Ricerca:
Offerte di lavoro
Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.

Caplio R5

Caratteristiche
Val. utenti: 3,6 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
Vedere le opinioni
Sensore: CCD di 7,24 MP
Mass. ris.: 3072 x 2304 p.
Obiettivo (35 mm): 28,0-200,0mm
Zoom: 7,1x (ottico) / 3,6x (digitale)
In due parole
Con prestazioni tanto interessanti come l'obiettivo di 28-200 mm o la potente messa a fuoco macro, la Caplio R5 ancora deve migliorare.
Prezzi
Non ci sono prezzi disponibili
Vedere offerte in


Foto
Clicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originale
Verifica la qualità delle immagini della Ricoh Caplio R5 con le nostre 41 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
giovedì 30 novembre 2006

Avanza adeguadamente, ma ha bisogno di migliorare

Poche novità e miglioramenti molto sottili permettono alla Ricoh di attualizzare una delle sue saghe più conosciute. Anche se la GR Digital continua ad essere il referente fotografico della marca, le Caplio R giocano la propria partita in un segmento nel quale la relazione tra qualità e prezzo è fondamentale. Ed è in questo campo dove la formula della Caplio R5 fa brillare i suoi incanti grazie, soprattutto, allo zoom stabilizzato di 28-200 millimetri. Anche se il salto da 6 a 7 megapixel rispetto alla Caplio R4 risultava prescindibile -il marketing comanda-, sono interessanti i leggeri miglioramenti per quanto riguarda la sensibilità. Senza i persistenti problemi con il funzionamento dell'obiettivo, il rumore -nelle due sue accezioni- o la ergonomia, la R5 sarebbe un modello di nota.

Dopo il primo contatto che ebbe QSBD.COM con la giovane Caplio R5, giunge ora il momento di comprovare se quelle osservazioni iniziali erano giuste o è necessario pulire qualcuna di quelle. In qualsiai caso, confrontare la R5 con la sua predecessora, la Caplio R4, è il miglior modo di percepire i cambi che il nuovo modello porta con se e le sue vere applicazioni pratiche.

In questa lista si mischiano caratteristiche già conosciute -l'obiettivo stabilizzato di 7 ingrandimenti le guida- con alcune nuove aggiunte in quelle come l'aumento della risoluzione che è un elemento obbligatorio. Però oltre il salto dai 6 ai 7 megapixel, risulta interessante l'evoluzione intorno alla sensibilità massima che offre questa R5.

Alti e bassi ergonomici

Il design si pianifica come uno dei punti più controversi nel momento in cui ci confrontiamo con questo modello. Anche se le linee del corpo rispondono a uno schema di proporzioni molto classiche -è compatta, però sufficientemente grossa come per non appartenere alla categoria da tasca-, i comandi hanno subito un leggero ritocco che non ci convince.

Con una costruzione nella quale l'uso della plastica risulta eccessivo e conferisce alla fotocamera un tatto molto robusto, chiama all'attenzione che la R5 sacrifichi il pulsante dello stabilizzatore. Anche se intendiamo che questa funzione si da già per interiorizzata e che sarà rara la situazione in cui si vorrà scollegare, un comando proprio è sempre un elegante memorandum di questa importante caratteristica.

Molto più discutibili sono le connessioni localizzate all'esterno laterale del corpo -come la sua predecessora- e, soprattutto, il comando incaricato di manovrare lo zoom. Anche se ben situato al raggiungimento del pollice, le sue minute dimensioni e il suo impraticabile maneggio non danno merito ad un'ottica che dovrebbe essere il centro di attenzione della fotocamera.

Se le tirate di orecchie sono giustificate, c'è anche da riconoscere che il menu della fotocamera risulta più semplice da utilizzare e che il pulsante "ADJ" è una grande idea per accedere rapidamente al controllo della esposizione, la sensibilità e il bilanciamento dei bianchi. Peccato che alcune opzioni di controllo manuale della esposizione non siano capaci di portare a termine la scommessa.

