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LA PRIMA SLR DIGITALE DELLA KONICA MINOLTAvenerdì 7 gennaio 2005 più informazioni ultime notizie Konica Minolta Dynax 7D: primo contattoDelle grandi marche della fotografia reflex tradizionale, mancava soltanto la Konica Minolta per dare il salto al mondo delle SLR digitali. Si è fatta attendere, ma la nuova Dynax 7D è appena arrivata sul mercato disposta ad offrire un'alternativa seria a tutti i fotografi e, in particolare, agli utenti di ottiche Minolta. QSBD.COM ha avuto accesso ad uno dei primi modelli di questa fotocamera per potere fare una valutazione sulle sue prestazioni.Redazione.- Anche se, in effetti, il montaggio di ottiche di baionetta Minolta è uno dei punti forti della nuova Dynax 7D, sarebbe un errore pensare che si tratta soltanto di un modello presentato per compiere la tradizione della marca e coprire il suo corrispondente vuoto. Basta avere la nuova Dynax 7D tra le mani per rendersi conto che si tratta di un lavoro ben fatto.
Il design è il primo che sorprende a prima vista. Anche se sembra essere di moda fare reflex ogni volta più piccole e leggere, la Konica Minolta si è mantenuta fedele alla sua linea di fotocamere tradizionali e ha costruito la SLR che, indubbiamente, più ricorda a una da pellicola.
Gli utenti della marca non avranno nessun problema a adattarsi a questo corpo, decisivo e robusto, e gli appena arrivati scopriranno alcune buone idee nel suo design. Un design presieduto da due grandi ruote rugose (una prima dedicata alla compensazione dell'esposizione e del flash, e l'altra alla scelta del modo di lavoro e delle raffiche) che contribuiscono a quella sensazione di "classicismo".
Denominazione di origine Anti-Shake Prima di addentrarci nella descrizione dei numerosi comandi della fotocamera, cerchiamo nella sua parte posteriore l'interruttore di una delle funzioni che distingue questo modello dalla concorrenza: il conosciuto sistema Anti-Shake, impiegato già in alcune compatte della marca.
Questa tecnologia si basa sulla collocazione del sensore su una superficie mobile, ottenendo così la correzione della trepidazione e permettendo di scattare a velocità più lente. Si tratta di qualcosa di simile a quello che fanno alcune ottiche intercambiabili della Canon e della Nikon con sistema di stabilizzazione, ma con il vantaggio che, integrandolo nel corpo tutte le lenti accoppiate alla macchina acquistano questa qualità. I risultati del sistema Anti-Shake si percepiscono con abbastanza chiarezza, in modo tale che è possibile scattare a 1/30 o 1/15 di secondo con la fotocamera ferma senza che si apprezzi trepidazione nella fotografia. Se la situazione è più "agitata", è possibile raggiungere buoni risultati anche con 1/60 di secondo. Il dubbio è se questo sistema danneggi la nitidezza dell'immagine. Anche se manca un'analisi più dettagliata, le rapide prove realizzate sembrano indicare il contrario. Il funzionamento del sistema Anti-Shake è automatico. Basta attivarlo per vedere nel laterale del mirino una leva luminosa che indica il grado di movimento sul quale l'Anti-Shake dovrà agire. Una buona pista per potere scattare quando l'attacco sia più fermo.
Rispetto al mirino, con una copertura del 95%, risalta la comodità del suo oculare, anche se manca l'informazione sul bilanciamento del bianco o la sensibilità del sensore. I comandi Una volta provata questa importante funzione, possiamo fermarci con più calma sul maneggio delle funzioni della fotocamera. La prima delle buone idee che bisogna distinguere è, indubbiamente, l'enorme display posteriore LCD da 2,5 pollici. Infatti, è l'unico display presente in tutto il corpo della fotocamera, dal quale si controlla la parte puramente fotografica, le impostazioni digitali e la visualizzazione delle immagini.
Anche se potrebbe sembrare scomodo centrare qui tutta l'informazione, un'altra buona idea si preoccupa di facilitare questo compito. Sotto l'oculare, è collocato un sensore che disattiva il display niente più che avvicinando il nostro occhio al mirino per inquadrare.
Velocità e diaframma si controllano con le tipiche ruote, perfettamente collocate alla portata delle dita. Più complicato è cambiare il modo di messa a fuoco tra i quattro disponibili (semplice, continuo, automatico e manuale), ma, per compensarlo, troviamo vicino al pollice destro un pulsante AF/MF (fuoco automatico o manuale) che, mentre si mantiene pressato, permette di aggiustare manualmente la rondella di messa a fuoco dell'obiettivo. E tutto ciò anche se si sta lavorando con la modalità dell'autofocus.
