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giovedì 30 settembre 2004

Olympus E-300: primo contatto

Rarità è la sensazione che uno ha nel prendere per la prima volta una E-300. Bisogna dire che la Olympus dispone di un buon numero di quelle nel suo stand di Photokina, così che non era necessario lottare troppo per toccarla. Il design -bello o brutto, dipende dai gusti- almeno è di rottura. Una strana combinazione tra le Camedia più grandi e la E-1. Insomma, una compatta alla quale si è incorporato un montaggio compatibile con le ottiche del sistema Quattro Terzi.

I rappresentanti di Olympus spiegano ai visitatori di Photokina i pregi del sistema Quattro Terzi. FOTO: Iker Morán
FOTO: Iker Morán
I rappresentanti di Olympus spiegano ai visitatori di Photokina i pregi del sistema Quattro Terzi.
Colonia. Iker Morán.- E-System, rappresentato dalla conosciuta E-1 e, soprattutto, dall’appena inaugurata E-300, è il protagonista assoluto dello stand di Olympus. La nuova reflex della marca produce reazioni curiose tra i visitatori, che quando la vedono non sanno di che si tratta di un nuovo modello di compatta o se realmente le ottiche sono intercambiabili.

Il trucco -mi spiegano- è stato sostituire il pentaprisma che incorporano le SLR con un sistema di specchi (“Porro”, come quello di alcuni prismatici) per ridurre considerevolmente le dimensioni e potere conseguire alcune forme molto distinte. I modelli disponibili sono ancora prototipi che sono nella loro ultima fase di sviluppo. O fotocamere finali alle quali solo manca qualche ritocco.

Il caso è che ancora non si possono scattare immagini con la fotocamera, nonostante mi promettano che sarà disponibile nel mercato entro due settimane. Rispetto al prezzo i rappresentanti di Olympus in Photokina non vogliono compromettersi, ma quella dei 1.000 euro è una cifra che è molto menzionata. La questione è: con ottica o senza.

Nonostante sia la sorella piccola della E-1 è stato un dettaglio mantenere il sistema Super Sonic Wave Filter (SSWF) di Olympus: alcune vibrazioni ultrasoniche prima di ogni scatto si preoccupano di pulire il sensore CCD. Intanto, questo è l’unico sistema realmente efficace per evitare il classico problema dell’accumulazione della polvere nel sensore.

Olympus E-300
 © Iker Morán, QSBD.COM

Olympus E-300
 © Iker Morán, QSBD.COM

Il CCD, a proposito, è delle stesse dimensioni di quello della E-1; cioè, la distanza focale delle ottiche Zuiko bisogna moltiplicarla per 2, ma si è aumentata la risoluzione fino agli 8 megapixel.

 © Iker Morán, QSBD.COM

Olympus E-300
 © Iker Morán, QSBD.COM

Olympus E-300
 © Iker Morán, QSBD.COM

Non erano sufficienti i 5 megapixel della E-1?, gli domando. In un anno, la tecnologia e il mercato si sono evoluti molto, mi rispondono, e adesso è possibile offrire un sensore con tecnologia full-frame transfer di maggiori dimensioni e con alcuni costi più bassi.

 © Iker Morán, QSBD.COM
La nuova Olympus E-300, alla sinistra, con la pioniera E-1.

 © Iker Morán, QSBD.COM
Il fotografo giapponese Kanjo Take mette alla prova la E-1.

Rispetto ai comandi, sembra che siano distribuiti con abbastanza razionalità. La zona posteriore ricorda molto quella della E-1. Alla destra del monitor, un comando a forma di croce per controllare la sensibilità e l’autofocus, e alla sinistra, i controlli del bilanciamento del bianco, la qualità o la compensazione in accessi diretti e semplici, senza doversi mettere nel menù principale.


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