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![]() Digimax Pro815Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 3264 x 2448 p. Obiettivo (35 mm): 28,0-420,0mm Zoom: 15x (ottico) / 4x (digitale) In due parole Una Samsung con serie aspirazioni fotografiche: il suo obiettivo e delle prestazioni piuttosto generose ne fanno fede Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Samsung Digimax Pro815 con le nostre 42 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
mercoledì 30 novembre 2005 La fotocamera definitiva (per alcuni)Adesso che il megapixel passa un brutto momento e che i superzoom sono patrimonio di ogni figlio del vicino, l'arma preferita dalle marche inizia ad essere il display. La Samsung deve saperlo molto bene, dato che ha dotato la sua stella mediatica, la Digimax Pro815, di un enorme display da 3,5 pollici, degno di un computer tascabile. E non è da solo: l'accompagnano un superzoom da 28-420 millimetri (con una splendente luminosità di f2.2-4.6) e un sensore da 8 megapixel. Chi dà di più. La Samsung Digimax Pro815 provoca sensazioni dovunque passa. Poco importa che sia una buona o una cattiva fotocamera. Tutti la ricordano, anche se solo sia per i suoi generosi attributi. Non è necessario tenerla tra le mani per molto tempo. Solo dandole uno sguardo, uno si rende conto che questa fotocamera di fattura Samsung non è un giocattolo e che -invece- scatta foto.Chiamata ad essere la fotocamera perfetta e definitiva per alcuni -principianti avanzati - e quella di riserva per altri -professionisti-, la Digimax Pro815 possiede una serie di caratteristiche che conteranno tanto per quelli che cercano in questo modello il culmine del loro presupposto fotografico, come per quelli che desiderano una macchina capace di sostituire -quando sarà necessario e in molte determinate circostanze- alle pesanti reflex digitali. Una fotocamera difficile da guardare La Pro815 è, come buona fotocamera che aspira a comprenderlo tutto, equipaggiata di tutte le opzioni di lavoro possibili: dagli automatismi più completi fino al controllo manuale di tutte le impostazioni, passando da alcune modalità scene già configurate. A tutte queste modalità di lavoro si può accedere mediante il tipico dial situato nella parte superiore, di facile maneggio. A causa soprattutto delle sue dimensioni -ed in particolare di quelle dell’obiettivo-, utilizzare la Pro815 è abbastanza comodo. Anche se il suo maneggio richiede quasi inevitabilmente l’impiego di entrambe le mani, la disposizione dei comandi è abbastanza ben studiata. Pur ostentando delle dimensioni maggiori di quelle di altre fotocamere di questa categoria, le lunghe giornate fotografiche sono meno dure per i nostri arti. Superdisplay Forse la caratteristica più attraente a prima vista della Pro815 è il suo gigantesco display, da 3,5 pollici e 235.000 pixel di risoluzione. Il display, oltre ad essere un richiamo pubblicitario, compie alla perfezione il suo dovere, offrendo una ricezione perfetta di immagini di grandi dimensioni -che i nostri coraggiosi occhi fotografici gradirebbero- e un fantastico livello di dettaglio, sia durante l’inquadratura sia al momento di visualizzare la ripresa realizzata. I suoi colori, anche se piacevolmente reali, sono forse un po’ spenti. Il display, invece, non è perfetto. Oltre alle fastidiose bande in controluce, il maledetto effetto specchio riappare, e lo fa secondo il display: alla grande. Un giorno mediamente soleggiato suscita tutta una sfida al momento di visualizzarla. Oltre al citato display e al piccolo mirino elettronico da 235.000 pixel, la Pro815 incorpora -attenzione- un terzo display nella parte superiore del suo corpo. È questa tutta un’innovazione che veramente desidereremmo vedere in altre fotocamere di questo livello. Pur essendo di dimensioni realmente piccole, questo display permette di inquadrare e scattare con la fotocamera collocata all’altezza della vita. Indubbiamente, gli amanti della fotografia di approssimazione sapranno apprezzare questa meraviglia “made in” Samsung. Ma quello non è tutto. Così come l’immenso display, questo display complementare permette di rivedere le riprese salvate e anche di navigare dai menu, anche se -cioè- con lettere in miniatura. Tutte queste prestazioni si possono applicare al mirino elettronico. La sensibilità, in controcorrente Anche se la Pro815 infrange gli schemi per quanto riguarda il display e lo zoom, per quanto riguarda la sensibilità segue letteralmente le norme del mondo digitale compatto (ricordiamo che, anche se il suo corpo è grande, il sensore continua ad essere quello di una compatta). La fotocamera sopporta un rango di sensibilità che comprende dai 50 fino ai 400 ISO. Il rendimento della sensibilità in relazione al rumore elettronico generato è, chiaro e tondo, passabile. Forse in una compatta di gamma bassa o media non ci avrebbe sorpreso, ma nella Pro815 speravamo un po’ meglio. Il sensore CCD da 8 megapixel crea immagini di alta risoluzione, raggiungendo l’interessante cifra di 3264 x 2448 pixel. La sua qualità, come speravamo, ottiene un ottimo, offrendo un livello di dettaglio abbastanza