Ricerca:
Offerte di lavoro
Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.

Cyber-shot DSC-N1

Caratteristiche
Val. utenti: 2,6 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
Vedere le opinioni
Sensore: CCD SuperHAD di 8,00 MP
Mass. ris.: 3264 x 2448 p.
Obiettivo (35 mm): 38,0-114,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 3x (digitale)
In due parole
Il display tattile da 3 pollici è il principale argomento della N1, le cui prestazioni non deluderanno il fotografo principiante
Prezzi
Non ci sono prezzi disponibili
Vedere offerte in


Foto
Clicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originale
Verifica la qualità delle immagini della Sony Cyber-shot DSC-N1 con le nostre 35 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
martedì 31 gennaio 2006

Fotografando con il dito

Anche se, certamente, non era nulla di cui gli utenti avessero estremo bisogno, la Sony ha portato al mondo dei mortali una fotocamera con una particolarità che potrebbe tracciare un prima e un dopo nel panorama fotografico. Né i suoi 8 megapixel, né la sua sensibilità fino a 800 ISO la trasformano in una novità. L'asso nella manica della Sony Cyber-shot DSC-N1 è il suo imponente display tattile da 3 pollici.

Abbiamo sempre chiesto display grandi nelle fotocamere digitali, e molto grandi soprattutto nelle compatte. Dallo scarso pollice con cui iniziarono i primi modelli fino ai 2,5 che offrono attualmente molte delle fotocamere ultracompatte tascabili, ne è passata di acqua sotto i ponti. Adesso abbiamo, più o meno, quello che volevamo.

È certo -e su questo ci sono pochi dubbi- che dotare una fotocamera di display tattile si può vedere, attualmente, come una frivolezza; una di quelle cose che servono soltanto per elogiare un prodotto che, in molti casi, compensa con queste piccole perle le sue carenze fotografiche

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

La N1, invece, trasmette una buona sensazione globale. Sufficiente affinché osiamo predire che, come successe con l’aria condizionata nelle automobili, il display tattile si trasformerà col tempo in un modello per la fotografia.

Dopo i discreti intenti della Toshiba già anni fa e le più recenti EasyShare-One della Kodak e SP-700 della Olympus, la N1 della Sony nasce con l’identica vocazione di segnare il principio di una nuova era nel panorama delle fotocamere compatte digitali.

Pochi pulsanti

A prima vista, la Cyber-shot DSC-N1 è una compatta di accurato aspetto. Delle dimensioni di un pacchetto di sigarette, ma un po’ più sottile, la sua carcassa esterna è metallica e sfoggia rifiniture molto curate. Il suo corpo lo completano diversi toni di grigio e un piccolo rigato circolare quasi invisibile.

La parte frontale è scarsa di aggeggi. Oltre all’obiettivo retrattile, c’è soltanto posto per il flash e la luce ausiliare all’autofocus, che fa le veci di illuminatore del temporizzatore. La vanità della Sony concede un posto per un’incisione in rilievo non solo del nome della marca, ma anche del numero dei megapixel del sensore.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

La parte superiore della N1 si limita a ospitare il pulsante di accensione e dello scatto. Il fianco sinistro, l’altoparlante. Il collegamento per il computer si trova sulla base della fotocamera.

Alla fine, accanto al compartimento per le schede MemoryStick Duo e alla batteria, il laterale destro della fotocamera ospita il comando che permette di scegliere tra i comandi di cattura di foto e video o la revisione di file.

Con tutto il protagonismo per il display, la parte posteriore della N1 è praticamente un deserto di pulsanti. Display a parte, è lì dove si trovano il comando dello zoom (abbastanza piccolo e in certe occasioni scomodo da premere), il pulsante che attiva il menu tattile e un altro che permette di scegliere i diversi modi di visualizzazione del display (che, anche se sembra impossibile, si può disattivare).

"Touché"

Precisamente il display, "alma mater" della N1, è una cristalleria da 3 pollici e 230.000 punti di risoluzione. Essendo com’è il principale esponente della fotocamera e dato che questa non ha mirino diretto o elettronico, le aspettative messe in quella sono -a priori- abbastanza elevate.

Per iniziare, essendo tattile, non possiede nessun rinforzo né protezione esterna che possa evitare piccoli colpi o graffi. Nonostante ciò, e prendendo in considerazione i continui colpetti ai quali è sottoposta quando si usa il modo tattile, durante le nostre prove non ha subito il minimo guasto.

Il monitor, cioè, si trasforma in un tipo di fascino di impronte digitali. Un piccolo inconveniente che ha rimedio a priori (la Sony fornisce un punteruolo con la fotocamera) e a posteriori (pulirla con un panno asciutto è un rimedio intelligente).

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

In qualsiasi caso, risponde in forma abbastanza adeguata ai tocchi soavi del dito. Non è necessario nessuna penna né nulla di simile, sebbene funzioni anche perfettamente con quella. I pulsanti virtuali sono sufficientemente grandi affinché l’utente non abbia difficoltà di digitazione, e inoltre sono perfettamente separati tra loro.

