cui abbiamo visto solo l'inizio.

Se approfondiamo ancora di più, otterremo una nuova prospettiva: quella del problema del formato RAW, o meglio detto, "i formati" RAW. Dopo alcuni anni di prove e grazie al rapido sviluppo e allo spettacolare miglioramento dei programmi di conversione di file RAW (Nikon Capture, Canon Digital Photo Professional, Adobe Camera Raw, Capture One, RawShooter essentials, ecc.), è rimasto chiaro che qualsiasi fotografo che aspiri alla massima qualità debba lavorare su questo formato.

Ma il fatto è che ogni marca -e quasi ogni fotocamera- ha un formato RAW diverso. Nell'attualità, sono attivi più di cento, con prevedibili problemi di compatibilità e duplicità interminabile di software.


Articolo di opinione diviso in due parti:
- Parte I
- Parte II

Albert Sierra è l'editore della web Foto Imagen Digital, basata sulle prove di fotocamere digitali di gamma alta e di obiettivi per reflex digitali.

Traduzione dallo spagnolo di Gaia Montesanti


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