Macro spettacolare, come sempre

La ottica "tutto in uno", rappresentava per questa gamma focale da 28 a 200 millimetri e una luminosità un pò giusta di f3.3-4.8, è uno dei migliori argomenti della nuova Caplio. Peccato che alcuni dettagli -gli stessi che porta avanti dalle precedenti generazioni- sporchino le sue prestazioni.

Il rumore, nella sua accezione più comune, è uno dei temi che non possono passare inosservati. Anche se sarà l'utente colui che decide i decibel che è disposto a tollerare al muovere il meccanismo dello zoom o la messa a fuoco, la verità è che appare questo un aspetto chiaramente migliorabile.

Rispetto alla messa a fuoco, la R5 è capace di approvare in questo campo, anche se senza emergere in modo particolare. Tradotto alla pratica, la fotocamera mette a fuoco con precisione quando la luce è buona però se conbiniamo un focale esteso con meno luminosità, il fuoco può rimanere perso nel limbo.

Mensione a parte merita lo spettacolare macro, che permette di ottenere scatti nitidi a solo 1 centimetro di distanza. Tutto un classico nelle fotocamere della Ricoh che, confidiamo, sappia mantenere a buona cautela del viso future evoluzioni della gamma.

Anche nel campo degli errori, la R5 si difende con valore. Anche se forziamo le circostanze possiamo giungere a ottenere aureole viola e scomodi riflessi, le situazioni abituali di controluce e alto contrasto sono risolte senza troppi problemi.

Non si può dire lo stesso del display, che anche se vede aumentata notevolmente la sua risoluzione da 150.000 a 230.000 pixel, continua a subire errori in forma di bordi verticali al confrontarsi con situazioni come quelle descritte precedentemente.

Leggeri miglioramenti

Come dicevamo, la R5 incorpora un nuovo sensore CCD di 7 milioni di punti, che supera in 1 megapixel quello della sua predecessora. La novità giunge accompagnata anche da un'applicazione nella scala di velocità ISO, che salta da 800 a un valore massimo di 1600 ISO. Secondo quanto sollecitano le specificazioni ufficiali, un nuovo processore di immagine è l'incaricato di contendere con questa doppia piroetta per evitare che i livelli del rumore si emettano.

Talvota per il milione di punti aggiunto o forse per i cambi effettuati nel motore di immagine, ciò che è certo è che se si può apprezzare qualche leggero miglioramento -anche se minimo- nella quantità di dettagli e il livello di nitidezza che la R5 è capace di plasmare.

Rispetto alla sensibilità, i riultati non offrono troppe sorprese, nè buone nè cattive, però fa piacere vedere che il livello del rumore si mantiene più o meno controllato incluso fino a 800 ISO quando l'illuminazione è corretta. Come già commentammo, anche se la R5 non passerà alla storia come il modello meno rumoroso del momento, comparandola con la sua predecessora si può apprezzare un progresso in questo campo.

Il cambio nelle sensibiltà non solo influisce sul rumore, ma ha anche una certa influenza sul colore delle immagini, talvolta a causa del processo. Negli scatti effettuati, in effetti, possiamo comprovare che, a partire da 400 ISO, le immagini prendono un certo tono verde. Apparentemente, questo dettaglio non risponde a nessun cambio nel bilanciamento dei bianchi.

Immagine stabilizzata

Anche se nascosta nel menu, la stabilizzzione meccanica segue presente nella ottica di questa R5. Una funzione che ci permette di ottenere immagini nitide scattando a velocità molto basse, incluso a 1/3 al secondo, così come si può comprovare nelle foto aggiunte. In queste si apprezzano chiaramente i vantaggi apportati a questo sistema.

