![]() |
|
|
|
|
||
|
Ricerca: Offerte di lavoro Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.
|
![]() Cyber-shot DSC-T3Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 2592 x 1944 p. Obiettivo (35 mm): 38,0-114,0mm Zoom: 3x (ottico) / 4x (digitale) In due parole Una versione realmente migliorata della T1, con una buona qualità di immagine e un display da 2,5 pollici Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Sony Cyber-shot DSC-T3 con le nostre 22 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
lunedì 22 novembre 2004 La versione 2.0 della Sony DSC-T1Convinti che la Cyber-shot DSC-T1 era una buona macchina -qualche volta terminata male-, gli ingegneri della Sony le hanno dato un nuovo aspetto e hanno operato su quella un paio di operazioni. Mantenendo la filosofia delle dimensioni ridotte e di un'estetica gradevole, attributi che complementa un enorme display, la Sony presenta un'aggiornata macchina che non è unicamente pensata per fare innamorare a chi la contempla. No. La Cyber-shot DSC-T3 nasce disposta ad offrire un buon rendimento di colore e di immagini di notevole qualità, anche a 400 ISO. In fin dei conti, la T1 possiede una più che degna erede. Quello della Cyber-shot DSC-T1 fu amore a prima vista. Un amore che, sfortunatamente, finì con l’inganno. Appresa la lezione, con la Cyber-shot DSC-T3 siamo andati con i piedi di piombo. A differenza di quello che è successo con il modello argentato precedente, cerchiamo di contenere le nostre illusioni partendo da un sano scetticismo.Bene, non bisogna dubitare. Soave, gradevole al tatto, leggera La T3 eredita, uno ad uno, gli attributi che fecero della T1 un gioiello estetico. Manca soltanto che faccia bene il suo lavoro: offrire immagini di qualità. Piccola ma stabile Esternamente, la T3 è come una piccola pila di carte di credito. A malapena supera il centimetro di larghezza e -senza la batteria- i 145 grammi di peso. Risalta, costi quelli che costi, il “piccolo” monitor che porta splendidamente incorporato nella sua parte posteriore, e risalta allo stesso modo lo zoom di orientamento verticale che la trasforma in una vera fotocamera compatta. In poche parole e riassumendo, la T3 è, a prima vista, una T1 a cui le hanno eliminato il copriobiettivo scorrevole che copriva l’obiettivo. I comandi, scarsi ma adeguati, sono disposti alla destra del monitor, in modo tale che è molto più facile manipolarli senza dovere separare gli occhi dal monitor e senza che sia in pericolo la stabilità della fotocamera, che già di per sé -a causa soprattutto delle sue ridotte dimensioni- si può afferrare con una sola mano. Senza andare oltre, nelle nostre prove abbiamo realizzato catture esenti da trepidazioni a velocità di 1/8 di secondo e alla distanza focale equivalente a 114 mm. Senza problemi, si sottintende. Un’immagine migliorata Un CCD da 5 megapixel si occupa di immortalare le catture, che raggiungono i 2592 x 1944 di risoluzione. Il rendimento cromatico è un po’ limitato. Salvo che le condizioni luminose siano idonee, la T3 deve spegnere i toni e lasciare le fotografie un po’ semplici. Quando, invece, la luce è abbondante, i colori si saturano e si perde il dettaglio. La T3 utilizza schede MemoryStick Duo e Pro Duo per memorizzare le immagini. Si somministra con un’unità da 32 MB e un adattatore che la “trasforma” in una MemoryStick convenzionale. Il bilanciamento del bianco offre dei risultati diversi. Nelle nostre prove, abbiamo constatato che uno stesso modo prefissato ha dei rendimenti diversi in condizioni di luce simili, senza avere trovato una spiegazione ragionevole a tanta inquietante “mania”. Il modo automatico, invece, si merita un voto più che alto. La sensibilità, da 100 a 400 ISO, è un altro piatto forte di questa fotocamera: non tanto per il suo elevato rango, ma per il suo quasi inesistente livello di rumore anche a 400 ISO, senza che il