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![]() Cyber-shot DSC-L1Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 2304 x 1728 p. Obiettivo (35 mm): 32,0-96,0mm Zoom: 3x (ottico) / In due parole Di aspetto realmente affascinante, la Cyber-shot DSC-L1 evita il topico del "voglio e non posso" con un rendimento soddisfacente Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Sony Cyber-shot DSC-L1 con le nostre 24 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
lunedì 14 marzo 2005 Dovrebbe vendersi in gioielleriaGioielleria, complementi e fotocamere digitali al settimo piano. Questa indicazione è possibile che non tardi a vedersi in alcuni centri commerciali se fotocamere come la Cyber-shot DSC-L1 continuano a proliferarsi. Ed è che la piccola Sony è una macchina molto particolare, ideata per la categoria principiante e cosciente delle sue limitazioni. La Cyber-shot DSC-L1 è, permettiamoci la similitudine, come alcune (o alcuni) modelli: tutto il mondo vuole vederle (vederli) e toccarle (toccarli), ma quando già stiamo un momento con quelle (quelli), di solito prendiamo in considerazione che -in generale- non c’è molto più di quello che vedevamo da fuori.Che non si confondi il lettore: la DSC-L1 non ci è sembrata, niente affatto, una cattiva fotocamera. Precisamente quella frase con cui incominciamo il testo -che questa Sony è molto cosciente delle sue limitazioni- è la chiave. Già abbiamo visto in numerose occasioni che molte macchine rendono bene il proverbio: chi molto vuole nulla stringe. Molto 800 ISO, ma inutilizzabile; molto zoom lungo, ma di pessima qualità, e altri aspetti simili. La DSC-L1 non cade in quella trappola. È piccola e gradevole alla vista, e le sue funzioni interne vanno alla pari: un sensore da 4 megapixel e uno zoom equivalente a 32-96 mm che non pretendono di puntare molto in alto e che sono tutto un risultato. Poche curve, ma ben collocate La DSC-L1 è una fotocamera molto graziosa, e è evidente che sa sfruttare i suoi incanti. Corpo metallico brillante (la fotocamera che abbiamo provato è di colore blu scuro), molto bene definito. Senza dubbio, i responsabili della Sony hanno appurato al massimo le sue abilità per dotare alla DSC-L1 di alcune rifiniture che si distinguono come eccellenti. Prova che la marca giapponese non ha lasciato né un dettaglio nel cassetto sono le rifiniture delle parti di plastica, che anche ha. Il suo aspetto metallico risulta abbagliante, e a meno che le tocchiamo non ci renderemo conto della sua natura plastica. Messi a trovare da ridire, ecco uno secondario: dopo un paio di settimane di uso, l’iscrizione "Cyber-shot" che la macchina ha nel frontale ha perso parte della "C" per il costante sfioramento con le dita. Anche se la distribuzione del suo peso non è nessuna meraviglia -il centro di gravità è leggermente deviato al lato del pulsante di scatto-, la fotocamera si può sostenere stupendamente. E ciò si deve, in buona parte, alle sue ridotte dimensioni e peso, di appena 120 grammi. Muovendo solo il pollice potremmo controllare qualsiasi dei pulsanti della sua parte posteriore. Il piccolo joystick, invece, che permette di navigare dai menù e di scegliere alcune o altre funzioni è collocato troppo in basso, ciò obbliga a realizzare un gesto scomodo se vogliamo azionarlo con il pollice -con un altro dito è quasi impossibile. Una piccola finestra Il display da 1,5 pollici, non evita le critiche per la ricorrente scusa delle ridotte dimensioni della fotocamera. Un pollice e mezzo e 78.000 pixel di risoluzione è attualmente poco per il display LCD di una compatta digitale. Inoltre, anche se possiede una ricezione semplicemente perfetta, l’immagine riprodotta soffre uno sfasamento rispetto alla realtà. Per ciò, la DSC-L1 risulta poco compatibile con la fotografia di azione -se è che qualcuno pensava di dare quella utilità. Precisamente il display è l’unica forma per inquadrare l’immagine, quindi questo modello non dispone di mirino diretto. Il suo uso si estende anche alla navigazione dai menù virtuali, semplici e intuitivi (secondo il più puro stile Sony), e che permettono di definire facilmente alcune delle opzioni di scatto -poche- che offre la fotocamera. Puntare e scattare La DSC-L1 è fondamentalmente automatica. Le sue opzioni di scatto si riducono al controllo di parametri come la nitidezza, il contrasto, la