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![]() A100Caratteristiche ![]() Val. utenti: Dim. Sensore: 23,60 x 15,80mm Mass. ris.: 3872 x 2592 p. Fattore: 1,50x Monitor: TFT di 2,50 pollici In due parole La prima reflex della Sony lascia un buon sapore in bocca, con una buona quantità di prestazioni e un notevole rendimento. Prezzi Migliore prezzo: 402 €Vedere i prezzi Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Sony A100 con le nostre 42 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
lunedì 30 ottobre 2006 Un primo passo per la porta grandeLa verità è che la Sony aveva la situazione facile. Essendo la principale fabbricante di sensori e dopo aver ereditato una notevole tecnologia fotografica dalla Konica Minolta, era normale aspettarsi che la sua prima reflex fosse quanto meno interessante. E la Alpha A100 lo è. 10 megapixel, 1600 ISO, corpo stabilizzato, sistema di pulizia integrato, buona qualità di immagine, poco peso...Cosa si può chiedere di più? Forse un prezzo moderato? Beh ha anche quello. Ha installato una nuova battaglia nel mercato fotografico digitale. Quando ancora rimbombano gli echi della guerra tra le fotocamere compatte, le sopravvissute si ritrovano ora in una nuova contesa per il settore delle SLR di gamma non professionale. I primi comandi dei nuovi aspiranti al podio del mercato iniziano a farsi vedere. E tra loro si trova la Alpha A100.La nuova reflex della Sony non sorprenderà per il suo aspetto. Come quasi tutte le SLR -con il permesso della Olympus- il design è abbastanza vecchio, e le innovazioni estetiche più o meno si contano con le dita di una mano. La A100 non esce dal copione e si presenta come una macchina dallo stile classico, forse con la parte della baionetta c'è qualcosa di un pò più prominente, molto leggera -leggerissima- e comoda da usare. Certo è che, come quasi in tutte le reflex di questo segmento, manca un'impugnatura verticale. Ergonomicamente, per tanto, non c'è molto da commentare. Con una impugnatura -a parte il solito problema del dito mignolo- abbastanza comoda, la struttura della A100 inaugura un uso confortevole, convenendosi con quello che potrebbe denominarsi convenzionale in una SLR. Facile da bloccarsi e da rigirarsi, è necessario utilizzare entrambe le mani per alcuni tasti. Un anello per controllare tutto Una ruota, situata al lato sinistro del pentaprisma, è colei che racchiude quasi tutte le funzioni della fotocamera e rende tangibile il classico menu di opzioni. Così, questo comando permette di selezionare diverse variabili, come il bilanciamento dei bianchi, la misura e la modalità di messa a fuoco. Basta fare un giro e confermare la selezione con il bottone incastratole dentro affinchè le opzioni disponibili appaiano nel display. Al tipico pulsante di accesso ai menu gli restano riservate le opzioni di configurazione tecnica della fotocamera. Anche se la opinione comune sulla convenienza o meno del comando è discutibile, forse la maggioranza crede che il modo tradizionale di navigare per i menu del display è più comodo e semplice. Sicuramente, l'uso della ruota implica più tempo ed è meno agile dell'uso di un bottone e un piccolo joystick. Come accade con altri modelli, nella A100 il display non compie unicamente la funzione di albergare i menu o riprodurre le foto catturate. Dato che è l'unico monitor disponibile, fa anche le veci di enorme dispensatore di informazione, permettendo di vedere un grande ventaglio di dati di un solo sguardo e cambiare facilmente qualsiasi parametro fotografico che si richieda. La qualità di questo monitor TFT di 2,5 pollici e 230.000 punti di risoluzione è realmente buona, con dei colori di grande realismo e impressionante visibilità. Il display eredita una prestazione puramente Sony: il giro automatico dell'immagine nel display se questa è stata scattata verticalmente, realizzando la stessa operazione con i dati di scatto quando impugnamo la fotocamera -anche verticalmente. A livello esteriore, pochi aspetti in più meritano di essere segnalati. È giusto menzionare, in ogni caso, la inclusione di una baionetta metallica ornata di color arancio -tempo fa l'uso del metallo o meno in questa parte denotava la qualità globale della fotocamera- con montatura Sony, ereditaria e compatibile con la assorbita Konica Minolta. A parte questa riduzione di metallo, la totalità pratica della fotocamera fa della plastica la sua materia prima, così come lo certificano questi insufficienti 640 grammi di peso con la batteria al suo interiore. Corona il corpo un flash di tipo pop-up di azionamento manuale che fa le veci di assistente all'autofuoco. L'aggiunta di questo ultimo elemento è più molesto che utile. Il cotone non inganna Non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze. Oltre i corpi eccessivamente plastici o i flash di dubbiosa efficacia, la