buono, dei colori francamente reali e una nitidezza molto elevata. Il bilanciamento del bianco, invece, risponde anche alle aspettative. Il suo rendimento è buono, anche se simpatizziamo per il modo prefissato. Quello automatico, senza essere brutto, non è all’altezza di quello di altre macchine della concorrenza. Superlativo obiettivo Con il nome di Schneider-Kreuznach scritto sull’obiettivo, la Pro815 possiede un enorme riflettore che non solo raggiunge l’importantissima cifra di 420 millimetri con una luminosità di f4.6, ma che parte da un magnifico angolare di 28 millimetri e un diaframma di f2.2, cifra -questa ultima- difficile da vedere in uno zoom di tale apertura. Molti sentiranno la mancanza di un autentico sistema di stabilizzazione ottica nella Pro815, soprattutto prendendo in considerazione tale zoom da 15 ingrandimenti. Come surrogato, la Samsung ha deciso di dotarla di un modo di lavoro che, sotto le sigle HS, permette di ridurre l’effetto delle vibrazioni a seconda delle situazioni. La forma per impostare la distanza focale -cioè lo zoom- è simile a quella degli obiettivi reflex. Un anello avvolto da gomma antiscivolo si gira a destra e sinistra per modificare la focale dell’ottica. Anche se leggermente più duro del previsto -per gusti, colori-, si gradisce molto uno zoom di questo tipo. Con ogni certezza, uno zoom controllato mediante pulsanti -il tipico delle compatte- sarebbe stato un fallimento dovuto al peso delle lenti e all’ingente quantità di energia -e tempo- necessari per muoverle. Supponiamo che il risparmio energetico che comporta di incorporare un meccanismo manuale di regolazione dello zoom si ripercuoterebbe per bene sulla messa a fuoco, aumentando la sua velocità e precisione. La Pro815, invece, ha un serio problema con la messa a fuoco semplice: è lenta e molte volte poco precisa. Questo inconveniente risulta ancora più incomprensibile quando rivedendo le riprese realizzate (tutte quelle con conferma della macchina che la messa a fuoco si era realizzata correttamente), uno scopre che un’importante percentuale delle stesse appare con una chiara ed evidente mancanza di fuoco. La fotocamera, insomma, afferma quello che la realtà nega. Risulta incomprensibile che un obiettivo di così buona qualità possa esibire un errore così profondo. Nonostante ciò, la messa a fuoco è da togliere il cappello. Chi scrive fa mente locale e non ricorda una fotocamera che non sia reflex con una messa a fuoco continua così rapida e -soprattutto- precisa. Un dieci per la Samsung sotto questo aspetto. La messa a fuoco macro, finalmente, è soltanto disponibile per un determinato rango focale e il suo rendimento è passabile. Speravamo un po’ di più, anche se neppure si può criticare la Pro815 per le sue abilità in macrofotografia. In generale, l’insieme di lenti che monta questa fotocamera è di una qualità superba, anche se con sfumature. Che dà immagini nitide e con qualità è evidente. Che aberra cromaticamente -e sebbene in minore misura, anche geometricamente- non è neppure nessun segreto. Un pregio e un difetto per un obiettivo che, prendendo in considerazione il corpo di cui fa parte, dovrebbe avere dato -almeno- due pregi. L’alimento della bestia Facendo gioco con i suoi enormi attributi -display e obiettivo-, la Pro815 conta su una potentissima batteria agli ioni di litio di 1900 mAh. Tale è la sua capacità che la Samsung non si stanca di assicurare che la Pro815 è la fotocamera che incorpora la batteria più potente dell’offerta fotografica attuale. Dopo una ricarica completa di quasi 3 ore, l’autonomia è -specialmente se pensiamo alla quantità di energia che consumano il display e l’autofocus- piuttosto notevole. Così, una sola ricarica è sufficiente per molte decine di foto e un abbondante uso del visionato delle stesse. La Pro815 incorpora una slitta a caldo per l’impiego di un’unità esterna di flash. Il flash integrato, di tipo pop-up, dimostra di essere all’altezza delle circostanze, sia in angolare sia in telefoto. Offre un’illuminazione più o meno uniforme (logicamente, a maggiore focale, più pericolo di sottoesposizione) e un degno riciclaggio in ogni tipo di situazione. 64 MB è la capacità della scheda CompactFlash che si fornisce di serie. La Pro815 è, infatti, compatibile con le schede precedenti appartenenti al modello CompactFlash di Tipo I o II, una riserva di caccia quasi esclusiva delle reflex digitali. Senza precedenti Non c’è alcun dubbio che la Samsung Digimax Pro815 si è guadagnata il suo proprio posto nei modesti libri di storia fotografica che si stanno scrivendo. Il suo display, il suo zoom, la sua qualità generale Piccoli -o non così piccoli- contributi che formano una montagna di buona reputazione. Nonostante qualche altro conosciuto inconveniente, siamo sicuri che così buoni argomenti permetteranno a questo modello di brillare con luce propria. Invece, un dubbio ci assale: simpatizzerà il mercato finale per questo tipo di modelli, o eliminerà di colpo tutto quello che si muove tra le autentiche compatte e le reflex digitali? TESTO E FOTO: Eduardo Parra |
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