saturazione, la sensibilità, il bilanciamento del bianco e qualcosa in più. La misurazione, infatti, anche se possiamo sceglierla a volontà, ha solo due opzioni: spot e matrix. Priorità e modi di esposizione manuale sono un lusso di cui la DSC-L1, per il pubblico al quale si rivolge, non dispone. L’obiettivo, un 32-96 mm (su standard 35 mm) provvisto di una relazione di diaframmi di f2.8-5.1 aspetta retrocesso nel corpo e protetto da un copriobiettivo scorrevole. Attivandosi la fotocamera -non è semplicemente rapida con questo lavoro, a proposito-, l’obiettivo si proietta fuori qualcosa di più di mezzo centimetro. La sua timida testata suggerisce che -almeno in apparenza- questa lente non è nessun riflettore. La messa a fuoco, inoltre, non è esattamente rapida e tende ad avvertire che non è a fuoco quando in realtà lo è. La luce ausiliare all’autofocus, a proposito, è di quelle peggiori che abbiamo visto. Nonostante tutto ciò, è al momento di qualificare la qualità di immagine che offre la DSC-L1 quando riaffermiamo la frase iniziale. Molto probabilmente, se si fosse tentato di forzare di più la distanza focale (cioè lo zoom) o il diaframma, non sarebbe questa fotocamera tanto esente come è da aberrazioni cromatiche e geometriche. Due difetti che non risulterebbe niente affatto strano scoprire in un obiettivo che si può chiudere con il dito mignolo. Limitazioni intelligenti Il sensore CCD che utilizza la DSC-L1 è un captatore da 4 megapixel con delle discrete dimensioni da 1/2,7 pollici, conforme alle dimensioni della fotocamera. Bisogna risaltare, in primo luogo, il fatto di limitare a quei 4 milioni di punti la risoluzione del sensore, quindi un CCD così piccolo con più pixel certamente avrebbe sofferto seri problemi di rumore e qualità. La fotocamera produce fotografie fino a 2304 x 1728 pixel, che salva in formato JPEG. La qualità di immagine è piuttosto sufficiente per una fotocamera di questa categoria, composta da modelli tascabili con tendenze di pezzi di oreficeria. I colori, reali; la nitidezza, accettabile (anche se l’algoritmo di riduzione del rumore è facilmente evidente), e il contrasto e la saturazione, adeguati. Insomma, la DSC-L1 non ci priverà di prendere catture di buona qualità. La sensibilità del captatore della DSC-L1 è un altro dei suoi punti a favore. Come abbiamo già commentato, l’algoritmo di riduzione del rumore risulta un po’ controproducente, ma anche così possiamo dedicare bene un altro applauso al rendimento di questa compatta in questo senso. Primo, per partire da 100 ISO e fermarsi a 400 ISO. Si potrebbe dire bene che 400 ISO è una limitazione, è certo, ma in questo caso consideriamo un’abilità da parte della Sony non avere forzato le possibilità della macchina con un livello di rumore molto accettabile in tutte le sensibilità. Il bilanciamento del bianco, invece, è corretto. Il modo automatico, cioè, traballa un poco se si utilizza con fonti di luce fluorescenti, ma nell’insieme possiamo affermare che la DSC-L1 possiede un buon sistema di bilanciamento del bianco. La modalità di registrazione di video, invece, non passerà alla storia. Certo è che registra clips da 640 x 480 pixel e a 30 fps, limitati unicamente dalla capacità della scheda, ma la sua qualità è discutibile. La qualità dell’audio registrato, ciò nonostante, risulta degna di menzione. Una fotocamera "a dieta" La batteria infolitio della DSC-L1 si comporta in modo sensazionale. Delle dimensioni di una scheda CompactFlash, nelle nostre prove ha offerto un rendimento notevole, essendo necessarie unicamente due o tre cariche durante due settimane di uso frequente. Inoltre, l’abitacolo della batteria è collocato vicino al compartimento della scheda MemoryStick Duo, ma con un sistema di blocco che permette di cambiare di supporto senza necessità di scollegare la fotocamera. Un dettaglio che dovrebbe essere evidente, ma che alcuni produttori tacciono. Una macchina onesta La Cybershot DSC-L1 è una fotocamera semplice e con non troppe pretese. Questa volta, la Sony ha preferito non forzare i limiti e creare una macchina che sacrifichi un voluttuoso dossier di specifiche tecniche a favore di un livello di qualità piuttosto ampio per l’utente principiante. Tutta una rarità nell’attuale panorama fotografico digitale. TESTO E FOTO: Eduardo Parra |
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