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![]() Cyber-shot DSC-P200Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 3072 x 2304 p. Obiettivo (35 mm): 38,0-114,0mm Zoom: 3x (ottico) / 6x (digitale) In due parole Un'eccellente compatta da 7 megapixel di fenomenale rendimento, ma a cui si potrebbe chiedere un po' di più Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Sony Cyber-shot DSC-P200 con le nostre 31 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
giovedì 21 aprile 2005 Sembra impossibile riuscire a mettere tanto in così pocoOrmai non è "soltanto" una marca di elettronica di consumo. Per suo diritto, la Sony si è inserita nel mondo fotografico ed è arrivata ai posti più alti grazie alla qualità e alla pazienza. Non soltanto produce alcuni dei migliori sensori del mercato per altre marche, ma i suoi stessi prodotti possiedono un livello di qualità a tutta prova. La Cyber-shot DSC-P200 è un buon esempio di ciò, con i suoi 7 megapixel e una sorprendente facilità di maneggio che c'entrano nel palmo della mano. La Cyber-shot DSC-P200 è una fotocamera singolare. E lo è perché offre alcune possibilità meravigliose, mentre dimentica altre più basilari.Per iniziare, vedendo un modo totalmente manuale o quei 7,2 megapixel sul foglietto delle specifiche tecniche già si avverte: "attenzione, non sono un giocattolo". Invece, l’assenza dei modi di priorità o il suo rango di sensibilità da 100 a 400 ISO indicano che neppure serve per tanto. Conclusione anticipata: è possibile che questa fotocamera valga per tutti o che non valga per nessuno. Un appassionato avanzato probabilmente sentirà la mancanza delle priorità e di un paio di sensibilità più verso l’alto e il basso. Un principiante si domanderà per quale motivo vuole lui un modo manuale, se non ha molta idea di come utilizzarlo. Alla fine, entrambi evidenzieranno se realmente hanno bisogno di 7 megapixel di risoluzione. In una scatola di fiammiferi Seguendo la scia della serie P, la DSC-P200 della Sony è un piccolo gioiello metallico che fa piacere guardare. Le sue rifiniture sono semplicemente perfette e la sua estetica molto curata, combinando elementi metallici brillanti con altri opachi in diversi toni del grigio. Pesa appena e si lascia prendere con una sola mano. Inoltre, entra in qualsiasi tasca, anche in un fodero del telefono cellulare. Lo scatto della DSC-P200 alloggia nella parte superiore, mentre la posteriore è il focolaio dei controlli per i menù virtuali e dello zoom, così come del dial di modi e del display. Anche se più facilmente i comandi superiori di quelli inferiori, tutti i pulsanti della parte posteriore si possono azionare con il pollice. Una mano relativamente grande probabilmente ha difficoltà in questo aspetto. Il display si può vantare di una diagonale da 2 pollici e di quasi 135.000 pixel di risoluzione. Ha una ricezione di immagine letteralmente perfetta e offre una qualità molto buona. Come contropartita, le tipiche bande orizzontali di solito fanno atto di presenza in situazioni di controluce. La corretta visualizzazione del display si può realizzare comodamente per quasi qualsiasi situazione, anche se la plastica di protezione che copre il display è troppo brillante e produce riflessi spettacolari un po’ fastidiosi. I menù del display sono, evidentemente, "made in Sony". Una leva inferiore con i menù illustrati si incarica di ospitare le molteplici opzioni fotografiche, dalla sensibilità alla saturazione. Un altro menù, con i suoi corrispondenti submenù, permette di variare i parametri più tecnici, come la data o il formato di uscita del video. Entrambi i menù sono di uso semplice e intuitivo. Sono, in realtà, precisi a quelli di altri modelli della Sony, per cui quelli che sono arrivati alla P200 da un’altra fotocamera della marca giapponese non sperimenteranno nessuna difficoltà nel loro maneggio. L’iscrizione Carl Zeiss ci dà il benvenuto nell’obiettivo retrattile. Si tratta di uno zoom standard di 38-114 mm e di f2.8-5.2. Indubbiamente, una luminosità in tele un po’ scarsa per quello che sarebbe desiderabile attualmente. A livello di messa a fuoco, va bene; un po’ lenta in certe occasioni, ma sempre efficace, anche con bassa luce e senza ricorrere alla luce arancione di assistenza all’autofocus. Le catture non esibiscono grandi distorsioni geometriche e la presenza di aberrazione cromatica è abbastanza disprezzabile. La qualità di immagine, uno dei suoi punti forti Il sensore che ospita la DSC-P200 possiede 7,2 megapixel di risoluzione. Produce immagini di niente meno che 3072 x 2304 punti, con una qualità che si può qualificare eccellente per una compatta. La riproduzione del colore è -precisamente- eccellente, così come il livello di rumore, sorprendentemente scarso a 400 ISO per una fotocamera compatta di tanta risoluzione. L’algoritmo di riduzione del rumore, se esiste, lavora molto bene. Alla buona efficacia del sensore è possibile contrapporre il rendimento del bilanciamento del bianco. Nel caso di questa fotocamera, il modo automatico zoppica leggermente, specialmente con luci di tungsteno. I modi prefissati, anche se buoni, lasciano un po’ a desiderare. Non lascia a desiderare, invece, il flash integrato. È di piccole dimensioni e di breve portata, certo, ma di raffinatissima precisione, sia in forma automatica sia nella modalità fill-in. Il riciclaggio è piuttosto sufficiente in forma continua, anche se la raffica -quella erroneamente chiamata raffica, dato che di raffica ha poco- lo disattiva per difetto. La DSC-P200 utilizza schede MemoryStick standard per la memorizzazione delle immagini, anche se permette l’uso delle MemoryStick Duo mediante un adattatore. Possiede una porta USB 2.0 -imprescindibile, prendendo in considerazione quei 7,2 megapixel-, perfettamente protetta da un tappo di plastica dura e situata insieme ai compartimenti per la batteria e la scheda. Oltre alle foto, video di qualità Il video, nel suo campo, è superbo. Quei 640 x 480 punti di risoluzione a 30 fps e senza nessuna limitazione temporale -salvo che per la memoria disponibile sulla scheda- sono tutto un trionfo in una macchina, ricordiamo, progettata per scattare fotografie. Se lo zoom non fosse disattivato nella modalità di registrazione video, come di solito succede in queste macchine, sarebbe quasi perfetta. Il sistema di alimentazione, invece, si serve di una batteria infolitio marchio della casa. Non indica soltanto la carica restante in minuti, ma l’autonomia che offre è elevatissima e risulta piuttosto sufficiente per molte -moltissime- foto con il display LCD acceso. Dimostrazione di forza La Cyber-shot DSC-P200 è una grandissima fotocamera messa in un corpo piccolissimo. Indubbiamente, 7,2 megapixel sono eccessivi per il 90% degli utenti, che non sapranno e non potranno trarre vantaggio da questa caratteristica e alla fine -questione di funzionamento- realizzeranno le catture a 3 megapixel. Indipendentemente da tutto ciò, la qualità di questa piccola digitale è eccellente. Mai tanti mega in così poco sensore hanno dato un rumore così basso e una qualità tanto alta. Indubbiamente, una dimostrazione più di forza della Sony nel campo dei sensori. I suoi proprietari, sia quale sia il loro livello fotografico, usciranno certamente soddisfatti. TESTO E FOTO: Eduardo Parra |
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