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UNO SGUARDO AL 2004

lunedì 3 gennaio 2005

Reflex digitali: un forte consolidamento

Dire che il 2004 è stato l'anno della fotografia digitale non è una sorpresa. Il mercato segue il suo corso, e dopo il boom arriva il consolidamento definitivo della nuova tecnologia. In questo processo, le SLR digitali sono state le protagoniste indiscutibili degli ultimi dodici mesi. Sono ancora minoritarie rispetto alle centinaia di novità nella categoria delle compatte digitali, ma l'interesse e la passione che sveglia ogni nuovo modello le trasforma nel centro di attenzione.

Iker Morán.- Per una questione di prezzi, la fotografia reflex digitale era finora un tema riservato ai professionisti. Il panorama, invece, è cambiato molto durante questo anno. Le grandi marche hanno scommesso forte sulla categoria e -finalmente- hanno trovato la ricetta che molti fotografi, i famosi appassionati esperti, stavano aspettando con impazienza; prestazioni e qualità a prezzi accessibili.

I cambi, quindi, sono stati in questo doppio senso. È evidente, da un lato, il miglioramento dei nuovi sensori digitali implementati nelle fotocamere per quanto riguarda la risoluzione (fino a 16 megapixel), velocità, assenza di rumore nelle immagini… Il calo dei prezzi, dall'altro lato, si è concluso nel definitivo consolidamento di un nuovo tipo di fotocamera reflex per principianti che ha già cominciato a delinearsi alla fine del 2003, con un nuovo prezzo intorno ai 1000 euro.

PMA e Photokina

La decina di SLR digitali presentate durante l'anno è la prova più evidente di questo successo di cui parliamo. La coincidenza delle due fiere internazionali più importanti del settore -PMA e Photokina- durante lo stesso anno ha supposto anche un buon incentivo affinché le imprese si animassero a presentare i loro modelli stellari per tanti significativi appuntamenti.

Nikon D70
 © Xavier Tomàs, QSBD.COM

La Nikon si è incaricata di inaugurare l'anno con l'attesa D70. La compagnia aveva già annunciato con molti mesi di anticipo lo sviluppo del modello in una strana intenzione di trattenere i suoi fedeli e di frenare lo schiacciante dominio della Canon sul mercato.

Anche se avrebbe impiegato ancora alcuni mesi a arrivare nel mercato europeo, con delle liste di attesa per ottenerlo che mai prima si erano viste, il modello era già pronto per la fiera americana PMA di febbraio. In questo modo, la categoria che sarebbe stata inaugurata dalla EOS 300D della Canon restava definitivamente consolidata; c'era già un posto libero per i principianti nel mondo SLR digitale.

La fotocamera è stata, indubbiamente, uno dei maggiori successi dell'anno. Il suo rapido funzionamento, la qualità del suo sensore da 6 megapixel, il corpo compatto e leggero ma con aspetto più professionale della concorrenza e il suo prezzo furono argomenti più che sufficienti per trasformarla in una supervendita tra i principianti, ma anche per molti professionisti.

Canon EOS-1D Mark II
 © Eduardo Parra, QSBD.COM

Nel terreno professionale, la fiera PMA accolse anche due importanti novità. La Canon rinnovò la sua EOS-1D con la versione Mark II e inaugurava, al volo, una nuova nomenclatura per i suoi modelli, complicandolo tutto un po' di più. Destinata ai fotoreporter, la nuova reflex superava gli 8 fotogrammi per secondo in raffiche di più di 20 immagini -più rapide della D2H della Nikon, ma con raffiche inferiori- e elevava la risoluzione fino a 8 immagini grazie allo straordinario rendimento dei CMOS sviluppati dalla Canon.

La Kodak, invece, tentava di risolvere i problemi scoperti nella sua DCS Pro 14n con una versione basata su un sensore rinnovato: la DCS Pro SLR/n, per montaggio Nikon, era la prima ad arrivare, e pochi giorni dopo la compagnia sorprendeva con la versione SLR/c per ottiche della Canon. Un colpo di scena, quindi già da alcuni anni che la Kodak non scommetteva su questo montaggio.