A100 conta con delle parti interiori degne del catalogo di Victoria's Secret. Così, le essenze di questa reflex occultano non solo un catturatore di più di 10 milioni di pixel, ma anche un sistema di stabilizzazione nel corpo e un altro di pulizia del sensore. Una forma contundente di aggiungersi a questo segmento. Il funzionamento del sistema di pulizia si basa, in essenza, sullo stesso principio che quello della pioniera Olympus e di altre marche, anche se con differenze. Così, nel caso Sony il movimento del sistema di stabilizzazione se ne approfitta per agitare il filtro situato davanti al sensore, prescindendo dalla vibrazione per ultrasuoni proposta dalle altre compagnie. Anche se si può attivare di forma manuale, il meccanismo reaziona automaticamente con il ciclo di accesso spento. Rispetto alla sua efficacia, bisogna decidere se sia accettabile, anche se senza essere infallibile. Ci spieghiamo. Anche se in QSBD.COM non abbiamo voluto tentare la sorte e sporcare deliberatamente la fotocamera, un paio di settimane di uso intenso cambiando obiettivi senza molte attenzioni potrebbero provenire dalla presenza di polvere negli scatti. In questo senso, ci rimettiamo alle prove: di polvere non c'è traccia. Ad ogni modo, dal primo giorno delle prove intercettiamo la presenza di quello che potrebbe essere un pelo -o fibra simile- nella parte superiore destra delle istantanee. L'intruso solo appare al momento di scattare il cielo con diaframmi chiusi -a f13 è facile da vedere-, però sta li. Per tanto, sembra che il sistema sia capace di confrontarsi con efficacia alla presenza di polvere però non riesce a risolvere il problema del tutto quando la presenza di sporcizia è superiore. Il cotone non inganna. Due o tre passi di stabilizzazione Il sistema di stabilizzazione nel corpo, dal suo canto, ha un funzionamento più che soddisfacente. Contando solo con le opzioni "on" e "off", la tecnologia Super SteadyShot è carente della modalità attivo che incorporano alcuni obiettivi per stabilizzare con più efficacia la pulizia o gli scatti da -per esempio- un veicolo in movimento. D'altro canto, è innegabile il vantaggio che suppone di avere, senza dispendio aggiunto, stabilizzazione meccanica in tutti gli obiettivi collocati nella fotocamera. Il sistema proporziona approssimativamente uno o due passi extra -talvolta tre- al momento di ridurre la velocità di scatto senza compromettere la nitidezza dell'immagine causata da trepidazioni involontarie. D'accordo con la nostra esperienza, come dicevamo, è abbastanza effettivo. In qualsiasi caso -e manca di provare a fondo la nuova tecnologia di stabilizzazione della Pentax e più obiettivi Quattro Terzi con la tecnologia Mega O.I.S. della Panasonic- seguiamo confidando più nei sistemi di stabilizzazione ottica dell'ultima generazione realizzati dalla Canon e specialmente dalla Nikon nelle ottiche. Può essere che sia meno conveniente, però sembra sempre più effettivo. Obiettivi essenziali Come in ogni reflex che si rispetti, il rendimento finale della fotocamera è marcato dalla ottica selezionata. In questo caso, la Sony ci proporzionò la A100 con due obiettivi di gamma bassa, il 18-70 mm f3.5-5.6 e il 70-300 mm f4-5.6, che accompagnano la fotocamera nei kits più accessibili. Contando con delle ottiche tanto semplici, non bisogna meravigliarsi che non possiamo parlare di una messa a fuoco specialmente rapida o precisa. Dotati di un modulo di messa a fuoco che si attiva all'approssimare l'occhio al visore, in condizioni di luce minima l'autofuoco di entrambi gli obiettivi presenta alcuni problemi. Allo stesso modo, in messe a fuoco continue e rapide la fotocamera richiede una certa calma, e dopo l'attesa non sempre è sicura. Nel cambiare dal primo all'ultimo termine nella modalità continua, neanche possiamo parlare di una velocità eccellente -anche se si di precisione-, e il rendimento al momento della messa a fuoco di un oggetto in movimento non è neanche brillante. È quello che ci aspettavamo. La fotocamera, dal suo canto, neanche è particolarmente rapida al momento dello scatto. La A100 permette di realizzare raffiche di 3 scatti al secondo, anche senza nessun limite quando c'è spazio libero nella scheda. Questa prestazione, senza dubbio molto interessante, è disponibile solo quando scattiamo in formato JPEG. Al realizzare gli scatti in RAW, la raffica è limitata a 6 scatti, e si conforma con solo 3 fotogrammi se usiamo la modalità di registrazione in RAW con copia simultanea in JPEG. Barriera 10 Con un fattore di moltiplicazione di 1,5x, il sensore di dimensione APS -di simili dimensioni a quelli utilizzati dalla Nikon o dalla Fujifilm- offre una resoluzione di 10,2 megapixel. Questo traduce in alcune immagini di 3872 x2592 punti che possono registrare nei formati JPEG o RAW di 12 bits. Così come commentavamo nel nostro primo