Blocco di esposizione, tipo di misurazione -il fotometro, come succede in quasi tutte le SLR tende anche a sovresporre-, sincronizzazione lenta con il flash, selezione del punto di messa a fuoco mediante un pratico comando basculante di quattro direzioni e una funzione centrale, sensibilità ISO… La Dynax 7D presenta una densità di comandi e pulsanti realmente avvilente, anche se non per questo è più complessa del resto. Sensibilità e bilanciamento del bianco L'accesso alle decisive funzioni di sensibilità e bilanciamento del bianco è semplice -soprattutto alla seconda di quelle-, e ciò si gradisce. Nella parte superiore, tra lo scatto e la ruota di programmi, si trova il comando del bilanciamento del bianco, con quattro posizioni principali: automatico, programmi, manuale e per gradi Kelvin. Se si seleziona PWB (i programmi), basta premere il pulsante centrale (WB) e girare la ruota posteriore per accedere nel display alle tipiche possibilità: luce diurna, flash, tungsteno…
La sensibilità, invece, dispone di un rango di 100 e 1600 ISO (o fino a 3200 ISO, se così si sceglie nel menù di opzioni). Per la sua selezione, bisogna ricorrere -di nuovo- alla combinazione del pulsante e ruota. Il sensore CCD incorporato offre una risoluzione da 6,3 megapixel e una moltiplicazione focale da 1,5x. Si possono utilizzare tutti gli obiettivi AF della Konica Minolta, ma non le serie MD e MC della marca. Rispetto alla compatibilità del sistema Anti-Shake con le ottiche, la Konica Minolta spiega che, oltre a alcuni obiettivi macro propri, "l'antivibrazione può non funzionare con prodotti di altri produttori".
Raffiche e menù Il buffer della fotocamera soddisfa le aspettative generate dalle sue caratteristiche tecniche. Così, la Dynax 7D realizza catture da 3 fotogrammi per secondo, fino a un totale di 9 scatti nel formato RAW, e da 12, 15 e 19 nelle diverse modalità di JPEG disponibili. Il mirino mostra in ogni momento lo stato del buffer e le foto restanti prima che debba lasciare scattare o si rallenti. In tutti i modi, abbassando la risoluzione a 2256 x 1496 punti, abbiamo ottenuto di effettuare raffiche di più di 25 scatti senza nessun problema. Il suono dell'otturatore, quindi, sorprenderà a più di uno.
Oltre alla risoluzione e al formato dell'immagine, il menù permette anche di regolare 2 punti verso l'alto o verso il basso i valori di contrasto, saturazione, nitidezza e sfumatura dell'immagine. Allo stesso tempo, ci sono un'infinità di opzioni e prestazioni che richiedono un'analisi più dettagliata. È il caso della formattazione della scheda, che è forse un po' nascosta, e di un'opzione di pulizia di sensore che alza lo specchio e apre l'otturatore, per citare due esempi. I file RAW da 12 bits (che si possono catturare con una risposta simultanea in formato JPEG), si registrano con l'estensione MRW nella scheda di memoria. Per aprirli, è necessario istallare il software che accompagna la fotocamera, il DiMage Viewer, che offre le tipiche opzioni di visualizzazione, edizione (abbastanza completa) e manipolazione e esportazione di RAW.
La Dynax 7D lavora con schede CompactFlash, che devono inserirsi nel suo compartimento di carica laterale. La porta USB 2.0 si colloca anche in questo luogo, anche se per potere accedere con maggiore facilità si è abilitato uno sportello nel coperchio.
Revisione delle prese La visualizzazione delle immagini è realmente comoda grazie alle dimensioni e risoluzione del suo display. Per proteggerlo, la Dynax 7D include nel suo imballaggio un display protettore di plastica trasparente di semplice collocazione.
Per ampliare l'immagine, disponiamo di pratiche opzioni. Il pulsante della lente di ingrandimento -nel laterale sinistro del display, vicino a quello dell'eliminato- allarga l'immagine al massimo. Per andare allontanandola progressivamente, basta utilizzare la ruota dello scatto o selezionare una zona concreta mediante il comando direzionale posteriore. Se vogliamo passare da un'immagine ad un'altra mantenendo lo zoom selezionato, bisogna solo andare azionando la ruota che si controlla con il pollice. |
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