Autunno intenso

Ma l'armamento pesante restava riservato per dopo l'estate. La Canon ha superato tutti dando il via di uscita della fiera di Photokina, che si celebrò alla fine di settembre a Colonia, presentando in pieno agosto la EOS 20D. 8 megapixel, messa a fuoco migliorata, funzionamento più rapido e un nuovo montaggio per potere utilizzare le ottiche EF-S ottimizzate per i suoi sensori di formato 1,6x furono le sue principali novità. E un prezzo realmente competitivo, che abbassava quello della precedente EOS 10D al momento del suo lancio.

Canon EOS 20D
 © Eduardo Parra, QSBD.COM

Già in piena fiera, abbiamo potuto vedere l'attesa sostituta della FinePix S2 Pro della Fujifilm. La nuova Finepix S3 Pro -presentata alla fiera PMA, vista a Photokina e che fino a adesso non è arrivata nelle vetrine- suppone un'alternativa professionale per ottiche Nikon, con molte possibilità nella gamma media-alta. Il suo sensore SuperCCD di Quarta Generazione da 12 o 6 milioni di pixel -a seconda di chi lo domanda- indubbiamente farà parlare molto nei prossimi mesi.

Konica Minolta Dynax 7D
 © Marcel Lario, QSBD.COM

La Konica Minolta ha fatto anche i suoi compiti, e a Colonia aveva pronta e operativa la nuova Dynax 7D. Un corpo semiprofessionale, con un design molto diverso dal resto e ricco di buone idee. Oltre ad essere l'alternativa naturale per gli utenti di ottiche Minolta, la fotocamera è la prima ad incorporare un sistema antivibrazione (Anti-Shake) nel proprio corpo, in modo tale che è possibile scattare a velocità più lente senza trepidazione, con tutta la gamma di lenti della marca.

Nikon D2X
 © Eduardo Parra, QSBD.COM

In quello più alto, la Canon e la Nikon seguono il loro particolare duello. La D2X è stata in questo 2004 una delle fotocamere stella. Il CMOS da 12 megapixel e formato DX sorprese a più di uno. Inoltre, il suo corpo professionale e robusto incorpora il sistema di trasmissione senza fili impiegato nella D2H e la possibilità di allargare la velocità di scatto fino agli 8 fotogrammi per secondo, riducendo la risoluzione e la superficie del sensore utilizzata. Qualcosa così come due fotocamere in una.

Canon EOS-1Ds Mark II
 © Eduardo Parra, QSBD.COM

Come era da prevedere, la risposta della Canon ha impiegato pochi giorni ad arrivare. La EOS-1Ds Mark II fu il logico nome impiegato per la sua nuova reflex da 16 megapixel (e non 22, come si mormorava nei giorni precedenti). La nuova nave ammiraglia della marca arrivava per sfidare, senza nessun complesso, alle fotocamere di formato medio e come un'opzione più economica alle protezioni digitali.

Nuova categoria

Photokina ha assistito anche a importanti movimenti in questa nuova gamma di reflex per principianti. L'offerta disponibile è cresciuta fino ad arrivare ai quattro modelli, grazie a due nuove incorporazioni della Pentax e della Olympus. La prima di quelle, la *ist DS, è una nuova versione ancora più ridotta, leggera e compatta della *ist DS. Gli stessi 6 milioni di pixel, schede SD Card e lo sradicamento di qualche prestazione avanzata, tutto ciò in cambio di un prezzo realmente interessante.

Pentax *ist DS
 © Iker Morán, QSBD.COM

La E-300 della Olympus, invece, è stata una delle scommesse più curiose dell'anno. Il secondo corpo della serie E -e del sistema Quattro Terzi- è tutta una strizzata d'occhio per i principianti. Il suo design ricorda quello delle compatte, ma con ottiche intercambiabili, 8 milioni di pixel e lo stesso sistema di pulizia del sensore della E-1. Il suo prezzo gira intorno a quella già conosciuta frontiera dei 1000 euro. Indubbiamente, un modello da prendere in considerazione.

Olympus E-300 e E-1
 © Iker Morán, QSBD.COM

E per concludere questi mesi così fertili, abbiamo anche conosciuto alcune novità meno popolari, ma che invece si devono prendere in considerazione per l'impatto che possono avere nel settore. La Mamiya ha presentato la sua decisiva ZD (22 megapixel) e Hasselblad ha celebrato la sua fusione con Imacon con la nuova H1D (altri 22 megapixel), elevandosi come le due prime fotocamere reflex digitali di formato medio. La Epson, infine, dava il rintocco con la R-D1, la prima digitale telemetrica con montaggio per Leica M.



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