contatto con la A100, sorprende un poco lo scarso assortimento di dimensioni disponibili, limitate a 10, 5,5 e 2,5 megapixel e solo due livelli di comprensione. Non sarebbero state male un paio di combinazioni in più disponibili, considerato che ridurre la risoluzione alla metà può essere, a seconda dei casi, eccessivo. Per quel che riguarda la sensibilità e il rumore elettronico, la prima delle Alpha permette di lavorare con un caricatore dai 100 ai 1600 ISO, con la possibilità di ricorrere a modalità speciali di 80 ISO (però con chiave bassa) e 200 ISO (in chiave alta). Con alcune riserve su queste due modalità, delle quali non siamo sicuri che un usuario affezionato -affezionato è il pubblico al quale la Sony dirige questa fotocamera- gli dia importanza, il rendimento della A100 è più che soddisfacente al selezionare le velocità ISO basse e mezze. A 800 ISO inizia a vacillare un pò - non molto per trattarsi di una reflex digitale di gamma media-, mentre a 1600 ISO risulta -questa volta si- abbastanza rumorosa. La A100 è dotata di un dettaglio curioso. A parte le modalità speciali di sensibilità -qualche dettaglio in più certo che lo danno, però non molto-, la reflex è dotata di una opzione DRO (Dynamic Range Optimizer) per controllare la gamma dinamica. Questa funzione permette di selezionare in modalità normale e in un'altra intensa -a parte quella di spenta, che è chiaro-, anche se è limitata a una serie di parametri. Così, non funziona allo scattare in RAW, neanche quando si impiegano misure senza matrici o sensibilità alte. Questa funzione permette di ottenere più dettagli nelle ombre, e non c'è dubbio che i più affezionati gradiranno che le proprie foto saranno dotate di toni più uniformi. Per disgrazia, e a parte le limitazioni già menzionate, l'uso della modalità più accusata ripercuote sulla qualità dell'immagine, lavandola quando la parte brillante è intensa. Una immagine, mille parole Per quel che concerne la immagine, già abbiamo commentato le bontà della A100. Con una qualità eccellente, questa reflex offre immagini nitide, con colori reali e registrazioni di toni soavi e progressivi. Il sensore -primo fratello di quello che equipaggia la D200, supponiamo- offre diverse modalità di colore e varie possibilità al momento di eleggere il bilanciamento dei bianchi -come non poteva essere altrimenti. Ad ogni modo, forse questo è uno dei punti della A100 alla quale le si possono mettere più cose. Rispetto al buon rendimento in condizioni normali di luce bianca, sono le modalità di bilanciamento dei bianchi automatici e paraluce di tungsteno dove si percepisce, specialmente, la mancanza di sicurezza al momento di applicare il colore. Dall'altro lato, distingue la presenza di tre pre applicazioni disponibili per la luce fluorescente che garantiscono una buona riproduzione del colore. La A100 anche permette di selezionare manualmente la temperatura del colore, e offre a se stesso una opzione di applicazione per scoprire questo parametro tanto facile -a volte- da applicare. Il flash di tipo pop-up, di attivazione puramente manuale -non c'è leva che lo sollevi- ha una doppia funzione. Dall'altro lato, si utilizza la scintilla della lampada come luce di aiuto all'autofuoco, attivandola in modalità stroboscopica prima di scattare. Senza alcun dubbio, questa opzione di lavoro è altamente molesta -lo abbiamo comprovato con le nostre retine- e abbastanza poco efficace. Il funzionamento del flash come tale è imprevedibile, dovuto -intendiamoci- a una tecnologia TTL specialmente poco affidabile. Così, nelle nostre prove di campo abbiamo constatato un rendimento disuguale in situazioni di illuminazione più povera, offrendo sovra e sotto esposizioni aleatorie e senza motivo apparente. La batteria, dal suo canto, è dotata di un buon rendimento, con un'autonomia di varie centinaia di foto -ricordiamo che questa fotocamera stabilizza e pulisce, e questo consuma abbastanza- con una sola carica. Il tempo di ricarica, inoltre, è dentro i limiti tollerabili. Un facile -e buon- primo passo Anche se non doveva essere facile per la Sony configurare una fotocamera reflex decente, ci rallegra comprovare che, effettivamente, lo ha conseguito. Basandosi su un corpo già disegnato (quello della descatologata Konica Minolta 5D), la compagnia ha incalzato i suoi sforzi -e i suoi ricorsi- verso lo sviluppo di varie caratteristiche più attraenti, senza che si elevi troppo il prezzo. Disposta a trionfare nel mercato e destinata a un pubblico affezionato, la Alpha A100 è una fotocamera economica per quello che offre. Nè è nè pretende essere la più rapida o la più dura, ma consegue un proposito basico per tutti gli affezionati: foto buone, foto pulite, foto stabilizzate e foto economiche. La sony ritorna a guadagnare. TESTO: Eduardo Parra |
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