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Caplio R1V

Caratteristiche
Val. utenti: 4,28 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 5,02 MP
Mass. ris.: 2560 x 1920 p.
Obiettivo (35 mm): 28,0-135,0mm
Zoom: 4,8x (ottico) / 3,6x (digitale)
In due parole
Le sue buone prestazioni non corrispondono ai risultati che offre, piuttosto deludenti
Prezzi
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Foto
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Verifica la qualità delle immagini della Ricoh Caplio R1V con le nostre 24 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
martedì 29 marzo 2005

Questa volta no

La verità è che la Ricoh Caplio R1V confonde. Il suo corpo metallizzato e piuttosto rifinito sembra indicare -a prima vista- che questa fotocamera è un gioiello sia internamente sia esternamente. Con i primi clic, invece, terminava il sogno. Manca di nitidezza, colori irreali, menù che si bloccano… un panorama certamente disgustoso che sconvolge con i buoni risultati esibiti da altri modelli della casa giapponese, come la Caplio GX. Questa volta, invece, la Ricoh non ha soddisfatto le nostre aspettative.

Non c’è dubbio che la Ricoh fabbrica grandi fotocamere; almeno, nel senso più tecnico dell’espressione. Qui è stata negli ultimi tempi, in prima linea, con macchine innovatrici e con prestazioni sempre migliori.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Ma in questa vita che ci è dato consumare tutto il mondo sbaglia alcune volte. E la Ricoh, a nostro giudizio, potrebbe avere bene commesso la sua particolare indiscrezione con la Caplio R1V. Un fatto, piuttosto una percezione, che in queste righe spiegheremo.

La dura realtà

Le caratteristiche della Caplio R1V sono, sulla carta, quasi eccellenti. La brutta notizia per la firma giapponese è che la teoria non è tutto e la pratica -in questo caso- non invita all’ottimismo. La Caplio R1V si presenta con un corpo molto bello, sì, ma quello che nasconde nel suo interno non è esattamente alla stessa altezza.

Si distingue indubbiamente per il suo design, di metallo brillante e con delle rifiniture eccellenti. Il suo corpo è compatto, un po’ più piccolo di quello di un pacchetto di sigarette, e sopra la sua superficie si estende una quantità moderata di comandi e pulsanti.

L’accensione si realizza facendo scorrere una parte che compie anche funzioni ornamentali situata nel lato sinistro della parte frontale, esattamente uguale a quella più vincente Caplio R1. Atto continuo, o, la lente resta allo scoperto e l’obiettivo retrattile avanza. Tutto ciò rapidamente e senza nessuna complicazione.

La parte posteriore dà impiego ai comandi di controllo e agli altri aggeggi. Si distinguono il ridicolo mirino diretto -anche se per nulla migliore di questo-, un selettore per scegliere il "modo di attacco" (cattura fotografica, registrazione di video e dittafono) e altri pulsanti senza rilievo ma molto estetici per controllare il resto delle possibilità della fotocamera.

Nelle nostre prove, a proposito, il selettore di modo ci ha dato enormi preoccupazioni, quindi passando da un modo ad un altro la fotocamera restava in "stand by" in modo permanente. Si bloccava, in definitiva.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Il display TFT è di 1,8 pollici e 110.000 punti di risoluzione. Non è molto luminoso e tende a perdere un po’ di qualità per quanto riguarda la luce bassa. La ricezione di immagine, invece, è un po’ povera. In condizioni di alto contrasto, appaiono bande che impediscono una corretta visualizzazione della scena da immortalare.

I menù (due, con i suoi corrispondenti sottomenù) sono semplici da maneggiare e non offrono complicazioni. Inoltre, la Ricoh R1V ha un pulsante di accesso diretto che permette di cambiare con un paio di clic la sensibilità, il bilanciamento del bianco e la compensazione dell’esposizione.

Il cuore

Il CCD di questa macchina è di 1/ 2.5 di pollice e 5 megapixel di risoluzione. Produce fotografie fino a 2560 x 1920 pixel, che si possono salvare nella memoria interna della fotocamera, da 12 MB, o su schede SD Card e MMC.

