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Ricerca: Offerte di lavoro Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.
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![]() martedì 28 settembre 2004 più informazioni notizie correlate ultime notizie Canon EOS 20D: primo contattoSe c'è una marca che ha preso sul serio quello che è il frenetico ritmo della fotografia digitale in quanto a rinnovazione di attrezzatura quella è, senza dubbio, la Canon. Se la EOS 10D comportò un passo importante rispetto alla sua predecessora, la D60, adesso è il turno della EOS 20D. Un'evoluzione logica che si camuffa sotto un corpo e un'apparenza molto simile, ma che nasconde notevoli miglioramenti. E quello che è più importante: non si tratta soltanto di un elenco di caratteristiche, ma si sono prese in considerazione alcune delle domande che erano in bocca di tutti gli utenti.
Colonia. Iker Morán.- La Canon ha approfittato della giornata dedicata alla stampa tecnica -precedente all’inaugurazione ufficiale di Photokina- per fare conoscere una delle sue nuove fotocamere digitali stella: la EOS 20D. Un’opportunità unica per fare una rapida valutazione, con la fotocamere tra le mani, sulle novità, le caratteristiche e le prestazioni del modello, così come della sensazione che trasmette in un primo piano e rapido contatto.
Da lontano, saltano alla vista le similitudini che la EOS 20D conserva con la sua predecessora, la EOS 10D. Il design del corpo è molto simile, anche se si è stilizzato leggermente e hanno ottenuto di ridurre un poco le dimensioni e il peso. Sufficientemente per ottenere un modello un po’ più leggero, ma che conserva la robustezza, la consistenza e immagine che ci si aspetta da una reflex semiprofessionale. Un restyling che -questa è la parte brutta per i proprietari della EOS 10D- impedisce di utilizzare l’impugnatura verticale e il compartimento di batterie del vecchio modello. Come dettaglio pratico che migliora la maneggevolezza, l’interruttore di accensione si mantiene nella stessa zona, ma si incorpora una terza posizione (oltre a quelle di “On” e “Off”) per attivare o bloccare la ghiera posteriore della fotocamera. Ma le differenze più notevoli arrivano dall’interno. Per cominciare, il sensore CMOS di dimensioni APS aggiunge 2 megapixel ai 6 della EOS 10D, raggiungendo una risoluzione effettiva di 8 milioni di punti. Tutto sembra indicare che l’assenza o presenza di rumore con sensibilità alte sarà uno dei punti da analizzare in questa fotocamera, per provare se segue la buona progressione della EOS 10D.
Ci sono anche novità rilevanti in tutto quello che si riferisce alla velocità della fotocamera, un tema nel quale la EOS 10D aveva molti punti migliorabili che sembra che non sono caduti in un sacco rotto. Tanto è così che la prima prova alla quale tutto il mondo ha sottoposto alla EOS 20D è stata quella di premere l’otturatore e vedere fino a dove poteva arrivare la sua raffica. I 5 fps, fino ad un totale di 23 immagini nella massima qualità JPEG, si menzionano -in verità- a gloria. Anche se non ebbe tempo di provarlo, i responsabili della marca assicurano che scattando con dimensioni minori il buffer della fotocamera permette di scattare continuamente, senza alzare il dito, fino a terminare con la capacità della scheda.
Oltre ai pregi del processore DIGIC II, la fotocamera ha un avviamento quasi istantaneo -alleluia!- e il sistema di autofocus che si nasconde dietro il mirino non ha molto in comune con il tanto criticato della EOS 10D. I 9 punti di messa a fuoco da selezionare si incorporano in una matrice con una forma di rombo che copre una grande aerea dell’immagine e che offre combinazioni sufficienti per adattarsi alle necessità e preferenze di molti fotografi.
La velocità e il suono di questa messa a fuoco automatica è anche impeccabile con i due nuovi obiettivi che accompagnano alla fotocamera: il 18-55 mm e il 10-22 mm, di cui era soltanto disponibile un modello di preproduzione. Le due nuove ottiche, oltre al conosciuto design ottimizzato per i sensori digitali, offrono delle focali ottime una volta applicato il fattore di moltiplicazione della fotocamera. L’1,6 si conserva nella EOS 20D, e tutto sembra indicare che la Canon ha le idee molto chiare su questo punto. Il 10-22 mm si trasforma in un angolare davvero: un 16 mm che deve mancare a molti in fotografia digitale.
Invece, bisogna ricordare il tema dei montaggi, che viene in mente a più di un utente e che i responsabili della Canon spiegavano gentilmente: le tre ottiche EF-S si possono utilizzare unicamente ed esclusivamente con la EOS-300D e la nuova EOS 20D. Agli utenti della 10D, quindi, solo resta di sopravvivere senza un 16 mm (o aggiornarsi). Il prezzo della EOS 20D, a proposito, ruoterà sui 1.700 euro. Il kit della macchina con l’obiettivo di 18-55 mm, sarà sui 1.800 euro. L’ottica da 10-22 mm, invece, avrà un prezzo di lancio di 1.000 euro, approssimativamente. |
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