Se con alcune novità in fotografia digitale si paga l’inesperienza (connessione Wi-fi senza copertura efficace, sensori da 8 megapixel o che creano molto rumore …), per quanto riguarda i display tattili la lezione è appresa molto bene; o almeno nel caso della Sony.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

Oltre alle funzioni di "quadro di comandi", il display serve come improvvisato editore grafico, permettendo di aggiungere ad una ripresa alcuni effetti o che si possono realizzare con leggeri tocchi di dito. Allo stesso modo, la N1 permette di creare proiezioni di diapositive personalizzate con musica, adattandole ai gusti di ogni utente.

Rispetto al ritardo nella riproduzione dell’immagine, il display della N1 offre una ricezione perfetta in tempo reale. Non ha salti e presenta un’immagine fresca e fluida; semplicemente, eccellente.

Anche se durante l’inquadratura l’immagine pare -secondo la nostra impressione- un po’ meno nitida, il visionato delle immagini catturate con questo monitor è il migliore che c’è. Colori, nitidezza e dettaglio, si guarda da dove si guarda.

Buona nitidezza e messa a fuoco precisa

L’obiettivo incorporato è un insieme ottico Carl Zeiss da 38-114 mm e f2.8-5.4. Non bisogna essere un grande osservatore per rendersi conto che quella luminosità di f5.4 in telefoto è tutto un handicap per le caratteristiche generali di questa fotocamera. Inoltre, il diaframma di f2.8 è soltanto disponibile nella posizione più angolare, aumentando a f3.2 alla prima digitazione dello zoom.

Per quanto riguarda la qualità, l’ottica della N1 soffre un indice di aberrazione geometrica facilmente visibile e un livello di distorsione cromatica moderatamente basso. Il livello di dettaglio e di nitidezza offerto dall’obiettivo è corretto. In qualsiasi caso, è più che sufficiente per l’utente al quale va diretta la N1.

La messa a fuoco è abbastanza rapida e precisa, permettendo di regolare lo scatto anche con luce scarsa, soprattutto grazie all’illuminatore ausiliare di colore arancione.

La risposta dello zoom, invece, è discutibile, dato che il suo modo di spostamento da una focale a un’altra si basa su piccoli salti -non si tratta di un autentico zoom continuo- che rendono impossibile beneficiare di un controllo preciso sulla distanza focale.

L’indice otto

Il sensore che equipaggia la N1 è un CCD SuperHAD che possiede l’interessantissima risoluzione da 8,1 megapixel effettivi, ciò si traduce nella cattura di fotografie fino a 3264 x 2448 punti.

La qualità di immagine ottenuta è più che sufficiente per quasi qualsiasi fotografo. La N1, cioè, offre colori vivi -anche se reali- e una nitidezza consistente. Il livello di dettaglio è adeguato e non presenta mancanze degne di menzione.

Il rendimento del sistema del bilanciamento del bianco, invece, è discutibile. Quello certamente, funziona molto meglio -senza che sia perfetto- nel modo automatico che nei diversi modi prefissati disponibili.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

La sensibilità, un altro dei grandi punti forti della Sony per attrarre addetti alla N1, va da 64 fino a 800 ISO. Sebbene non abbiamo molte speranze che un sensore piccolo come quello della N1 potesse offrire immagini di buona qualità a così elevate sensibilità, la cosa certa è che fino a 400 ISO il rumore elettronico è basso, e a 800 ISO, tollerabile. Anche se il rumore si lascia notare, le foto scattate a quelle sensibilità sono perfettamente valide.

Il modo di registrazione video, invece, permette di ottenere clips -senza limite di tempo prefissato- ad una massima risoluzione di 640 x 480 pixel e a 30 fotogrammi al secondo. La qualità dei video è buona, anche se la messa a fuoco si perde facilmente. Non è molto raccomandabile, perciò, per quelle situazioni nelle quali dobbiamo muovere la fotocamera rapidamente.

La batteria si nasconde accanto al compartimento per schede MemoryStick Duo. Nonostante la buona fama che precede la Sony nell’ambito dell’autonomia, la N1 paga il prezzo del grande display tattile che incorpora. Mentiremmo se dicessimo che la N1 possiede poca autonomia, la cosa certa è che un po’ più di carica non sarebbe per niente male.

L’inizio di un’era?

Come il resto di fotocamere -poche- dotate di display tattile, la Sony Cyber-shot DSC-N1 nasce con l’intenzione di segnare un prima e un dopo nella vita delle fotocamere digitali. Anche se il suo campione da 3 pollici può sembrare una stravaganza concepita per prelevarci euro, dobbiamo ammettere che si tratta di una prestazione piuttosto interessante.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

Oltre al suo display, la N1 è una buona fotocamera che difficilmente deluderà il fotografo principiante. I suoi 8 megapixel di risoluzione e la buona qualità di immagine che questi offrono in combinazione con l’obiettivo Carl Zeiss la collocano in una buona posizione.

TESTO: Eduardo Parra
FOTO: Iker Morán

pubblicità