È su questo punto dove la Ricoh dimostra, definitivamente, le sue principali carenze. Le foto, per molto grandi che siano -cioè ad alta risoluzione-, sono di una qualità piuttosto brutta. I colori non corrispondono alla realtà in quasi nessuna circostanza. Appaiono dominanti, la mancanza di nitidezza, aberrazioni… Dà la sensazione che tutti i grossi errori -per quanto riguarda la qualità di immagine- si sono riuniti nella Caplio R1V.

In qualsiasi caso, andiamo per parti. Il rumore, il tema sempre più delicato nelle fotocamere di questa categoria, è forse dove la R1V dà migliori risultati. Non è che abbia basso rumore nella gamma di sensibilità disponibile, da 64 a 800 ISO, ma sì è certo che è piuttosto tollerabile fino a 200 ISO e comprensibile -dovuto al fatto che pretende raggiungere molto- a 400 ISO. Dalle catture realizzate a 800 ISO... abbondante, neppure si potevano aspettare grandi cose.

Il bilanciamento del bianco, invece, è molto migliorabile. Il modo automatico rende bene così come in certe situazioni, e non diciamo quali perché -sinceramente- non lo sappiamo. Le nostre prove hanno offerto risultati francamente strani: dominanti magenta alle undici del mattino, colori perfetti alle dodici, un funzionamento totalmente diverso così come la luce artificiale… un autentico festival di colori.

Le modalità prefissate nel loro caso, risolvono la pagella con voti ugualmente bassi. Mentre il modo per tungsteno fallisce strepitosamente, il modo per fluorescente supera per un pelo la sufficienza. La modalità manuale, per fortuna, funziona bene; senza risultare eccellente, è molto al di sopra del resto delle prestazioni della macchina.

Un’altra cosa che ci ha deluso oltremodo è l’interazione tra il sistema di misurazione e il flash integrato. Le prove realizzate in questo senso sono risultate nefaste.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Ecco diversi pulsanti di dimostrazione: abbiamo ottenuto foto con due o tre -ma di più- diaframmi sotto l’esposizione ottima senza severità di nessun tipo che renderanno difficili il lavoro dell’esposimetro: in altre occasioni, il flash si attiva automaticamente e brucia letteralmente la foto. Di tanto in tanto, insomma, esce una foto ben esposta.

In un principio abbiamo pensato che il problema riguardasse il flash. La conclusione finale, invece, si riferisce alla poca affidabilità sia della misurazione sia dello stesso flash.

Un macro spettacolare, ma…

L’obiettivo, di fattura Ricoh, consiste in uno zoom da 28-135 mm, espressi su standard 35 mm. La sua luminosità è di discreti f3.3-4.8. Eccetto il generoso angolare e la gratificante messa a fuoco macro da 1 centimetro di capacità (questa ultima è, indubbiamente, la cosa migliore della fotocamera), il rendimento ottico della macchina è piuttosto deludente.

Oltre a una leggera vignettatura -rimarchiamo leggera-, ci sono delle riprese nelle quali le aberrazioni cromatiche risultano piuttosto tangibili, potendo arrivare a contemplare più porpora di qualsiasi altro colore … L’obiettivo, infine, traballa anche per quanto riguarda la riproduzione del dettaglio.

Invece, la risposta al comando dello zoom è abbastanza rapida. La messa a fuoco, al contrario, segna il notevole in condizioni luminose favorevoli.

Terminiamo il percorso sulla Caplio R1V parlando del suo consumo energetico. Le due pile di dimensioni AA, ricaricabili o alcaline, offrono un’autonomia corretta. L’unica cosa criticabile in questo capitolo è che per cambiare di scheda è necessario aprire la porta delle pile, un’operazione che risulta piuttosto sconsigliabile quando la fotocamera è in funzione.

Al di sotto della media

La Caplio R1V rompe con una raffica di efficienti e gradevolmente sorprendenti macchine compatte della Ricoh. La Caplio GX, per esempio, ci ha lasciato a bocca aperta. Speravamo che questa rinnovata R1V offrisse un rendimento simile, ma sfortunatamente non è stato così.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Nonostante un’eccellente messa a fuoco macro e qualche altra qualità, gli errori accumulati da questa fotocamera -si vedano le immagini di dimostrazione, senza andare oltre- la collocano sotto altri modelli della sua categoria.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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