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Cyber-shot DSC-P150

Caratteristiche
Sensore: CCD di 7,00 MP
Mass. ris.: 3072 x 2304 p.
Obiettivo (35 mm): 38,0-114,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 2x (digitale)
In due parole
7 megapíxeles y un uso sencillísimo son las armas que utiliza esta buena compacta digital para seducir al usuario novato
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Recensione
martedì 28 dicembre 2004

7 megapixel a prova di principiante

Discretamente e con passo sicuro, la Sony sta inondando il mercato di macchine tecnologicamente emergenti espressamente disegnate per l'utente meno esperto. La Cyber-shot DSC-P150 compie queste premesse. Di uso semplice e di piccole dimensioni, la P150 fa sfoggio di un sensore iperpopolato da fotodiodi che offre una risoluzione da 7 megapixel effettivi. Il fotografo dilettante troverà nella P150 una fotocamera fatta a sua misura; con prestazioni sufficienti e con una qualità di immagine più che soddisfacente.

Oltre alla sua ingente risoluzione, poca cosa apporta la Cyber-shot DSC-P150 al mercato attuale. Né il suo corpo, né le sue possibilità di maneggio, neppure la sua risoluzione contengono nulla che trasformi questa fotocamera in una fuori serie. È certo, invece, che i suoi 7 milioni di punti sono un dato importante. Non sono ancora troppe le fotocamere, anche reflex, che possono vantare una così abbondante risoluzione.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

La struttura esterna del suo corpo elastico è molto simile a quella delle altre fotocamere Sony della stessa gamma. La P150, infatti, è quasi un clone di altri modelli, come la P100, la P9 o la P92. La presa è semplice e comoda, con tutti i comandi alla portata delle dita. Non pesa e può maneggiarsi perfettamente con una sola mano.

Curve e linee

Il display della P150 è un TFT da 1,8 pollici e 134.000 pixel di risoluzione. Ha una buona ricezione e offre una buona immagine, anche se in condizioni di eccesso di luce tende a presentare le tipiche e fastidiose fasce orizzontali. Il display, inoltre, offre tutti i dati della presa, incluso un istogramma in tempo reale per la cattura di immagini.

Il corpo, così come abbiamo anticipato, è semplice e compatto. L’obiettivo retrattile sporge soltanto quando è in funzione. Si tratta di un’ottica Carl Zeiss da 38-114 mm, su standard 35 mm, con un rango di massime aperture da f2,8-5,2, un po’ chiuso in tele.

L’obiettivo è un poco lento, tanto nella sua risposta al comando dello zoom come al momento di mettere a fuoco, specialmente quando la luce è un po’ povera -negli interni, senza andare lontano. Possiede un illuminatore di luce arancione per aiutare all’autofocus, ma, com’è solito essere comune in questo tipo di macchine, la sua assistenza è più che discreta. L’obiettivo non presenta troppe aberrazioni, e neppure si apprezzano deformazioni di cuscino o barile degne di critiche.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Per la sua alimentazione, la P150 si serve di una batteria di infolitio che informa sul tempo restante di autonomia. La batteria in questione permette di utilizzare la fotocamera durante un buon momento e vanta un rapido tempo di ricarica.

Un grande CCD

Il sensore con il quale va attrezzata la P150 è un CCD da 7,2 megapixel con cui si possono catturare immagini in formato JPEG fino a 3072 x 2304 punti. Certamente, è una pena che una fotocamera con simile risoluzione manchi di un modo di cattura senza perdita di qualità per compressione, come sarebbe il caso dei file TIFF e RAW.

Le immagini offrono una qualità e una nitidezza che, se consideriamo che parliamo di una compatta, sono più che sufficienti. I colori sono fedeli alla realtà e il livello del dettaglio segna un alto livello.

La gamma di sensibilità di questo modello oscilla tra i valori 100 e 400 ISO, mancando i nostalgici 50 e 800 ISO. La presenza di rumore, invece, è scarsa a tutte le sensibilità, ciò porta a domandarci se potrebbero avere ottenuto gli stessi risultati a 800 ISO.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Il bilanciamento del bianco, invece, contempla i tipici modi prefissati e quello completamente automatico. Stranamente, il bilanciamento predeterminato per lo scatto con flash si attiva sempre per difetto attivando questo ultimo. Tutto un aiuto per gli utenti più inesperti, anche se i più esperti vedranno ristrette le loro possibilità creative. In qualsiasi caso, il funzionamento di questo bilanciamento specifico è riuscito.

Le modalità di lavoro disponibili sono solo tre: una totalmente automatica e un’altra totalmente manuale, oltre ad una modalità programmata. A queste tre modalità di esposizione essenziali, si accompagnano nove modalità scene prefissate, espressamente destinate per facilitare le cose a qualsiasi tipo di utente.

Per concludere possiede una messa a fuoco macro fino a 6 centimetri. Un altro dettaglio interessante è l’opzione di registrazione video, con la quale si possono ottenere clips con suono fino a 640 x 480 pixel. La sua durata è limitata unicamente dallo spazio disponibile nella scheda MemoryStick.

Ciò che deve avere

La Cyber-shot DSC-P150 si può considerare, al giorno di oggi, una buona compatta digitale. E probabilmente continua ad esserlo per un po’ di tempo, anche se il suo passaggio per i cataloghi fotografici di inizi del XXI secolo non suppone una pietra miliare nella storia della fotografia digitale.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Il suo design è affascinante, perché negarlo, e il suo rendimento difficilmente deluderà ai fotografi che puntano e scattano. Meraviglioso design, orgiastica risoluzione e fedele rendimento. Tre ingredienti che, in questa categoria, di solito sono infallibili.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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