comune algoritmo di riduzione colpisca sulla definizione finale della ripresa. Si deve puntualizzare, invece, che la definizione si vede lievemente danneggiata, lasciando evidente nelle catture realizzate alla massima sensibilità una leggera sfocatura soave che si può apprezzare ingrandendo un po’ l’immagine. In qualsiasi caso, gli ingegneri della Sony hanno migliorato il sistema, superando abbondantemente il livello della T1. L’obiettivo, parte intrinsecamente implicata nella definizione dell’immagine, è uno zoom Carl Zeiss di costruzione verticale con una parte di scivolamento orizzontale. La sua distanza focale (38-114 mm, su standard 35 mm) e una luminosità un poco adatta (da f3,5-4,4, in angolare, e da f5.6-10, in tele) lo trasformano in un’ottica polivalente per qualsiasi principiante. Nonostante la sua peculiare costruzione, l’obiettivo risponde con abbastanza velocità agli ordini del comando dello zoom, contando inoltre su una messa a fuoco relativamente rapida e abbastanza precisa. Nel capitolo della definizione, passa con un buon voto, abbastanza migliore della fallita T1. E lo stesso succede nei paragrafi delle aberrazioni cromatiche -letteralmente inesistenti- e distorsioni geometriche, anche se in questo ultimo caso si può apprezzare un po’ di distorsione di barile. Un mostro da 2,5 pollici Il monitor appare un argomento a parte. Questo gigante monitor LCD da due pollici e mezzo elimina di colpo il mirino diretto -soluzione abbastanza ragionevole, dato che quasi nessuno lo usa ormai. Offre una soddisfacente ricezione in tempo reale -non ci aspettavamo meno- e un buon livello di dettaglio, dovuto in parte ai 230.000 pixel che possiede. A causa delle sue grandi dimensioni, la T3 include una funzione che permette di ridurre la retroilluminazione del monitor minimizzando in questo modo il suo consumo. Apparentemente, tanto la qualità come l’affidabilità al momento di riprodurre sul monitor le catture realizzate sono state migliorate rispetto alla T1. I modi del menù sono una copia di quelli inseriti nei modelli anteriori della Sony. Una piccola leva nella parte inferiore del monitor permette di scegliere tra le diverse opzioni di colore, bilanciamento o compensazione dell’esposizione, includendo inoltre diversi modi di scena prefissati. Il modo di registrazione di video, abbastanza buono, permette di registrare clips con suono la cui durata è limitata solo dalla capacità della scheda. La sua risoluzione è fino a 640 x 480 pixel e la sua qualità ruota suoi 30 fotogrammi per secondo. Altre piccole funzionalità delle quali può fare sfoggio la T3 sono il flash integrato, un po’ piccolo anche se di carica rapida, o la base di carica e trasferimento di dati al computer -attraverso la porta USB- che viene inclusa di serie. L’alimentazione della T3 spetta alla batteria inclusa agli ioni di litio, che si ricarica quando mettiamo la fotocamera sul citato supporto. Il consumo è qualcosa di elevato, anche se niente di allarmante. Sebbene il monitor ci indica il tempo di autonomia rimanente, le prove realizzate dimostrano che non lo fa in modo molto preciso. Infatti, tende ad aggiungere approssimativamente un 15% in più di autonomia. Qualcosa di più di un mero aggiornamento Certamente, potrebbero bene averlo battezzato questo modello con il nome Cyber-shot DSC-T1 versione 2.0. La Sony ha scelto una massima: migliora il buono, cambia il cattivo, e partendo dall’arciconosciuta T1 ha disegnato una fotocamera che fa piacere portare in giro. È certo, invece, che alla Cyber-shot DSC-T3 le manca ancora quel “qualcosa” che la potrebbe trasformare, definitivamente, in quella fotocamera memorabile di cui tutti conserveremmo un piacevole ricordo. Il momento, fortunatamente, sembra essere ogni volta più vicino. TESTO E FOTO: Eduardo Parra |
newsletter di foto Ricevi ogni settimana tutte le nostre notizie sulla foto digitale pubblicità
|