Se in generale la fotocamera mostra una certa tendenza alla sottoesposizione -è necessaria una compensazione di incluso 1 punto in molte occasioni-, il funzionamento del flash è abbastanza proporzionato. A mezze e brevi distanze si ottiene un'immagine perfettamente illuminata e con tonalità realistiche, se non c'è una combinazione complessa di luci. Nonostante tutto, il flash mostra i suoi limiti nel momento in cui iniziamo ad allontanarci dal soggetto.

Rispetto alle modalità del bilanciamento dei bianchi, anche se con luce diurna la fotocamera funziona senza problemi, con un sole molto intenso abbiamo percepito una certa tendenza per cui le immagini esibiscono un ecceso di contrasto mischiato con delle moleste tonalità azzurre e violacee.

Con luci interiori, il rendimento del bilanciamento dei bianchi automatico con luci incandescenti e, soprattutto, fluorescenti è notevolmente migliorabile. Chiama all'attenzione, sicuramente, il fatto che esistano due modalità prefissate per illuminazione incandescente e solo un paio fluorescenti, quando il modello abituale è opposto.

Attualizzando il firmware

La Ricoh annunciò recentemente una doppia attualizzazione del firmware per questo modello. Così, in appena due settimane la compatta saltava questo ottobre alla versione 1.44 con una lista di interessanti novità.

Tenendo in conto i miglioramenti introdotti, con elementi relazionati con l'autofuoco e il bilanciamento dei bianchi, tra gli altri, l'attualizzazione era imprescindibile. Anche se di base questo è un processo senza troppe difficoltà, la verità è che non risultò tanto rapido come poteva sembrare alla vista delle istruzioni proporzionate dalla compagnia.

Per quello, serva questa parentesi nell'analisi della fotocamera per appuntare dei dettagli che bisogna tenere in conto nel processo di attualizzazione. Dopo esser riusciti a comunicare la fotocamera con il computer -USB in modalità "originale", senza "registrazione", attenzione- il programma registra nella scheda SD Card la nuova versione scaricata.

A partire da li, l'attualizzazione si esercita mediante la pulsazione combinata di due tasti nella fotocamera -"modo" e "previsualizzazione"-, però solo se lo si fa con la fotocamera spenta e se l'ordine è quello citato.

Per verificare che, effettivamente, l'ultima versione è stata installata correttamente, basta premere -di nuovo in quest'oridne- il pulsante macro e quello di previsualizzazione.

Rinnovarsi o no?

Quando un nuovo modello prende il posto di una fotocamera veterana, è il momento di chiedersi se la nuova versione apporta qualcosa di interessante o se, al contrario, l'attualizzazione non vale la pena.

Nel caso della Ricoh Caplio R5 ci troviamo di fronte a una fusione nella quella c'è da esaltare molti dei suoi tratti -cominciando dalla relazione tra qualità e prestazioni offerte e un prezzo intorno ai 300 euro- e lamentare che non sia stata sfruttata l'occasione per migliorare alcuni dei punti che abbiamo presentato.

Insistiamo sull'importanza di questa ottica tuttofare stabilizzata, però ci chiediamo che accadrebbe se questa rinnovazione fosse stata sfruttata per attenuare alcune carenze, in luogo di insistere sull'aumento della risoluzione così come indica il manuale di stile del mercato.

Se fino ad ora l'angolare o la stabilizzazione erano prestazioni quasi esclusive di questa saga che potevano far ovviare altri problemi, la crescente popolarizzazione di queste opzioni fa si che la Ricoh abbia bisogno di potenziare nuovi argomenti senza sacrificare quelli che già conosciamo.

Considerato che sia un modello molto interessante, non c'è nessun dubbio che una Caplio con questa stessa ottica, però con dei comandi che diano giustizia, un rendimento migliorato in sensibilità alte e un pò di controllo manuale senza elevare troppo il prezzo avrebbe un'accettazione molto più vasta.

TESTO e FOTO: Iker Morán

pubblicità